“QUALE SPERANZA DI ASCOLTO E CURA PER LA SOFFERENZA DEI BAMBINI?  

Una buona attenzione viene dedicata dalla stampa reggiana al convegno che si svolgerà l’8 giugno a Reggio Emilia, promosso da Rompere il silenzio  e dal Centro Studi Hansel e Gretel dal titolo: “Quale speranza di ascolto e cura per la sofferenza dei bambini?”.

Scrive Sassuolo2000, quotidiano on line:  “Superare il tabù della violenza sui minori. Andare oltre il disagio e lo sgomento, affrontare l’omertà o le reticenze, comprendere il grave fenomeno, generare condizioni personali e ambientali di ascolto e cura.”

http://sassuolo2000.it/2018/05/25/la-violenza-sui-minori-la-loro-sofferenza-e-la-speranza-di-un-futuro-vivibile-esperti-ed-esperienze-a-confronto-a-reggio-emilia/

La giornata di studio, ricerca e formazione, in collaborazione con il Comune e l’Ausl, che si tiene venerdì 8 giugno 2018, dalle 8.30 alle 18, all’Oratorio cittadino Don Bosco (via Adua 79), con ingresso libero, è “in continuità – scrive sassuolo 2000 con il convegno realizzato nel 2017 che aveva dato parola a diverse testimonianze e messo in luce l’importanza dell’intercettazione precoce e dell’ascolto, vuole approfondire approcci e interventi orientati alla cura e al trattamento dei traumi provocati a bambini e ragazzi da esposizione alle violenze.

L’approccio è interdisciplinare: dalla psicologia e psicoterapia al quadro legislativo e alla giurisprudenza, dalla pedagogia alla formazione e insegnamento, dalla pediatria all’attività ed esperienza dei Servizi sociali e sanitari.

Si parlerà inoltre della cultura del negazionismo – una corrente di pensiero tende infatti a minimizzare e a negare sia la realtà delle violenze, sia la presenza di un sommerso che non si riesce ad intercettare – oltre che di ‘adultocentrismo’ e cultura patriarcale.”

http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2018/05/26/news/esperti-a-confronto-l-8-giugno-al-don-bosco-1.16886732

“Quale speranza di ascolto e cura per la sofferenza dei bambini?” si svolge l’8 giugno dalle 8.30 alle 18 al’Oratorio don Bosco in via Adua. Si aprirà con il saluto del vicesindaco di Reggio Emilia, Matteo Sassi, quindi interverranno Claudio Foti, direttore scientifico del Centro studi Hansel e Gretel; Andrea Coffari, avvocato; Dante Ghezzi pricoterapeuta del centro Tiama di Milano; Cleopatra D’Ambrosio psicoterapeuta e consulente tecnico al tribunale di Brescia.

Seguiranno i contributi di Germana Corradini dirigente dei Servizi sociali del Comune e Gaddomaria Grassi direttore del dipartimento di Salute mentale e Dipendenze patologiche dell’Asl. Interverranno poi la psicologa e psicoterapeuta

Maria Rosa Dominici, la pedagogista Francesca Imbimbo, Martina Davanzo, l’avvocato Francesca Guazzi e le psicoterapeute Lisa Gilioli, Katia Guidetti e Sarah Testa. Infine i contributi della pediatra Elena Ferrari e Paola Crosetto del Centro Hansel e Gretel.

La Gazzetta riporta fra l’altro una breve intervista a Claudio Foti: “ Parlare della violenza significa andare contro corrente rispetto a resistenze che cercano di non farne parlare. Non a caso la nostra Associazione si chiama Rompere il silenzio, utilizzando un concetto conflittuale.  Quello della violenza sui bambini è un fenomeno che fatica ad emergere: non sarebbe così se i bambini potessero parlare tranquillamente degli abusi,   non sarebbe così se i bambini parlassero in modo fluido e venissero ascoltati, se la comunicazione fosse priva di ostacoli. Invece la comunicazione dei bambini vittime degli abusi si trova inevitabilmente di fronte a barriere,  a forze che si oppongono (per es. le minacce di chi usa violenza, la paura del bambino che teme di non essere creduto oppure prova vergogna per ciò che è accaduto.  A preoccuparci sono anche aspetti legislativi e giuridici che si profilano in Europa e rischiano di trovare un terreno fertile in Italia. Si tratta innanzitutto di combattere il negazionismo che  tende a minimizzare e a negare la realtà.delle violenze al punto tale che c’è qualcuno che tenta di distinguere tra pedofilia violenta e pedofilia altruistica. Per non parlare del reato di alienazione parentale che se dovesse essere introdotto  in Italia sarebbe un drammatico errore. Dobbiamo renderci conto che l’affido condiviso, il diritto alla genitorialità, la necessità di mediare in caso di separazione sono principi sacrosanti, che tuttavia vanno calati nella realtà”.

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