CHI HA DETTO CHE LA SCHIAVITU’ E’ STATA ABOLITA?!?

Quando si andava alle scuole elementari a molti di noi è stato insegnato che la schiavitù
era un’istituzione molto diffusa all’epoca dei romani, ma che con l’avvento del
Cristianesimo la schiavitù venne abolita. Ci hanno raccontato poi che la schiavità venne
ripristinata dai negrieri che trasportavano schiavi dall’Africa alle Americhe. Anche qui era
previsto un happy end. Con la Guerra Civile Americana ci venne spiegato che il buon
Lincoln abolì definitivamente la schiavitù! Sappiamo oggi che questi raccontino storici
erano del tutto falsi. La schiavitù rimane pratica diffusa ai giorni nostri in diverse aree del
globo!
«Prima di arrivare in Libia ci hanno vendute, per lavoro forzato. In Libia ci violentano, ci
frustano. Lì i neri non sono niente. Ci rinchiudono e quando qualcuno viene durante la
notte perché vuole una donna, danno una di noi. Quindi sì, parti. La libertà non ha
prezzo». Così racconta Alexandra, fuggita dalla Libia e spinta in mare su un’imbarcazione
di fortuna. Molte donne che vengono prese a bordo da alcune navi che raccolgono i
migranti lungo la rotta migratoria del Mediterraneo centrale risultano vittime della tratta o di
violenza sessuale.
«La traversata – afferma Valeria Calandra, presidente di SOS MEDITERRANEE Italia- è
un momento particolarmente pericoloso per le donne, che molto spesso viaggiano al
centro del gommone e sono più esposte alle ustioni cutanee e all’asfissia dovuta alla
miscela corrosiva di acqua salata e benzina che si accumula sul fondo della imbarcazione.
Molte delle donne accolte a bordo della Aquarius inoltre sono state vittime di violenze
sessuali durante il loro percorso migratorio, specialmente in Libia».
Il 57% delle vittime proviene dalla Nigeria. Il 42% ha dichiarato di aver subito l’abuso in
Libia. Le donne e le ragazze risultano particolarmente vulnerabili al traffico di esseri
umani, segnatamente quello finalizzato allo sfruttamento sessuale.
«Chiediamo loro se sono incinta. Alcune non lo sanno, allora fanno il test. […] Per una
donna essere sfruttata in Libia significa lavoro sessuale, venire stuprata, essere picchiata.
Ogni donna ha una sua storia, ma tutte le storie raccontano di sfruttamento totale. Si
comincia con un test di gravidanza che abbastanza velocemente si trasforma in una visita
per violenza sessuale», spiega un ostetrica di Medici Senza Frontiere che lavora a bordo
della Aquarius. Il documento integrale “Focus sul viaggio delle donne attraverso il
Mediterraneo centrale” con dati e testimonianze delle donne sopravvissute e delle donne
che, in mare o a terra, tendono loro la mano, è disponibile sul sito
web www.sosmediterranee.org

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