LACRIME DI COCCODRILLO DEI PADRI?

di Francesco Monopoli


Durante le scorse settimana molti interventi indignati hanno presentato la vicenda del comico Marco dalla Noce, il quale ha dichiarato di essere costretto a vivere in auto a causa delle mire della ex moglie. Quest’ultima nella separazione lo avrebbe rovinato economicamente.

Non voglio entrare nei  dettagli di una vicenda che non conosco, mi limito a riferire come la ex moglie abbia smentito la vicenda fornendo dettagli che proverebbero il contrario.

Certamente un dato significativo va sottolineato: tutte le maggiori testate d’informazione hanno dedicato almeno un trafiletto o un piccolo flash sulla vicenda dando risalto al punto di vista paterno e fornendo pochissime informazioni a riguardo delle smentite da parte delle ex moglie.

Famiglia Cristiana nel suo sito per altro scrive “il caso del comico è uno dei tanti che ormai coinvolgono mariti separati o divorziati, spesso con figli che non riescono a far fronte alle spese di una vita normale a causa degli impegni economici previsti dalle sentenze dei tribunali”, aggiungendo che Della Noce vorrebbe “dare voce,  esponendosi mediaticamente anche a tanti papà che vivono nella stessa sventura”.

Ho provato un senso di forte smarrimento, poiché di questo caso possono conoscerne i dettagli oltre che i diretti interessati i magistrati che se ne stanno occupando.

Perché allora si costruisce questo schieramento generalizzato a favore di Marco dalla Noce, presentato a priori come “povero padre separato” vittima della moglie? Perché non essere almeno più cauti?  Perché non tenere conto che molte volte (non sempre, ma a volte si) i padri separati mettono in campo atteggiamenti da vittima e le loro lacrime ricordano quelle di coccodrilli molto violenti?

Ogni giorno le cronache ci danno modo di apprendere come sia la condizione femminile: femminicidi, stupri, molestie sessuali, sopraffazione in ambito lavorativo, mobbing, ecc

I dati dell’OMS parlano di almeno un episodio di abuso sessuale o forme di  maltrattamento che colpiscono il 20% della popolazione femminile entro il diciottesimo anno di vita.

Dal mio osservatorio lavorativo in un servizio sociale ho avuto esperienza di un elevato numero di donne che rimane soggiogato dalla violenza maschile sia psicologica che fisica e sessuale.

L’uscita da questo ciclo di violenza comporta per le donne  il dover subire ogni genere di pressioni e di umiliazioni, il doversi trovare sotto ricatto economico di ex mariti che non versano alimenti, il doversi allontanare per garantire una per se stesse e per i figli, magari abbandonando tutto…

Spesso la macchina della giustizia è lenta o inefficace per cui le donne devono subire minacce, insulti, stalking, ecc prima di poter vedere interrotta la sopraffazione o la persecuzione ai loro danni.

In più c’è il rischio per le vittime di violenza di dover affrontare l’umiliazione di sentirsi accusata di “essersi inventata tutto” o “di essersela andata a cercare” per aver sopportato situazioni pesanti e invivibili per anni. Le diseguaglianze che tuttora esistono e che quotidianamente si registrano rendono la parità di genere una meta ancora molto lontana.

A fronte di una realtà così penosa e diffusa, si nega la violenza sulle donne che invece è  parte integrante della nostra cultura secolare. Allontaniamo e proiettiamo sugli altri popoli questa violenza  di cui stigmatizziamo la condizione femminile nelle sue forme culturali apertamente misogine e patriarcali.

Certamente ci scandalizziamo e manifestiamo contro l’infibulazione, la lapidazione verso le donne adultere  o verso i matrimoni con spose bambine.

Non lesiniamo copiose lacrime del coccodrillo feroce quando di fronte al femminicidio ci avventiamo ad ogni singolo dettaglio macabro e pruriginoso della vicenda, ingordi dell’orrore che queste storie presentano.

E con il proposito del “mai più deve accadere”  si chiude il capitolo dell’indignazione … ed allora torniamo a sentirci il paese delle pari opportunità,  dove le madri sono così libere da essere a priori presentate come capaci di minare la stabilità delle famiglie, tanto da rubare il futuro agli uomini novelli vittime. La narrazione mediatica di intere file di uomini rovinate da donne nelle separazioni mi pare ridondante e martellanti. 

A scanso di equivoci non voglio affermare che non possano esistere in assoluto situazioni di questo genere. Se fosse peraltro verificata anche una sola situazione, il caso sarebbe comunque violento ed ingiusto, ma rimane un fatto paradossale lanciare l’allarme sociale su questo presunto fenomeno.

Oggi ciò che è emergenza, ma che ancora non emerge è la pandemica scia di sangue, violenza e soprusi a danno di donne e bambini: un fenomeno che è all’ordine del giorno ma che rimuoviamo come fatto estraneo alla nostra società.

Ci ricordiamo che il fenomeno esiste solo di fronte alla tragedia di cui sono piene le cronache per omicidi, stupri,  sfregi, riduzioni in schiavitù  ecc.. Siamo pronti a scandalizzarcene senza poi promuovere un cambiamento dentro ciascuno di noi nell’accettare quanto siamo distanti da una vera presa di coscienza sulle radici e sulle forme della cultura patriarcale.

E così rischiamo che i percorsi di consapevolezza emotivi, culturali e poi normativi capaci di portare ad un vero cambiamento si arrestino per lasciare spazio a nuove copiose lacrime di coccodrillo.

 

1 Comment

  • L’articolo contiene spunti di riflessione interessanti, tuttavia procede con il modo di argomentare tipicamente politico: “Noi abbiamo agito male? Voi avete fatto peggio, quindi siamo innocenti!”. Non é così che si affrontano i problemi! Senza entrare nel merito della questione”Dalla Noce”, esistono 2 problemi. Il primo é la violenza sulle donne, certamente problema gravissimo e più grave del secondo problema che andrò ad enunciare. Il secondo sono le miserrime condizioni economiche in cui tanti uomini sono lasciati a seguito della separazione dalla ex moglie. Anche questo é un problema stranoto. Dire sostanzialmente, come si fa nell’articolo: “un uomo viene rovinato economicamente dalla ex moglie in caso di divorzio? E a chi importa? Ci sono uomini che fanno violenza fisico-psichico-sessuale sulle donne!” é un modo di non affrontare un problema sostenendo che ce n”é uno più grave! Nessuno lo nega, resta tuttavia un problema da risolvere!

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