DATI DALL’ AUSTRALIA: L’ABUSO SESSUALE SUI BAMBINI E’ UNA PANDEMIA

Di Francesco Monopoli


Uno squarcio di verità nell’ombra e nel segreto che da sempre avvolge l’abuso sessuale sulle persone in età minore. La commissione reale sulla pedofilia che dal 2012 lavora su decine di migliaia di casi in Australia ha presentato un rapporto di 17 volumi con un totale di 409 raccomandazioni, a conclusione dell’inchiesta più approfondita sulla pedofilia nella storia dell’Australia e probabilmente non solo dell’Australia. La commissione ha indagato su Chiese, enti di beneficenza, governi locali, scuole, organizzazioni comunitarie, gruppi di boy scout e club sportivi, e sulla polizia.
(https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/australia-commissione-pedofilia)

“La pedofilia è “una tragedia nazionale perpetrata per generazioni in molte istituzioni di fiducia” e l’Australia “è venuta meno in modo grave ai suoi doveri” di proteggere i bambini.[…]
Di tutte le vittime che hanno riportato abusi in istituzioni religiose, oltre il 60% ha detto che sono stati subiti da sacerdoti e religiosi della Chiesa cattolica. Secondo la Commissione la Chiesa cattolica in Australia ha dimostrato “fallimenti catastrofici di leadership”, specie prima degli anni 1990. E le principali raccomandazioni riguardano la Chiesa cattolica.
In particolare sul segreto confessionale si chiede l’obbligo per i sacerdoti di riportare alla polizia abusi sessuali a essi rivelati anche sotto il sigillo sacramentale. Non solo. La Commissione ha anche raccomandato alla Conferenza episcopale di chiedere al Vaticano di modificare il diritto canonico per stabilire il celibato volontario e non più obbligatorio per i sacerdoti.
La Commissione chiede inoltre che sia istituito un nuovo reato per facilitare procedimenti penali a carico di istituzioni che hanno mancato di proteggere i minori, e che siano creati un Ufficio nazionale per la sicurezza dei minori, e inoltre un sito web e un telefono amico per denunciare gli abusi.
Sono state oltre 15.000 le persone sentite, 8.000 le vittime che hanno raccontato di abusi subiti in oltre 4.000 enti. “Decine di migliaia di bambini sono stati vittime di violenza sessuale in molte istituzioni australiane e non ne sapremo mai il numero esatto”

A fianco dell’orrore e dello sdegno che mi provoca leggere la mole di dati riguardanti l’abuso, voglio condividere la gioia e lo stupore per il cammino che una comunità civile e sociale ha saputo fare rispetto a questo fenomeno.
Lo stato australiano ha saputo e voluto fermarsi, analizzare, ascoltare il dolore e lo schifo che il sistema educante adulto ha agito attraverso gli abusi sessuali sui bambini, senza scaricare la colpa su altri o minimizzando, giungendo alla più tragica e ovvia delle conclusioni: la pedofilia è una tragedia nazionale.
Mi è venuto naturale pensare di paragonare l’abuso all’infanzia al concetto di pandemia.
In medicina una pandemia è una epidemia la cui diffusione interessa più aree geografiche del mondo, con un alto numero di casi gravi ed una mortalità elevata.
Per un certo numero di secoli l’uomo ha ignorato che gli agenti patogeni e particolari situazioni ambientali determinassero il diffondersi di malattie che diventavano pandemiche e che hanno segnato interi secoli, modificandone addirittura il corso della storia.
Manzoni ci ha regalato pagine intere dei Promessi Sposi raccontando il dramma della diffusione pandemica della peste. La malattia segnò le sorti di milioni di persone in tutta Europa… eppure, nonostante i cadaveri e le fosse comuni, molte personalità dell’epoca si adoperarono per dimostrare che la peste non esisteva.
Si parlò di congiunzioni astrali di pianeti, si pensò a malefici, sino ad arrivare alla caccia di untori che avrebbero diffuso tale malattia, con tanto di processi ed esecuzioni nella pubblica piazza.
I numeri di bambini abusati sessualmente nel mondo che ci vengono forniti da organizzazioni autorevoli come l’OMS ci autorizzano ad affermare che questo è un fenomeno pandemico. Certo, non è così semplice saper individuare le ferite, le vie di contagio e i danni di questa pandemia.
Come è stato possibile che l’umanità si sia dotata di strumenti sofisticati per individuare gli agenti patogeni delle malattie e per creare sistemi di cura che ne hanno debellato gli effetti, altrettanto è possibile imparare a riconoscere, prevenire, contrastare e curare l’abuso sessuale sui bambini.
Il lavoro della commissione reale australiana sull’abuso sessuale sui bambini ci fa riflettere su come solo riconoscendo e documentando la realtà impensabile di questa pandemica presenza dell’abuso sessuale è possibile fare il primo passo verso la prevenzione e il contrasto nei confronti di questa forma di violenza all’infanzia. .
Finalmente un’importante istituzione nazionale dichiara il fallimento della comunità adulta nel riconoscere e prevenire il fenomeno, proponendo una coraggiosa ed accurata ammissione di responsabilità: una vera e propria “bancarotta educativa”. Il rapporto della Commissione reale australiana risuona come un monito alla coscienza dell’intera comunità sociale, invita il Governo a varare nel giro di un anno iniziative di prevenzione e di lotta nei confronti del fenomeno e si pone come un tentativo di riparazione nei confronti del grido disperato di quei bambini che si vedevano violati dagli educatori, dai professionisti, dai sacerdoti che avrebbero dovuto proteggerli.

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