L’INFANZIA NEGATA NELLE ISTITUZIONI TOTALIZZANTI

Sabato 30 dicembre ore 21 al Teatro La Baracca va in scena L’infanzia negata dei Celestini scritto e interpretato da Maila Ermini. Per il 14° anno consecutivo Maila Ermini ripropone il racconto del tristemente famoso orfanotrofio di Prato, fondato nel 1934 da Padre Leonardo e chiuso nel 1966, il cui processo costituì il primo scandalo nazionale sulla triste condizione di molti orfanotrofi italiani.
Leggiamo da Il Tirreno: “Oltre a ricostruire la storia con l’aiuto dei documenti storici, le testimonianze e le inchieste dell’epoca (e anche attraverso la memoria di coloro che si ricordano di questi bambini sfruttati e picchiati, girovaghi nella città con addosso un grembiule celeste), l’autrice riporta le dichiarazioni di alcuni celestini.”

Rispetto a quell’epoca la società italiana è cambiata. Gli orfanotrofi non esistono più ma l’infanzia continua ad essere negata e violentata in diverse realtà istituzionali, che dovrebbero tutelare, curare ed assistere i bambini. Nonostante i progressi compiuti, proprio le istituzioni preposte all’accudimento dei bambini (famiglia, chiesa, comunità, scuola … ) possono  nascondere e favorire le violenze più distruttive nei confronti delle persone in età minore. Paradossalmente le istituzioni finalizzate in linea di principio a far crescere l’infanzia possono rivelarsi pericolose e contenitrici di violenza, tanto più risultano totalizzanti, avvolgenti, chiuse al confronto con l’esterno.  Questo ovviamente non significa affermare che famiglia, chiesa, comunità, scuola vengano meno nelle loro fondamentali funzioni e nelle loro potenzialità educative e protettive. Si tratta piuttosto di rinunciare a qualsiasi idealizzazione acritica di queste istituzioni e sviluppare una vigilanza preventiva a partire da un forte impegno all’ascolto dei bambini e da un attento  riconoscimento  dei segnali del loro malessere.

 

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