IN RICORDO DI DOLORES O’RIORDAN E DEL SUO CORAGGIO DI ROMPERE IL SILENZIO

La notizia della morte improvvisa di Dolores O’ Riordan a soli 46 anni ha lasciato il mondo della musica senza parole. Leader dei Cranberries, gruppo musicale irlandese famoso dagli anni ’90, era chitarrista, cantante e autrice dei testi. La sua voce riconoscibilissima lascia un segno indelebile nella storia della musica ma anche i suoi testi che raccontano un pezzo di storia contemporanea e storia personale; il giornalista e critico musicale Castaldo la definisce “luminosa e faro di novità”.

Per molti dei suoi fans e per molte persone, però, Dolores è stata faro di novità anche quando nel 2013 ha rotto il silenzio sugli abusi sessuali subiti durante la sua infanzia, dagli 8 ai 12 anni. In quell’ intervista al Sunday Indipendent ha dichiarato di volersi liberare di un peso: “non ne ho mai parlato prima perchè, veramente, non ero in grado di essere onesta. Ci sono voluti anni ed anni di psicoterapia, è qualcosa che mi porterò dietro per sempre. Ho la sensazione di un grande fardello sulle mie spalle. Sento che aprirmi e confessare a tutti coloro che hanno acquistato i miei album e che mi hanno amata e hanno partecipato ai miei concerti, non farà che aiutarmi”.

Durante l’ intervista non risparmia particolari della violenza subita con una descrizione lucida e vivida accompagnata da una profonda tristezza sia della Dolores di oggi che ancora patisce conseguenze di quelle vicende con periodi di depressione, l’anoressia, il tentato suicidio che della Dolores bambina di allora che si sentiva profondamente colpevole. O ancora racconta quando al funerale di suo padre, dopo molti anni, incontra il suo violentatore, il trauma fu così forte che non riuscì a dire ciò che avrebbe voluto al prete in quella situazione per liberarsi del suo “peso” ma riuscì solo a dire “Fa’ una preghiera per me”

Mentre rilascia l’intervista nella camera di sua figlia dice che un grosso contributo al superamento del trauma è stato dato dalla sua famiglia, da suo marito Burt, che le ha mostrato cos’è il vero amore e dall’amore che prova nei confronti dei suoi figli (che all’epoca avevano la stessa età di quando lei aveva subito abusi).

“È difficile soprattutto quando hai dei figli perché avevo continuamente flashback quando ero con loro e quando li guardavo. Mi chiedo, come può qualcuno trarre da loro soddisfazione sessuale di qualunque tipo?!”

E così diventano più chiari anche tanti testi delle sue canzoni, da “Zombie” che denuncia la violenza in generale perpetrata nei confronti dei bambini in particolare nell’Irlanda del Nord ad altri testi lungo l’arco della sua carriera:

“Di’ una preghiera per me, aiutami a ritrovare la forza che avevo, la mia identità è stata portata via”
“Ad un’altra madre si sta spezzando il cuore quando la violenza sparge intorno a sé silenzio”
“C’è un posto per un bambino che è morto? Ora questo ti rende soddisfatto? Non riesco a capire cosa sta succedendo alla gente oggi, quando un bambino viene portato via”

In conclusione a questo breve contributo a Dolores, minuta grande donna, vorrei ricordare uno dei suoi versi leggendolo con gli occhi di un riscatto finale:
“Nei tuoi occhi vedo il disgusto. Ma i narcisi appaiono bellissimi oggi”
“And daffodils looks lovely today”

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