LA NUOVA ATTENZIONE ALLE VITTIME SI FA STRADA NELLA CHIESA. E NELLE ALTRE ISTITUZIONI?

Di Martina Davanzo e Claudio Foti


Abbiamo in alcune occasioni espresso perplessità sulle incertezze, sulle resistenze e talvolta sulle ambiguità  presenti in alcune aree della Chiesa cattolica di fronte al riconoscimento e al contrasto del fenomeno dell’abuso sessuale sui bambini da parte di sacerdoti e prelati. Con la stessa chiarezza vorremmo sottolineare gli aspetti di determinazione e coerenza in questo processo, inevitabilmente difficile,  che si intravvedono  nel processo di trasformazione all’interno della Chiesa, portato avanti in prima persona da papa Francesco.  Ciò che va evidenziato  con particolare intensità è il crescente  atteggiamento di attribuzione di valore e di importanza alla soggettività delle vittime.  Non si tratta di un percorso lineare e privo di contraddizioni. Non potrebbe essere altrimenti. Ma il cambiamento avanza.   Vorremmo anche sottolineare che in altre istituzioni laiche come la magistratura, la scuola, le istituzioni sociali sanitarie non ci sembra di assistere ad un analogo processo di cambiamento e di attivazione della sensibilità e dell’attenzione nei confronti delle vittime.

Sabato 21 aprile Papa Francesco ha incontrato i membri della Commissione per la Tutela dei minori, otto uomini e otto donne scelti tra diversi paesi dei 5 continenti (tra i quali sono presenti anche vittime di abuso). L’incontro era finalizzato a illustrare al Papa le priorità del lavoro della Commissione, iniziato ben 4 anni fa: lavorare con i sopravvissuti, implementare istruzione e formazione, stilare delle linee di base e standard di protezione.

Al termine dell’incontro il pontefice ha annunciato le sue intenzioni di confermare in via definitiva lo statuto, pubblicato l’8 maggio 2015 e sperimentato per tre anni dal cardinale segretario di Stato Parolin.

Le intenzioni di Papa Francesco restano quindi ferme e ben salde nel ribadire quanto affermato in sede di udienza plenaria il 21 settembre 2017, quando dichiarò di non voler concedere la grazia a nessun sacerdote che si fosse macchiato del reato di pedofilia.

Oltre ad illustrare gli ambiti di azione su cui la Commissione si sta concentrando, nel corso dell’incontro è emersa un’altra novità del progetto:  l’incontro dei 16 commissari pontifici con i membri del Survivor Advisory Panel (Sap), comitato consultivo per i sopravvissuti nato in seno alla Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles per garantire che la National Catholic Safeguarding Commission (Ncsc) possa ricevere informazioni appropriate e tempestive oltre che suggerimenti sulle azioni da condurre a favore delle vittime.

Questo incontro testimonia la volontà della Commissione di garantire ai contributi e alle idee delle persone che hanno subito una vittimizzazione di tipo sessuale di essere prese in considerazione e di essere parte centrale di tutti gli aspetti del lavoro svolto. D’altro canto l’ascolto che i membri hanno concesso alle vittime è risultato per loro “responsabilizzante” e loro stessi “hanno potuto vedere che la loro condivisione e il mettere le vittime al primo posto avevano un impatto sulla Commissione”.

L’inclusione di coloro che hanno vissuto in prima persona tali atrocità risulta non solo “terapeutico” per le vittime, ma costituisce una risorsa unica e indispensabile per l’intero lavoro: uno dei componenti del Survivor Advisory Panel ha dichiarato infatti: “Spero che la nostra visita aiuti la Pontificia Commissione per la Tutela dei minori a sviluppare una rete più ampia di sopravvissuti che sono disposti a consigliare e sostenere il lavoro in corso della Commissione in modo analogo”.

O’Malley, presidente della commissione, e gli altri membri si dicono anche grati al gruppo del Sap “per aver condiviso così generosamente le proprie conoscenze ed esperienze con l’Assemblea. Ciò aiuterà la Commissione a sviluppare modi efficaci per integrare la voce delle vittime e dei sopravvissuti nella vita e nel ministero della Chiesa”.

Il 17 febbraio 2018, dopo la scadenza del mandato dei membri della Commissione pontificia, Papa Francesco ne ha rinnovato l’organigramma. Tre di loro si erano volontariamente dimessi: l’ex vittima Marie Collins,la psicologa francese Catherine Bonnet, specializzata in violenze sessuali su minori e Peter Saunders, anche lui sopravvissuto.

Attualmente fanno parte della Commissione pontificia nove nuovi commissari: suor Jane Bertelsen, (Gran Bretagna), suor Arina Gonsalves (India), Ernesto Caffo (Italia, fondatore e presidente del Telefono azzurro), Neville John Owen (Australia), Benyam Dawit Mezmur (Etiopia), Nelson Giovanelli Rosendo dos Santos (Brasile), Myriam Wijlens (Paesi Bassi), Sinalelea Fe’ao (Tonga), Teresa Kettelkamp (Stati Uniti d’America). Sono invece stati riconfermati: Gabriel Dy-Liacco (Filippine), monsignor Luis Manuel Alì Herrera (Colombia), padre Hans Zollner, SJ (Germania), Hanna Suchocka (Polonia), suor Kayula Lesa, RSC (Zambia), suor Hermenegild Makoro, CPS (Sud Africa), monsignor Robert Oliver (Usa). Confermato anche il cardinale O’Malley come presidente.

Martina Davanzo

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

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