ESPLORARE IL PIANETA DELL’ABUSO SESSUALE

Ormai l’abuso sessuale è una tematica che emerge quasi quotidianamente nei fatti di cronaca e riguarda sia minori che adulti: ma la crescente diffusione dell’abuso sessuale a danno di minori è una realtà che sta diventando sempre più allarmante.

È necessario, quindi, fare chiarezza sul fenomeno e riuscire a comprenderne i tratti distintivi.

Che cos’è?

“Per abuso sessuale si intende”, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, “il coinvolgimento di una persona in atti sessuali, con o senza contatto fisico, a cui non può liberamente consentire in ragione dell’età e della preminenza dell’abusante, lo sfruttamento sessuale di un bambino o adolescente, la prostituzione infantile e la pedopornografia.”  

L’abuso sessuale nei confronti di minori si ha quando vengono commesse azioni nei confronti di un bambino con lo scopo di procurarsi un piacere sessuale. Esistono diverse situazioni in cui avviene l’abuso sessuale che può avvenire ad opera di uno sconosciuto o da figure che teoricamente si dovrebbero porre nei confronti del bambino come un educatore o, ancora, da ragazzi più grandi.

L’abuso può anche essere messo in atto nell’ambito della famiglia stessa del bambino dai genitori o da alcuni parenti: queste due situazioni possono poi essere compresenti nei casi in cui il bambino cada nella rete della prostituzione o della pedopornografia.

Quanto incide nella vita del bambino?

Pietro Grasso, presidente del Senato, ha recentemente definito l’abuso sessuale come “uno tra i reati più inaccettabili e drammatici sotto tutti i profili. é l’umiliazione, la sopraffazione di una persona su un’altra, la negazione stessa di una comune radice di umanità che lega tutti noi. Non importa se sia frutto di una preponderanza fisica o di una sopraffazione psicologica, è sempre e comunque una dolorosa ferita che non si rimargina mai del tutto e che si insinua nella parte più profonda dell’animo delle vittime costrette, loro malgrado, a sperimentare l’inferno”.

La violenza sessuale è da considerarsi un vero e proprio trauma che, se non curato, può portare la vittima a riproporre le stesse dinamiche distruttive in prima persona. Sottostimare l’impatto e le conseguenze che l’abuso sessuale porta con sé significa negarne le sue potenzialità dannose per la vita psicologica ed emotiva dei fanciulli. Un abuso sessuale non è mai da considerare “un evento solo potenzialmente drammatico” ma è necessario riconoscerne l’effettiva portata: tale violenza, infatti, è sempre da considerare lesiva dell’integrità della persona, è una ferita dell’anima che, in quanto tale, necessita di cura e tempo per potersi rimarginare.

Come prevenirlo?

Il primo passo per prevenire ed affrontare l’abuso sessuale è poterne parlare: con i propri figli, con i propri insegnanti, e, soprattutto, parlarne per poter chiedere aiuto.

Il trattamento degli autori di reato è un passo fondamentale: la convenzione di Lanzarote, del 2007, lo sottolinea infatti che “le persone che temono di poter commettere tali reati possano avere accesso a programmi o a misure d’intervento efficaci, volte a valutare e ad evitare i rischi che tali reati siano commessi”, allo stesso modo la convenzione di Istanbul.

Per una prevenzione efficace è necessaria individuare precocemente le persone potenzialmente a rischio di commettere tali reati. Tra questi, chi non ne ha ancora commesso, ma sente impulsi devianti, come l’attrazione per i bambini, oppure persone che hanno commesso reati, ma senza contatto fisico con le vittime, ad esempio utilizzando pedopornografia. Il tema è spinoso e ampio: dalle ricerche emerge che il 21% dei maschi adulti, e il 3% delle donne si sente in qualche misura attratta dai bambini oppure ha fantasie di commettere violenza.

Fermarsi prima

Sul tema è stato organizzato un convegno intitolato “Fermarsi prima”, tenutosi a Milano e a Roma recentemente e in cui interverranno anche Jenni Haïkiö, di Save The Children- Finlandia e André McKibben, criminologo canadese fondatore e direttore dei principali progetti trattamentali e di prevenzione del Canada Francese e la psicologa finlandese Jenni Haikio. Le loro esperienze dimostrano come l’attrazione sessuale per i bambini sia un problema che viene gestito abitualmente nella totale solitudine. In molti paesi esistono servizi a cui queste persone si possono rivolgere spontaneamente per essere aiutate a non trasformare il desiderio in atto compiuto, quindi in reato. L’abuso, se riconosciuto, è possibile affrontarlo avvalendosi di un aiuto competente. Identificare e intercettare i fattori di rischio è il primo passo. Non dimentichiamo che la maggior parte delle violenze sessuali viene commessa da persone conosciute: in Italia, nel 2014, è accaduto per il 96,9 dei casi. Le esperienze svizzera, finlandese e canadese dimostrano che la violenza di ogni tipo va affrontata con interventi di sistema. Non sono sufficienti le leggi, la terapia, la diffusione di una cultura della consapevolezza a livello educativo e mediatico ma è necessario un lavoro congiunto.

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

Martina Davanzo

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

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