“SE MI TOCCHI TI DO 20 EURO”

A Cetara, in provincia di Salerno, sono stati disposti due arresti nei confronti di un 37enne e un 51enne con l’accusa di pedofilia. I due uomini erano soliti introdursi nei bagni degli spogliatoi del campo sportivo comunale chiedendo prestazioni sessuali a ragazzini tra 14 e i 16 anni. La richiesta maggiormente avanzata dai due era quella di farsi masturbare in cambio di 20 euro.

I fatti risalirebbero alla scorsa estate e nelle indagini, portate avanti in questi mesi su richiesta della Procura della Repubblica, sarebbero stati determinanti un video girato nei bagni dello spogliatoio e una conversazione telefonica tra i due uomini mentre commentavano quanto accadeva all’interno dei bagni dello spogliatoio; sembrerebbe inoltre che lo zio di uno dei ragazzini abbia trovato il 37enne negli spogliatoi a parlare con un ragazzino. Le indagini hanno avuto seguito a partire dalle denunce di tentato abuso da parte di alcuni genitori che già in precedenza erano intervenuti informando le Istituzioni senza mai ricevere alcuna attenzione o intervento concreto nel merito di quanto accadeva al campo sportivo. Più volte avevano sollecitato le istituzioni locali a prendere provvedimenti contro l’uomo, fintanto che una sera hanno voluto farsi giustizia da soli affrontandolo con botte e insulti. Il magistrato titolare dell’indagine ha sentito i ragazzini coinvolti. Nessuno ha dichiarato, a parte uno, di aver ceduto alle “avances” dell’uomo per ottenere i 20 euro, ma tutti hanno riportato episodi in cui altri ragazzini avrebbero preso dei soldi in cambio delle prestazioni sessuali richieste dai due.

Un caso di pedofilia che potrebbe sembrare uguale a tanti altri se non fosse che uno dei due uomini, quello di 37 anni, era già noto alle forze dell’ordine per vicende analoghe (era solito compiere atti osceni in presenza di minori). Non solo, l’uomo era già destinatario di una misura di sicurezza non detentiva, una dichiarazione di incapacità d’intendere e di volere e l’obbligo di seguire un trattamento riabilitativo. E proprio alla luce di questi precedenti, nel caso odierno, l’uomo non è stato trasferito in carcere, ma ricoverato nella Casa di cura di villa Chiarugi.

Ci chiediamo come sia stato possibile che un uomo con precedenti come quelli del 37enne abbia avuto la possibilità di avvicinare ripetutamente minorenni e di perpetrare abusi nei loro confronti. Ci domandiamo dove siano i controlli e soprattutto se i provvedimenti che la legge prende in questi casi siano efficaci alla luce di quanto è successo a Cetara. A tal proposito si è espressa la parlamentare Silvia Giordano che scrive: «Non si fermano le violenze sui minori e l’ultimo caso accertato a Cetara è gravissimo». «L’unica cosa che resta al palo è la mozione presentata a mia firma contro la pedofilia, mozione che da ben quattro anni giace in cassetto ben nascosto del Governo». La parlamentare continua ricordando come già nel 2013 chiese al Governo «di non tagliare le risorse per garantire i diritti sanciti dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, potenziando servizi sociali» e come l’anno successivo, in occasione della Giornata contro la pedofilia, abbia insistito «con una seconda mozione, nel chiedere l’esclusione del beneficio degli arresti domiciliari e il patteggiamento per gli accusati di pedofilia, l’istituzione di corsi di formazione nelle scuole per i docenti e il personale amministrativo e di un punto di ascolto all’interno delle scuole per alunni e genitori». L’appello, tuttavia, è rimasto inascoltato. Come sono rimasti inascoltati i genitori che per mesi hanno avanzato richieste d’intervento fatte pervenire ai carabinieri di Cetara. Una vicenda, come spesso accade, in cui molti erano a conoscenza ma hanno preferito rimanere in silenzio o, peggio,  hanno scelto di non ascoltare.

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