LEGGI  DI INIZIATIVA POPOLARE  A FAVORE DEI BAMBINI: UNA NUOVA SPERANZA

Gianluca Baldasseroni


Abolizione della prescrizione per i reati sessuali gravi ai danni dei bambini, obbligatorietà dell’ascolto dei minori in relazione ai procedimenti civili e penali che li coinvolgono, inasprimento per le pene per i clienti delle prostitute colti in fragrante: tutto questo un domani potrebbe diventare realtà!  Come?

Pochi giorni or sono è stata approvata la riforma del Regolamento del Senato e tra le varie novità introdotte, una in particolare merita di essere segnalata.

Il nuovo testo prevede infatti che “L’esame dei disegni di legge d’iniziativa popolare dovrà essere concluso entro tre mesi dall’assegnazione. Decorso tale termine, il disegno di legge e` infatti iscritto d’ufficio nel calendario dei lavori dell’Assemblea e la discussione si svolge nel testo dei proponenti, senza che sia possibile avanzare questioni incidentali.”

 

La notizia merita di essere sottolineata, tanto più se si considera che, nel nostro Paese, le leggi di iniziativa popolare non hanno mai avuto grande fortuna.

Un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano il 26 gennaio 2015 evidenziava infatti come , dal 1979 ad oggi, soltanto 3 delle 260 leggi di iniziativa popolare presentate in parlamento sono diventate legge, numeri impietosi che dimostrano come le priorità dei cittadini italiani, non coincidano con quelle dei loro rappresentanti.

Venerdì 28 novembre 2014 il parlamento di Helsinki ha approvato, con 105 voti favorevoli e 92 contrari, la legge su matrimoni e adozioni gay che entrerà in vigore da marzo 2017. Una proposta di iniziativa popolare nata in rete che ha permesso alla Finlandia di diventare il dodicesimo paese in Europa e il ventesimo nel ?

 

Oggi forse qualcosa può cambiare e qualche proposta di legge di iniziativa popolare potrà quanto meno ambire di raggiungere il dibattito parlamentare, piuttosto che riposare in pace, dimenticata in qualche cassetto del palazzo.

Ci sembra un risultato importante, che però rappresenta solo una faccia della medaglia; l’altra metà del risultato, infatti, dipende da noi e dalla nostra capacità di organizzarci e tradurre il nostro disagio rispetto ai vuoti legislativi, in un impegno in grado di trasformare la protesta in proposta: anzi, in proposta di legge.

La nostra Costituzione ci ha fornito uno strumento di democrazia formidabile (che qualcuno vorrebbe abrogare!) ma spetta a noi utilizzarlo dimostrando in tal modo di meritarlo perché, così come tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, tra la protesta e la proposta (di legge) c’è di mezzo l’impegno per redigere il testo da proporre e l’attività di raccolta delle firme necessarie per la sua presentazione in parlamento.

L’abolizione della prescrizione per violenze gravi sui bambini potrebbe diventare una proposta di legge di iniziativa popolare.  Analogamente l’inserimento delle videocamere negli asili e nelle scuole, delle quali abbiamo già parlato in un precedente articolo. Un provvedimento di questo genere consentirebbe di prevenire e scoraggiare gli sconcertanti maltrattamenti in ambito scolastico che spesso la cronaca ci documenta.

Ma anche in ambito processuale si potrebbe intervenire utilmente, rendendo obbligatorio l’ascolto dei minori in relazione ai procedimenti civili e penali che li coinvolgono, a partire già dai cinque anni di età, così da dare piena e concreta attuazione a tutte le convenzioni internazionali che riconoscono al bambino il diritto di essere ascoltato in tutti i procedimenti giudiziari che lo riguardano.

Che dire poi dello sfruttamento sessuale dei minorenni, che non è un fenomeno circoscritto a paesi lontani e poveri come il Bagladesh o la Thailandia, ma riguarda anche le periferie delle nostre città nelle quali prostitute giovanissime, spesso africane, sono molto richieste da uomini perversi e senza scrupoli ancora intrisi di una antica, ma resistente, pseudo-cultura del mercimonio del corpo degli esseri umani. Perché non prevedere pene detentive per i clienti colti in flagranza di trattativa, onde scoraggiare e ridurre la domanda, così da contrastare efficacemente questo gigantesco e disgustoso business ?

L’elenco delle leggi da proporre sarebbe molto lungo e di certo lo sforzo appare notevole. Per trovare una giusta motivazione, necessaria per affrontare un compito tanto arduo, potremmo parafrasare un celebre mantra mediatico che da molti anni ci viene propinato per farci digerire iniziative impopolari e ripetere a noi stessi: “Ce lo chiede l’infanzia”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.