NELLA RETE DELLA RETE: I NUOVI PERICOLI DEL WEB

Cyberbullismo, sexting, revenge porn, hate speech, selfie killer: le nuove trappole per adolescenti

Nel XX secolo gli atti di violenza e sopraffazione tra giovani si sono spostati principalmente in rete: il 10% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni e l’8.5% tra i 14 e i 19 sono, infatti, vittime del cyberbullismo.

In cosa consiste questo cyberbullismo?

Uno studio dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza dal titolo ‘Nella rete della rete’, condotto su un campione di 11.500 adolescenti dagli 11 ai 19 anni, distribuiti su tutto il territorio nazionale, dimostra che le nuove generazioni possiedono uno smartphone già a partire dai 9 anni (in media) e quasi 8 adolescenti su 10 (il 78%) dagli 11 ai 13 hanno almeno un profilo social, nonostante il divieto di iscrizione a quell’età.

Ma lo studio evidenzia anche come il 33% degli episodi di cyberbullismo sia di tipo sessuale e legato alla condivisione di foto intime in rete; la maggior parte delle vittime sono di sesso femminile. A questo fenomeno si correla la vendetta pornografica, o revenge porn, che consiste nella pubblicazione online di foto intime dell’ex partner a scopo di vendetta. Questo comportamento ha già causato numerosi casi di suicidi e depressione.

Ma non finisce qui: la rete si sta facendo complice di una nuova forma d’abuso, ossia quello emotivo. Sta diventando sempre più diffuso un nuovo gioco, il “pull a pig” o “inganna il maiale”, consistente nell’adescamento di ragazze in sovrappeso al solo scopo di umiliarle una volta che la povera vittima ha ceduto alle avance del ragazzo; “Il 22% degli adolescenti, dai 14 ai 19 anni, ammette di aver preso in giro intenzionalmente un compagno o un amico solo perché in sovrappeso, rispetto al 18% dagli 11 ai 13 anni. In genere, gli autori di queste prepotenze, sono i maschi (65%)”, spiega Maura Manca, presidente dell’Osservatorio Nazionale dell’adolescenza.

A fomentare tutte queste forme di violenza contribuiscono i commentatori o i followers dei giovani “eroi” della rete, che incitano e invogliano i ragazzi a perpetrare tali comportamenti.

L’abuso della rete porta anche a disturbi del sonno o fobie. Il vamping, ad esempio, che consiste nel darsi appuntamento per conversare via chat in piena notte riguarda il 62% dei ragazzi e comporta un elevato rischio di sviluppare problemi di concentrazioni e malumore. Allarmanti anche i dati sulla nomofobia (no-mobile-fobia): la patologia generata dalla paura di rimanere senza telefono coinvolge 8 adolescenti su 10 e il 60% dagli 11 ai 13 anni.

La situazione è allarmante: la rete sta diventando sempre più pericolosa per i giovani d’oggi e si stanno sviluppando nuove forme di dipendenza, sempre più diffuse e subdole. È necessario che qualcuno intervenga a tutela dei ragazzi e dei bambini, e in primis sono chiamati in causa i genitori stessi, facendosi promotori di un uso responsabile e limitato della rete. Ma ciò non è sufficiente. I crescenti episodi di violenza, abuso e atti suicidari che vanno sempre più diffondendosi dovrebbero spingere i magnati della rete a responsabilizzarsi circa la possibilità di proteggere maggiormente i giovani da contenuti e siti non adeguati alla loro età e le istituzioni a prevedere programmi di educazione all’uso di internet e dei mezzi di comunicazione, per evitare che questi pericoli crescano e diventino sempre più minacciosi e … sempre più virali.

 

 

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

Martina Davanzo

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

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