I BAMBINI CROCIFISSI

Di Maria Rosa Dominici

Una campagna pubblicitaria, datata 10 settembre 2013, fece discutere il mondo: rappresentava bambini crocefissi sulle spalle degli abusanti. Una campagna provocatoria e attuale. Era un rompere il silenzio che arrivava immediato come un pugno nello stomaco. L’autore: l’artista cubano Erik Ravelo.
Il suo urlo attraverso questa serie di sei immagini arriva potente anche oggi nell’indicarci gli abusi e le sofferenze a cui sono sottoposti i bambini di tutto il mondo da parte degli aggressori adulti, in un mondo in cui i diritti dell’infanzia continuano ad essere in gran parte ancora negati e disattesi, nonostante alcuni progressi giuridici.
Le sei fotografie comunicano con forza sdegno, pietà, impotenza, sconfitta di una società planetaria che tutt’ora stenta ad agire una adeguata protezione verso l’infanzia. Vado in ordine inverso.
Nella sesta foto si vede un bambino obeso crocefisso sulla schiena di un pagliaccio di Mac Donald’s ad indicare quanto l’interesse del profitto mini la salute dei bambini con cibi spazzatura occultati sotto gadgets o giochini esca. In questo caso l’abuso passa attraverso la seduzione mistificatoria che attacca una corretta alimentazione.
La quinta immagine fotografa una bambina crocifissa sulla schiena di un cittadino USA armato fino ai denti
ed è evidente l’urlo contro la facilità con cui si posseggono armi che causano inevitabilmente le stragi cosi frequenti negli Stati Uniti in cui molti minorenni, anche bambini muoiono. Quando gli adulti perdono la testa le armi della mafia, della violenza o del maltrattamento colpiscono i piccoli innocenti.
La quarta fotografia ritrae un maschietto sulle schiena di un chirurgo e ci ricorda l’osceno mercato nero degli espianti d’organi, le vittime predestinate ad essere usate, i tanti bambini invisibili dei paesi poveri e non, senza diritti, senza documenti che finiscono per essere oggetto di traffici sanguinari, lucrosi e perversi..
Il fenomeno sembrava impensabile, ma comincia ad essere messo a fuoco: sopravvissuti a tsunami, migrazioni, carestie, povertà, sfruttamento del lavoro minorile, fughe per indigenza bambini senza protezione vengono raccolti da presunti benefattori per poi finire nelle mani di ottimi chirurghi criminali che li usano come riserve di materiale di ricambio. Data la delicatezza degli interventi è impossibile pensare che avvengano negli slums dell’India o del Bangladesh. Nessuna nazione può considerarsi innocente.
La terza fotografia è un bambino o bambina,irriconoscibile dall’abbigliamento: è crocefisso/a su un militare e questo ci ricorda il martirio di tutte le guerre in cui i bambini sono i primi a morire. Pensiamo alla guerra in Siria. Quanti civili, quanti bambini innocenti sono stati sacrificati alla logica militare. Pensiamo alle tante guerre che oggi ammorbano con il loro puzzo di morte questo pianeta. E quando la comunità adulta è in crisi o vive forti conflittiu sociali o bellici, aumentano le storie di bambini stuprati, violentati, torturati venduti, abusati. E’ stato anche documentato il divertimento sessuale x le truppe esauste. Storie quotidiane che ci fanno rabbrividire in situazioni dove l’assenza di controlli giuridici, di istituzioni democratiche e civili consente un perverso liberi tutti, una perversa legge della giungla, che sembra impossibile impedire.
La penultima foto mi fa rabbrividire in particolare perché questa io l’ho vista, vissuta, l’ho toccata con mano e documentata a Fortaleza: la penultima è una bambina crocefissa sulla schiena del turista pedofilo che usa sessualmente, violenta, umilia, sfrutta, talvolta sevizia ed uccide senza un minimo di vergogna o inibizione
bambine, bambini …
La prima che è anche l’ultima: un bambino crocefisso sulla schiena di un alto prelato. Ci ricorda l’attualità degli scandali pedofili in Vaticano che forse mai verranno alla luce totalmente, anche se alcuni squarci di verità sono emersi. Quant’è ancora difficile rompere il silenzio! Anche se oggi le rivelazioni a catena nel mondo dello spettacolo fanno emergere realtà insospettabili … Ora, finalmente, a parlare sono adulti, sono donne capaci, coraggiose, intelligenti, talvolta affermate, donne che non si possono tanto facilmente liquidare come fantasiose o bugiarde, una squalifica invece che risulta spesso vincente di fronte alle rivelazioni dei bambini. Ora, a parlare sono adulti indubbiamente credibili … non sono più quei bambini, quelle bambine, quelle adolescenti, quelle giovani donne che subirono abusi.
Tutt’ora le istituzioni e molti operatori che lavorano in queste istituzioni hanno forti resistenze nell’accettare segnalazioni o denunce di abuso da parte di persone in età minore: la diffidenza è enorme.
Tocca ai bambini e agli adolescenti l’onere della prova, che devono peraltro produrre senza essere aiutati.
E’ paradossale che in molti casi i bambini, per essere creduti, dovrebbero dimostrare l’abuso , in modo
tangibile magari con improbabili gravidanze incestuose, con i segni delle malattie sessualmente trasmissibili, con l’iniziativa abusante ancora in flagranza di reato … Perché ai bambini per principio non si crede, sono bugiardi, confondono i loro ricordi, sono tendenzialmente inaffidabili.

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