E’ POSSIBILE E OCCORRE APRIRE GLI OCCHI! ANCHE LA SCUOLA PUO’ ESSERE TEATRO DI ABUSI E VIOLENZE

di Edoardo Giordano


Vercelli: arrestate 3 maestre, clima di terrore e sopraffazione in classe.

Udine: violenze fisiche e umiliazioni all’asilo, due insegnanti sospese dal lavoro.

Piacenza: due insegnanti di scuola elementare arrestate in flagranza di reato per maltrattamenti su minori nei confronti dei loro alunni.

Corleone: bambini maltrattati in classe, una telecamera ha ripreso gli schiaffi.

Bari: schiaffi e calci ai bambini dell’asilo, condannate due maestre.

 

 

Tutto questo è accaduto solo nell’ultimo mese.  Tutto questo è emerso senza contare ciò che non ha potuto emergere e restare nel sommerso! 5 casi risaltati dalla cronaca che si aggiungono al già lungo, lunghissimo elenco di maltrattamenti sui minori all’interno delle scuole italiane, non solo elementari e materne ma anche negli asili, sia statali che privati.

Solo nell’ultimo anno sono state decine le condanne di maestre ed educatrici per violenze fisiche e psicologiche sui bambini a loro affidati, tutti episodi molto simili tra loro, così come sono state simili le denunce (partite dai genitori insospettiti dai comportamenti e dai segni sul corpo dei loro figli) e le indagini di Polizia e Carabinieri che hanno portato all’installazione di telecamere nascoste e ai conseguenti arresti di fronte alle evidenti prove.

Sono ben 31 le procure ad aver aperto fascicoli su casi di maltrattamento nelle scuole in ogni regione d’Italia, da Nord a Sud. E se pensiamo al numero di vittime che possono essere state coinvolte in tali abusi, potremmo anche solo intuire la gravità della situazione.

I video registrati dalle Forze dell’Ordine (e divulgati tramite i siti di informazione) danno solo un’idea del sadismo presente in queste insegnanti completamente incuranti dei danni fisici e soprattutto psicologici che essi stavano causando ai loro alunni. Bambini anche piccoli, con età che va dagli 1 agli 8 anni, strattonati, trascinati, spinti contro i banchi, colpiti con schiaffi alla testa e calci, svalutati e insultati con urli ed epiteti (“incapace”, “schifoso”), minacciati (“facciamo questo gioco: se sbagli ti do una botta in testa”, “smettila o prendo il bastone”) e umiliati di fronte ai compagni (come far loro dire “io sono basso e bugiardo” o tenere un ciuccio in bocca mentre gli altri lo deridevano).

Dagli stessi video è stato riscontrato come i bambini vivessero costantemente in un clima di sofferenza e tensione per il timore di essere puniti dalle maestre. Dagli atti di alcune indagini viene descritto come   “il clima di tensione in aula abbia favorito un mutamento, in senso involutivo, della personalità dei bambini, generando, in capo ai medesimi, un diffuso senso di timore, e il rifiuto dell’attività scolastica”. Proprio questo rifiuto della scuola ha infatti portato alcuni genitori a fiutare il problema e a denunciare poi le maestre per gli abusi che venivano perpetrati quotidianamente verso i loro figli.

Tutto questo va ovviamente nella direzione opposta a quella di una corretta educazione, che prevede lo “sviluppo armonico della personalità, sensibile ai valori della tolleranza e della pacifica convivenza, senza trasmodare nel ricorso sistematico a mezzi violenti che tali fini formativi contraddicono” e che altrimenti cadrebbero nel “più grave delitto di maltrattamenti” (Cass. Pen. 22.10.2014 e 18.11.2015).

Dunque questi atti, giustificati da alcune insegnanti, coinvolte in questi maltrattamenti, come semplici “punizioni educative”, nulla hanno a che vedere con i principi di un modello pedagogico rispettoso che dovrebbe prevedere invece lo sviluppo dell’intelligenza emotiva dell’individuo e la promozione della sua autostima, tutte caratteristiche che permettono al bambino di costruirsi un’identità stabile e sicura di sé, di aumentare le proprie capacità cognitive e di conseguenza migliorare l’apprendimento. Questi abusi da parte di figure di riferimento fondamentali come l’educatore d’asilo o il maestro di scuola materna ed elementare, spinge il bambino ad una sfiducia radicale nella figura adulta e, a causa delle umiliazioni ricevute, anche dell’immagine di sé.

Nella prevenzione di tali comportamenti violenti in ambito scolastico è indispensabile lo sviluppo di un’azione di sensibilizzazione: la violenza può scatenarsi anche in ambito scolastico, i bambini possono esprimere credibilmente disagio anche in relazione alle loro figure di educatori e di insegnanti. E’ indispensabile inoltre una costante azione di formazione degli educatori e degli insegnanti, per evitare che in assenza di un impegno di riflessione sulla pratica quotidiana a contatto con i bambini lo stress e la frustrazione si possano trasformare in perversione e sadismo.

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