LE SILENCE BREAKERS, LE DONNE CHE HANNO ROTTO IL SILENZIO “PERSONA DELL’ANNO 2017”  PER LA RIVISTA TIME.

La nomina di persona dell’anno ad un gruppo di donne che hanno rotto il silenzio – a cui la rivista Time dedica la copertina – ha un grande valore di apprezzamento sociale e mediatico. La quotata testata americana ha voluto dare un riconoscimento collettivo alle donne che hanno avuto la forza e il coraggio di denunciare violenze sessuali che rischiavano di restare occultate ed  avvolte in una nebbia di segreto e di senso di colpa da parte delle vittime, di ricatto e di omertà da parte dell’ambiente abusante.

Lo scandalo che ha travolto Hollywood – a partire dalla denuncia del comportamento di Harvey Weinstein, il produttore che usava il proprio potere per avere il controllo sessuale di molte attrici – ha provocato un movimento di rivelazioni contagiose e reazioni a catena che hanno fatto emergere una dimensione sommersa di violenza sessuale nel solo nel mondo dello spettacolo, ma anche nel mondo delle aziende e della politica ed in altre istituzioni sociali.

Cinque le donne che compariranno in copertina in rappresentanza di un numero assi più grande di donne: l’attrice Ashley Judd, fra le prime a denunciare il potente produttore cinematografico Weinstein, Susan Fowler, l’ingegnera di Uber la cui denuncia su un blog lo scorso agosto sul clima di molestie sessuali e misoginia nell’azienda, Adama Iwu,  che ha lanciato il sito “We said enough” per denunciare le molestie nel mondo del lavoro e della politica, la reginetta del pop Taylor Swift, che lo scorso agosto ha ottenuto la condanna in tribunale del dj David Mueller, che le aveva palpato il sedere, Isabel Pascual  ha raccontato pubblicamente le minacce ricevute per aver denunciato molestie sul posto di lavoro.

La scelta del Time mostra la differenza culturale esistente tra gli Stati Uniti e l’Italia.  Nel nostro paese questo movimento di rivelazioni è stato più scarso ed è andato incontro ad un debole riconoscimento culturale del punto di vista delle vittime. E’ prevalsa una diffidenza profonda, il sospetto che la vittima possa mentire o avere ragioni strumentali. S’è registrata una mancanza di comprensione delle ragioni di chi riesce a rivelare solo a distanza di tempo la violenza subita.   Il riconoscimento da parte del Time dice con chiarezza che le vittime meritano rispetto e valorizzazione:  il fatto che le vittime possano denunciare in ritardo non giustifica la colpevolizzazione  o addirittura l’insulto o lo scerno nei confronti delle donne che denunciano a distanza di tempo. Le vittime denunciano come possono e quando possano.

La copertina del Time è un incoraggiamento alle vittime ad uscire dalla solitudine, dalla vergogna e dalla paura, per affermare la verità di quanto hanno subito.  Il nodo storico che dovrà essere affrontato e sciolto nei prossimi anni e decenni riguarda l’abuso sessuale infantile.  Se tante donne rivelano di aver subito violenze sessuali, facendo intuire l’esistenza di un fenomeno  esteso e sommerso di violenze sessuali,  questo significa che tante e diffuse violenze possono aver colpito e possono continuare a colpire i bambini, soggetti più inermi ed in difficoltà nel denunciare.   L’attivazione delle donne potrà agire da battistrada nel far prendere coscienza che la violenza colpisce tutti i soggetti più deboli e manipolabili: certamente le donne, ma a maggior ragione i bambini e gli adolescenti.

 

 

 

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

Claudio Foti

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

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