GIORNATA INTERNAZIONALE PER I DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA

Il 20 novembre si festeggerà il 28esimo anniversario dall’approvazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia: la prima raccolta coerente dei diritti del bambino

“Se il mondo non si concentrerà sulla drammatica situazione dei bambini più svantaggiati entro il 2030 69 milioni di bambini sotto i 5 anni moriranno per cause prevenibili, 167 milioni di bambini vivranno in povertà, 750 milioni di donne saranno spose-bambine e oltre 60 milioni di bambini in età scolare saranno esclusi dalla scuola”: questo il drammatico quadro disegnato dal rapporto UNICEF del 2016.

La guerra, gli abusi, i fenomeni migratori, lo sfruttamento e l’esclusione dall’istruzione sono solo alcune delle piaghe che affliggono milioni di bambini in tutto il mondo e la situazione è destinata al peggioramento se non viene implementata la tutela dei diritti dell’infanzia a livello mondiale. Basti pensare che la guerra in Siria, dal 2011, è costata la vita a 10 mila bambini sotto i 18 anni e oltre 150 milioni di bambini sono costretti a lavorare rinunciando a svago e istruzione.

Come afferma Alice Miller i delitti ai danni dei bambini sono i delitti 1. più diffusi, più facili da essere agiti; 2 più dannosi perché procurano un danno che ripercuoterà nell’arco dell’intera esistenza su quel bambino; 3. più impuniti, più difficili da perseguire. Organizzazioni come il Centro Studi Hansel e Gretel che dal 1988 opera in Italia e l’Associazione Rompere il silenzio. La voce dei bambini, recentemente costituita si impegnano sulla base di questa convinzione nella prevenzione e nel contrasto dell’abuso e del maltrattamento ai danni dei soggetti più piccoli e più deboli.

“Al di là della retorica e dell’idealizzazione, l’infanzia – scrive Claudio Foti – come dimensione reale, esterna ed interna al soggetto  è colpita da una dimenticanza  emotiva, da una svalutazione sociale e culturale, da una penalizzazione politica ed economica.”    L’infanzia è la stagione più fragile, importante e foriera di possibilità della vita umana.  Per questo va difesa e tutelata: “Bambini sereni saranno adulti responsabili, consapevoli ed empatici; diversamente un futuro incerto si prospetterà per l’umanità” (Prof. Romano Pesavento, presidente del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani).

A ricordare l’importanza della tutela dei diritti dei bambini ogni anno si celebra l’anniversario dell’approvazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, la prima raccolta coerente di diritti del bambino e dell’adolescente, nonché la più ratificata a livello mondiale. Tale Convenzione nasce nel 1989 grazie al lavoro dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e viene adottata in Italia con la legge n.176 del 27 maggio 1991. Include 54 articoli e tre protocolli opzionali sui bambini in guerra, sullo sfruttamento sessuale e sulla procedura per i reclami e garantisce un riconoscimento dei diritti dei bambini e delle bambine di tutto il mondo, basandosi su 4 principi fondamentali: il principio di non discriminazione (il bambino non deve essere discriminato in quanto bambino e non devono essere operate discriminazioni tra bambino e bambino), il superiore interesse del bambino (un criterio giuridico fondamentale) che deve essere seguito in tutte le scelte operate dalle istituzioni) , il diritto alla vita (un diritto fondamentale che non ha necessità di essere ulteriormente specificato), l’ascolto delle opinioni del bambino (la vita emotiva del bambino ha bisogno di essere nutrita dal riconoscimento e dall’ascolto).

Per ricordare la difficile situazione in cui versano molti (decisamente troppi!) bambini al giorno d’oggi un’associazione a tutela dell’infanzia  ha creato una serie di vignette che raccontano la quotidianità di una bambina proveniente da un contesto svantaggiato.

 

Secondo i dati dell’International labour organization, nel mondo ci sono circa 168 milioni di bambini e giovani che sono costretti a lavorare. I più “fortunati” lo fanno dopo che sono andati a scuola. Altri, invece, a scuola non ci vanno proprio. La maggior parte di loro è impiegata nel settore agricolo.

 

 

 

 

 

Specialmente nei Paesi più poveri del mondo, le bambine, che poi diventeranno ragazze e donne, hanno un ruolo subalterno rispetto agli uomini. Per loro, il futuro è semplicemente sposarsi, avere dei bambini, accudirli e badare alla casa.

 

 

 

 

 

 

I bambini e le bambine di tutto il mondo stanno silenziosamente lanciando un grido di aiuto: spetta a noi dare voce a quel grido, spetta a noi rompere il silenzio e salvaguardare il nostro futuro: “dobbiamo fermare queste violazioni, altrimenti pagheremo caro il rallentamento della crescita, di una maggiore disuguaglianza e di una minore stabilità” (Giacomo Guerrera, presidente di Unicef Italia).

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

Martina Davanzo

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

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