L’ABUSO IN TEMPI E IN LUOGHI IMPENSABILI

Un volontario cinquantenne della Croce Bianca di Binasco è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Milano con l’accusa di violenza sessuale su una bambina di 10 anni. Leggiamo da “Il giorno”: «La ricostruzione è da incubo: intorno alle 22.30 la mamma chiama il 118 per portare la figlia in ospedale, a causa di una febbre alta. Sull’ambulanza, il 50enne avrebbe toccato la piccola sul petto e nelle parti intime, nascondendo la mano sotto una cartellina. La mamma, che aveva già notato un atteggiamento troppo affettuoso del volontario, appena arriva all’ospedale San Paolo di Milano chiama i carabinieri che, dopo gli accertamenti, arrestano l’uomo. La Croce Bianca di Binasco è ancora sotto choc».

«In questi casi colleghi ed amici del presunto abusante possono reagire con l’incredulità. Non può essere vero – sottolineano – non può essere andata così. È una persona generosa, fa il volontario da vent’anni. E poi, fare una cosa così atroce su un’ambulanza, con lo spazio ristretto che c’è, con la madre lì e i colleghi: bisogna essere pazzi, e lui pazzo non lo è».

Le indagini faranno il loro corso.  Noi non possiamo entrare nel merito di una vicenda complessa che non conosciamo. Ci limitiamo a considerare che l’argomento che in queste situazioni viene spesso usato per dimostrare l’infondatezza dell’accusa in ogni caso non regge:  « … E poi, fare una cosa così atroce su un’ambulanza, con lo spazio ristretto che c’è, con la madre lì e i colleghi: bisogna essere pazzi …»

L’esperienza clinica e sociale dell’agito perverso dimostra che l’impulso sessuale abusante può essere agito secondo modalità e tempistiche veloci, impulsive, in spazi e tempi che risultano assolutamente impensabili ed impraticabili  nella logica della sessualità relazionale, in luoghi e in momenti che inibirebbero tante persone, ma che possono addirittura risultare trasgressive ed eccitanti per soggetti perversi.  Per es. l’abuso sessuale intrafamiliare, agito dal padre o da parenti, spesso si consuma in spazi ristretti sotto il naso della madre, proprio approfittando dell’impensabilità in quel contesto dell’agito sessuale, non di rado in casa con qualcuno presente nell’altra stanza…

Noi conosciamo troppo poco dalla ricostruzione giornalistica e non sappiamo cosa è avvenuto in quella autoambulanza.   Possiamo soltanto dire che l’accusa dovrà certamente provare ciò che afferma, ma la difesa dovrà ricorrere ad altri argomenti rispetto a quello sopra citato e cioè che non sarebbe ipotizzabile l’abuso perché il luogo e il tempo non lo consentivano…

 

 

 

 

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