ERMAL META E I PICCOLI LUPI

Di Annalisa Iannelli


C’è un rapporto sincero e non strumentale di Ermal Meta con l’infanzia e con i bambini. Ermal  è rimasto colpito da un video di un bambino, Giuseppe, che si esibisce voce e chitarra nella canzone vincitrice di Sanremo “Non mi avete fatto niente”, canti insieme a lui e Fabrizio Moro il 28 aprile  al Forum di Assago. “Ti invito ufficialmente al Forum di Assago  a cantare insieme, bimbo fenomeno. Diffondete per favore così gli arriva”, ha scritto l’artista sul suo profilo Facebook.

E la voce di milioni di bambini abbandonati s’è espressa nella richiesta di Elmira che, raccontando brevemente di quando la sua mamma e il suo papà sono andati alla “casa dei bambini” in Russia a prenderla, ha chiesto ad Ermal Meta di dedicare una canzone anche a tutti quei bambini che ancora non riescono a trovare una casa con mamma e un papà.

Nella lettera Elmira racconta la sua storia: è nata in Russia, ha perso la mamma ma è stata poi adottata da genitori italiani. “Sono Elmira, ho dieci anni e da quattro sono in Italia con mamma e papà“, scrive ad Ermal. “Quando avevo due anni la mia mamma russa è morta e sono andata a vivere nella casa dei bambini di Tula (Russia) finché mamma e papà mi sono venuti a prendere“. E poi la dolcissima richiesta: “Volevo chiederti di scrivere una canzone per i bimbi come me, così magari anche i bambini che sono rimasti nella casa dei bimbi possono trovare una mamma e un papà. Grazie, ti voglio bene“.

Racconta uno psicologo che una bambina di 9 anni nel corso di una psicoterapia le ha parlato di Ermal Meta e di come sia stata colpita dal testo della canzone Vietato Morire e poi dai testi di altre sue canzoni, perché in parte raccontano anche la sua storia e questo l’ha fatta sentire meno sola e l’ha aiutata ad avere più coraggio e fiducia nel futuro…

Ogni post pubblicato, intervista o testo di canzone di Ermal Meta  meriterebbe una qualche  riflessione. Ermal ha sempre riscosso successo per ciò che racconta e per come lo racconta soprattutto da parte dei suoi “lupi”, dei suoi fans, che da anni hanno capito e apprezzato la sua sensibilità, empatia e onestà verso se stesso, la sua musica e le persone che lo seguono. Fin dall´inizio della sua carriera da solista ha ricevuto ringraziamenti da parte di chi si è percepito raccontato e rappresentato attraverso le sue parole, riscattato in qualche modo attraverso la sua voce e si è sentito meno solo nelle vicende dolorose che attraversano la vita di molte persone che purtroppo restano sepolte dal silenzio.

Ma adesso, con il successo mediatico, molte di più sono le persone che si sentono riconosciute nei testi delle sue canzoni e nel suo modo di raccontarle soprattutto giovani e bambini. Già ai suoi concerti dello scorso anno erano numerosi “piccoli lupi” che si ascoltavano le sue canzoni, che si ritrovavano in lui trovando rispecchiamento, nonostante Ermal sia una persona a loro estranea. … estranea, ma emotivamente così vicina.

Ciò che colpisce è come Ermal cerchi di rispondere con spontaneità ai bambini. Risponde invitando il piccolo Giuseppe a cantare al forum di Assago nel suo prossimo concerto, dà l’ultimo saluto alla bimba Beatrice volata in cielo il giorno di San Valentino raggiungendo la sua mamma, dando un riscontro con commozione alla lettera di Elmira. Ermal la pubblica su Facebook aggiungendo: “Cose per cui vale la pena fare quello che faccio.”

 

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