PICCOLE DONNE CRESCONO … ANCORA NELLA VIOLENZA E NELLA MANCANZA DI PROTEZIONE

Di Martina Davanzo


La discriminazione del genere femminile ha storicamente interessato diversi ambiti, tra i quali
l’istruzione, la politica, il lavoro. Negli anni è fortunatamente andato decrescendo il numero di
donne e bambine costrette ad abbandonare gli studi per ricoprire i ruoli domestici, di madre,
di moglie, di casalinga ed è aumentato il numero di iscritte ai cicli secondari e terziari. Oltre al
percorso educativo, però, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato come una
donna su 3 abbia subito violenza fisica e/o sessuale da parte di partner o sconosciuti: si
calcola che circa 120 milioni di ragazze con meno di vent’anni abbiano subito rapporti, atti
sessuali forzati, o siano state costrette a diventare baby lavoratrici domestiche. “Oltre 11
milioni di bambine sono oggi impiegate in case d’altri e 7,5 milioni di loro sono sfruttate fino a
20 ore al giorno. Molte lo fanno senza ricevere alcun compenso, sottoposte ad ogni tipo di
abuso psicologico e fisico” (OMS).
La triste situazione delle bambine che si vedono negate l’infanzia, senza la possibilità di
giocare o istruirsi, viene raccontata dal dossier “Indifesa”, di Terre Des Hommes, che ha
portato alla luce dei dati drammatici: se, infatti, ogni giorno almeno 2 bambini subiscono
abusi e violenze sessuali, parliamo di oltre 950 minori all’anno (un bilancio drammatico che
nel 2017 ha toccato la cifra di 5.383 minori abusati con un incremento del +6% rispetto al
2015), nel Belpaese le giovani vittime sono quasi sempre femmine. “Le bambine sono l’83%
delle vittime di violenze sessuali aggravate, l’82% dei minori entrati nel giro della produzione
di materiale pornografico, il 78% delle vittime di corruzione di minorenne, ovvero bambine al
di sotto dei 14 anni forzate ad assistere ad atti sessuali”.
Un’altra triste realtà delle piccole donne riguarda i matrimoni precoci e le mutilazioni genitali.
Al mondo ogni due secondi una bambina con meno di 18 anni viene data in sposa ad un uomo
adulto: e da lì al diventare madri il passo è breve nel 2016 sono state registrate 21 milioni di
gravidanze tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni che vivono nei Paesi in via di
sviluppo e nel 49% dei casi si trattava di gravidanze non cercate. Per quanto riguarda le
bambine vittime del terribile fenomeno delle mutilazioni genitali, in base alle stime dell’Oms,
parliamo di un fenomeno che coinvolge circa 200 milioni di ragazze che tra i 5 e i 14 anni
hanno subito questa pratica e vivono prevalentemente in 30 Paesi, prevalentemente del
continente africano. Se i trend attuali continueranno così 86 milioni di ragazze nate tra il
2010 e il 2015 rischiano di subire una mutilazione genitale entro il 2030 nonostante negli
ultimi anni siano stati fatti importanti passi avanti nel contrasto di questa pratica.
Da questi dati emerge un quadro decisamente preoccupante. La condizione delle bambine e
delle donne nel mondo è tutt’ora in pericolo, nonostante la storia ci abbia insegnato che la
lotta al femminile abbia prodotto importanti risultati, su diversi piani. Non sono bastati secoli
di battaglie tra i sessi per ottenere un’uguaglianza dei diritti, nonostante la società odierna
sostenga che la parità tra i sessi sia stata ottenuta. Oggi le donne sono ancora costrette ad
essere sfruttate, ad abbandonare gli studi, ad essere molestati e mutilati sin da bambini o ad
essere costretti a contrarre matrimonio prima dei 18 anni, a risultare massicciamente vittime
della prostituzione minorile.
Le donne di tutto il mondo e le piccole donne in particolare vanno protette e tutelate e, finora,
ciò che emerge dai dati è non si è fatto abbastanza. L’impegno sociale per la tutela
dell’infanzia deve essere massiccio e consapevole, per poter ottenere dei risultati duraturi per
il futuro delle prossime generazioni.

Martina Davanzo

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

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