NATALE: LA SPERANZA NONOSTANTE LE CONTRADDIZIONI

E’ la festa delle contraddizioni il Natale. In questa ricorrenza sembra arretrare il mistico ed avanzare il consumistico. Il Natale è la festa della forma scintillante, dell’inautenticità che si fa strenna, dell’obbligo a presentar regali e a diventare buoni e generosi, senza esserlo per davvero. Dunque da un lato c’è la pressione forzosa e potenzialmente deprimente al dover essere a tutti i costi “happy” e “very happy”: così nascondiamo ancora una volta le emozioni che non hanno il vestito della festa, provenendo dai problemi e dalle difficoltà, emozioni che continuano ad essere nascoste fin tanto che non hanno speranza di essere accettate, comprese, condivise.
Dall’altro lato si muove una corrente relazionale profonda, nascosta ma irriducibile al di là delle apparenze e delle promozioni commerciali. Compare un anelito di vicinanza tra gli esseri umani che viene sollecitato dalla fede o comunque dalla simbologia del Bambino che rinnova il mondo, dalla speranza di una connessione (che dice qualcosa anche al non credente) tra Dio e l’uomo, tra la dimensione spirituale e quella materiale, tra l’egocentrismo che condiziona la menti e i comportamenti umani e la scelta della solidarietà e della partecipazione affettiva, indispensabili per vivere e per sopravvivere.
E’ la festa delle contraddizioni il Natale. A Sanremo son riusciti a rubare dei regali natalizi destinati ai bambini degenti in un ospedale pediatrico. Per reazione si è sviluppata una gara di solidarietà per sostituire i regali rubati.
C’è sempre una parte dell’umanità che riesce a dare il peggio di sé in ogni occasione. La logica della perversione non si ferma certo a Natale, festa della Sacra Famiglia: milioni di abusi sessuali e di violenze si consumano, per lo più impuniti, in famiglia. Schiere, spesso vincenti, di professionisti, avvocati e giudici continuano a garantire l’impunità agli autori di violenze sui bambini alla faccia dei fiumi di parole e di scritti sui diritti dell’infanzia. Bambini ed adolescenti migranti colpiti da politiche di segregazione nell’Europa cristiana vivono in condizioni disumane di precarietà e, talvolta, continuano a morire affogati nel Mediterraneo.
Appartiene all’umanità che dà il peggio di sé la logica prenatalizia di un grande capo del mondo che non ha trovato niente di meglio – con la scelta di considerare Gerusalemme capitale dell’Israele – di provocare ed umiliare una fetta di oltre un miliardo di esseri umani.
Il Natale è festa di contraddizioni. Il clima gioioso può contemporaneamente generare per contrasto forti vissuti di inadeguatezza e di infelicità. Aumenta il rischio di crisi depressive in non pochi individui ed il consumo che si accompagna alla festosità può rendere stridente il contrasto tra benessere e povertà in milioni e milioni di persone nel mondo e nel nostro stesso paese.
Non ci incanta la retorica del Natale, ma non dobbiamo farci trascinare dalla percezione del negativo. Circola infatti in questa festa una spinta che rilancia la speranza e la fiducia. E’ una spinta che non può essere ricondotta semplicemente ad un fatto religioso o ad un aspetto formale o ritualistico.
E’ una spinta antropologica, diffusa in ogni parte del mondo, insopprimibile, che muove il cuore degli esseri umani. Un gruppo di ricercatori guidati da Ian B. Wood dell’Indiana University (Stati Uniti) ha dimostrato recentemente che il Natale coincide spesso con un aumento delle ricerche su Google per temi legati al sesso e a un maggior numero di post sui social network di messaggi positivi e spensierati.  Secondo questi ricercatori potrebbe esserci una correlazione con il fatto che nove mesi dopo le feste natalizie si registri spesso un maggior numero di nascite.
La ricerca  pubblicata su Scientific Reports sembra dimostrare un rapporto tra elementi: le festività religiose legate alla famiglia (come il Natale in Occidente o feste analoghe in altri contesti culturali religiosi), l’”umore collettivo” positivo orientato da queste festività, la crescita dell’interesse per il sesso e di conseguenza l’aumento delle nascite.
In ogni caso in occasione del Natale si sprigionano in parti della comunità ed in parti di tutti noi risorse genuine di amore e di compassione, di ricerca di legami più profondi tra gli esseri umani, esperienze di comunione, di impegno volontario, di ricerca di affetti e di legami. L’augurio è quello di sintonizzarsi con questa corrente profonda e non perdere questa possibilità.

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

Claudio Foti

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

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