EPPUR SI MUOVE. PROCESSI DI CAMBIAMENTO E MALTRATTAMENTO INTRASCOLASTICO

Nelle formazioni e nelle supervisioni che svolgo in giro per l’Italia percepisco spesso i vissuti di impotenza e di frustrazione degli assistenti sociali, degli educatori, degli psicologi che lavorano nei servizi pubblici e in centri privati per la tutela dei minori.  Ascolto gli atteggiamenti di comprensibile scoramento degli operatori di fronte agli ostacoli che incontrano nell’intervento di protezione dei bambini degli adolescenti, di fronte ad istituzioni adultocentriche  in una situazione di crisi economica e sociale che rende difficile l’impegno a favore dell’infanzia.  In queste occasioni mi viene da proporre da qualche tempo una riflessione sui piccoli segni di un impercettibile ma inarrestabile cambiamento che procede nel campo della tutela delle vittime, nonostante tutte le resistenze dell’adultocentrismo, del negazionismo e della cultura patriarcale: i principali veleni culturali che si oppongono ad una cultura dell’ascolto e della protezione dei bambini.  Il mio non vuole essere un discorso consolatorio. Credo veramente che ci troviamo di fronte ad un cammino storico,  lentissimo, sofferto ma tendenzialmente vincente al cui interno si possono collocare i nostri sforzi, le nostre rilevanti sconfitte,  i nostri piccoli successi nell’intervento di prevenzione e contrasto della violenza all’infanzia.

Un piccolo, ma significativo segno di cambiamento lo riscontriamo sul campo della lotta al maltrattamento intrascolastico. Quando nel 1996 organizzammo come Centro Studi Hansel e Gretel un convegno su questo tema, ci rendemmo conto che era il primo convegno nazionale che veniva promosso su questa problematica grandemente rimossa e negata all’interno della scuola. Sono passati oltre 20 anni e il cambiamento che si è registrato nel contrasto alla violenza all’interno delle pareti scolastiche, per quanto ancora insoddisfacente,  è fortemente visibile.

20 anni fa il fenomeno veniva culturalmente dissociato e risultava particolarmente difficile anche soltanto fare emergere da una nebbia di incredulità e di negazione i casi di violenza intrascolastica e perseguire in maniera efficace gli insegnanti maltrattanti.

Oggi non passa settimana che non venga fuori una situazione di abuso psicologico, fisico o sessuale che si consuma ai danni degli allievi nel contesto scolastico. E’ recente la notizia di insegnanti a Roma e a Rimini che hanno avuto rapporti di seduzione sessuale con giovanissime allieve adolescenti.

Sarà processata in questi giorni con il rito abbreviato una maestra cinquantenne di una scuola d’infanzia di Salemi accusata di maltrattamenti ad alcuni alunni. Tra le prove ci sarebbero anche delle intercettazioni audio-video registrate all’interno della classe. L’accusa sostiene che la maestra avrebbe colpito un alunno “con un forte schiaffo sulla schiena” e che ad un altro bambino lo “afferrava per la nuca allontanandolo dal banco, colpiva in diversi momenti con quattro schiaffi alla nuca e spintonava facendolo cadere a terra”. Comincia in effetti ad essere ricorrente l’utilizzo di videocamere nascoste nei locali della scuola per documentare la violenza degli insegnanti. Il tema non è più negato.

Certamente le istituzioni spesso reagiscono ancora cercando di costruire un muro di minimizzazione, silenzio ed omertà attorno alle vicende di maltrattamento e di abuso intrascolastico.  Manca ancora completamente un’attenzione culturale ed istituzionale alla violenza psicologica, alle pesanti squalifiche, alle continuative umiliazioni  che in maniera quotidiana molti insegnanti continuano ad esercitare sugli allievi. Inoltre il problema del maltrattamento intrascolastico nelle sue dimensioni consistenti e profonde continua ad essere ignorato dalle politiche del Ministero.

Dunque non mi illudo certo sulla velocità, sull’adeguatezza e sulla consistenza del processo cambiamento. Ma questo processo c’è e non può essere negato.  Siamo in una situazione  paragonabile a quella dell’ alpinista che vuole scalare l’Everest ed è appena partito dal campo base ai 5 mila metri.. La strada è dura, la fatica che si preannuncia è tanta e il meteo è inclemente. Ma il sentiero è quello giusto e l’attrezzatura per procedere è adeguata.  Ci vorrà ovviamente tanto tempo, molto di più di quello necessario per una scalata alpinistica.

Giovedì 1 marzo sarò a Vercelli, dove qualche tempo nella scuola d’infanzia Korczak, una delle più rinomate della città, le telecamere nascoste hanno documentato numerosissimi episodi di violenza fisica e psicologica commessi da tre maestre sui bambini. L’iniziativa – dal titolo “Grandi violenze contro piccole persone. Gli indicatori del trauma come riconoscerli e come curarli” – è promossa dal network degli psicologi di Vercelli, Ordine degli psicologi del Piemonte. Si terrà alle ore 21 presso la Sala Cripta, Basilica S. Andrea.

 

 

Claudio Foti

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

1 Comment

  • Salve….
    Ho un bimbo di 7anni che frequenta la seconda elementare… quest’anno hanno inserito una nuova maestra di Matematica ..
    Sin dall’inizio ho avuto perplessità su di lei.. perché i suoi metodi mi sono risultati anomali…
    Sosteneva che i voti nei compiti nn li avrebbe messi per due motivi:
    1) mancanza di tempo
    2)preferenza nell’applicare l”autocorrezzione… ed eventualmente gratificarli con una pacca sulle spalle…..
    I compiti per casa li assegnava a noi genitori su Whatsapp perché sosteneva chei bambini nn sapevano scriverli (NB.diversamente i compiti di Italiano sono sempre stati scritti sul diario).
    Ogni qual volta che il bimbo entrava in classe e trovava Lei..modificava il suo stato d’animo e si rifiutava di entrare…
    In tutto questo la maestra nn si alzava ad accoglierlo,ed a salutarlo (neanche a Noi genitori).
    La sua motivazione era che ,così facendo il bambino imparava ad essere AUTONOMO ed a responsabilizzarsi.
    Tengo a precisare anche un fatto secondo me importante:la classe era composta di 9 bambini… di cui 1 con il sostegno… quindi totale 8….
    Nel periodo Natalizio iniziò a farmi preoccupare… dicendomi che il bambino nn conosceva le tabelline fino al 5 a SALTARE.. mentre i suoi compagni Si…
    (N.B. in Italiano invece era tutto ok.. ed era al passo con i compagni)
    Nel frattempo lo mandai ad un doposcuola per essere più tranquilla… A distanza di qualche tempo incontrò la maestra del Doposcuola.. e le disse in presenza della sorella poco più grande… che il bambino era l’unico a nn conoscere le tabelline fino al 7 a saltare.
    Non so se lo faceva anche in classe.. ma per me fu la prima mortificazione di mio figlio, tanto che quel giorno stette male. Episodio questo che si verificò per altre tre volte…
    Mi sono lamentata sia con Lei che con il preside …
    Lei banalizzo’ dicendo che in fondo nn aveva detto nulla di ché….il preside invece che avrebbe preso provvedimenti…
    Mi confrontai anche con le altre 7 mamme… ma giustificarono l’atteggiamento e gli innovativi metodi..(premetto che la rappresentante e la vice nel frattempo erano diventate molto intime con la maestra.. ed hanno avuto la capacità di persuadere le restanti 5 mamme).
    Ma ad un certo punto arriva il momento in cui ho detto BASTA,quando una giorno vengo a sapere da mio figlio ,il quale era angosciato ,impaurito, triste,scioccato che:il suo lavoro per il quale aveva costruito con Amore interesse ed orgoglio (rif. Orologio di cartone)da circa due settimane.. era stato DISTRUTTO in cinque violenti strappi.. sol perché 4 bambini avevano creato confusione. Mentre lui insieme ad altri tre compagnetti erano seduti ed attenti alla spiegazione che la maestra faceva ad una bimba sullo stesso.
    Nn contenta li mise anche tutti FACCIA AL MURO…….
    Per mio figlio ancora più frustrante perché nn aveva fatto Nulla..
    Da qui iniziò la mia battaglia da SOLAAAA nei confronti di questa”maestra”che tra l’altro sostiene di essere laureata in psicologia…
    Da questo increscioso episodio ,mio figlio si rifiutò
    di andare a scuola… perché aveva paura!!!! L’ho fatto per 4 giorni … ma poi ho dovuto rimandarlo….
    Il preside fu di nuovo informato sui fatti.. e mi riconfermo’ che avrebbe preso provvedimenti SERI !!!!! Arriviamo al giorno del ricevimento con i genitori… la prima a parlare è la maestra di Italiano… contenta e soddisfatta del bambino sia dal punto di vista di apprendimento che educativo… se nonché ad un certo punto irrompe Lei nella conversazione ,dicendo invece che,mio figlio nn conosce le tabelline fino al 9 a saltare e nella verfica gli ha messo O .
    La faccia con la quale mi ha annunciato il voto era di grande soddisfazione…
    Mi accuso” di nn avere eccessivo interesse nei confronti di mio figlio.. perché secondo Lei… al rientro dal doposcuola (circa le 20.00.. in un orario continuativo se nn per la pausa pranzo ) io avrei dovuto continuare a farlo studiare. ,(N.b. ho altri due figli e lavoro tutto il giorno perché ho un’attività )..
    Son diventata una pazza, e l”ho accusata di essere una incompetente e che il problema era solo suo … perché nn é riuscita a portare sullo stesso livello 8 bambini (ammesso sia vero) … nel frattempo ha urlato come un’isterica,minacciando di querelarci…
    In quel momento ci siamo impietriti tutti… comprese le altre maestre
    … di cui una se n’è andata piangendo e l’altra si è sentita male…
    Ed io mi sono terrorizzata al sol pensiero che mio figlio in tutto questo tempo era stato a stretto contatto con Lei!!! .
    Siamo quasi alla fine dell’anno scolastico e finalmente il preside ha preso provvedimenti… l’ha spostato in un’altra seconda.. con tutti gli scompensi del caso!!!!! Pensavo all’ennesimo trauma che doveva affrontare nell’abbandonare i suoi compagnetti di classe ,che tra l’altro aveva instaurato un ottimo rapporto con tutti,ed approcciarsi ad altri e ad un”altro contesto con altre maestre…
    Ma quando gli diedi questa notizia, scoppiò di forte ilarità., gridò dalla gioia per oltre 5 minuti. .. e nel contempo fece uscire tutta la rabbia che aveva dentro insultando la maestra con le più atroci delle parole: la odio… la uccido… è una schifezza… ,rimasi attonita insieme agli altri due figli e spiazzata… perché nn pensavo avesse così tanto livore dentro… e pian piano ha iniziato a parlarmi di Lei .. cosa che nm faceva mai… soprattutto quando glielo chiedevo
    .. anzi si infastidiva e piangeva . Mi ha persino detto tante volte grazie e mi ha manifestato il suo affetto stringendomi forte forte…
    E dulcis in fundo.. mi confessa di essere a conoscenza dello O nella verifica(mentre io cercavo invece di nn renderglielo noto) e alla domanda di come lo aveva saputo ed in che modo, lui mi disse:”me l’ha detto la maestra… e l’ha fatto gridandolo a tutta la CLASSE…
    . Ed alcuni compagni si misero a ridere…
    Ma poi gliene feci un’altra di domanda… “ma ha urlato anche il voto degli altri? Vero?… e lui:NO, SOLO IL MIO ”
    E la tristezza riapparve…..
    Ma a breve riuscii nuovamente a persuaderlo e lo misi a letto rasserenandolo sulla nuova VITA SCOLASTICA…
    Ad oggi ho intenzione di agire per vie legali… nn è una maestra che si possa definire Tale… nn dovrebbe stare più con alcun tipo di bambino perché la ritengo pericolosa… e vorrei farle vivere tutto ed anche di più ,quello che lei ha fatto vivere a mio figlio…ho tanta rabbia…
    Le altre maestre lo hanno raggiunto nella nuova classe per salutarlo ,in particolar modo la maestra di Italiano che se n’è uscita dall’aula piangendo, perché lo aveva cresciuto per due anni con tanto affetto e dedizione… e se l’è visto portare via all’improvviso per colpa di quella ….
    Ho scritto la mia storia .. perché mi sono sentita davvero SOLA ad affrontare tutto questo… ed ora ho bisogno di approvazioni.. per poter continuare ad andare avanti .
    È da diversi mesi che mi sono messa su Internet a fare ricerche e a studiare il caso .
    N.B. E dire che sono sempre stata molto ATTENTA ad ogni forma e genere di violenza, in particolar modo bambini,donne anziani….
    E nn lo sono stata con il mio CUCCIOLO😔… per me forte rammarico…
    Attendo con speranza che qualcuno mi risponda e mi desse delucidazioni su questa per ME orribile vicenda che ha segnato la mia coscienza e che mi fa vivere ogni giorno con il( AVREI POTUTO).
    Semmai questa lettera dovesse essere attenzionata da qualcuno….infinitamente GRAZIE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *