ALLA BUFALA!! ALLA BUFALA!!

In questi giorni si sono susseguiti in rete commenti e articoli sulla veridicità di foto e informazioni che sono state diffuse e che riguardano la situazione dei migranti in diversi paesi. Tra queste vi è la situazione dei bambini messicani che, tolti alle loro famiglie mentre cercano di varcare il confine, vengono rinchiusi in gabbie e tenuti li dentro fino alla scarcerazione dei genitori oppure vengono allontanati dai genitori e dispersi: molti quotidiani e siti online hanno divulgato le immagini che testimoniano l’orrenda situazione che quei bambini vivono ogni giorno e molti siti hanno attaccato tali immagini considerandole non veritiere. Anche il triste destino dei bambini libici morti in mare durante il tentativo di arrivare in Italia è stato documentato da alcune foto e diffuso sulla rete e anche in questo caso tali testimonianze vengono additate come fasulle.

E così mentre nel mondo si consumano atroci ingiustizie e delitti a danni dei minori c’è chi, con grinta, grida “alla bufala!” per poter dimostrare che tutto ciò che si consuma sotto i nostri occhi, in realtà, sarebbe semplicemente una grandiosa opera di convincimento da parte “di buoni registi ed attori”

L’orrido complotto dei bambolotti dietro i bambini morti in mare in Libia. Scopri i fatti del giorno e le ultime notizie di attualità su nextQuotidiano.

Tutto sommato, quindi, se le foto che mostrano bimbi in gabbia in Messico o bambini morti nelle acque della Libia sono tutto frutto di una buona dose di teatralità dei media allora non c’è da preoccuparsi, perché questi atroci delitti non possono esistere: come non possono esistere gli abusi sui minori, i genitori che praticano la sessualità  con i propri figli, le sette sataniche che utilizzano i bambini per portare a termine i propri riti, le donne che vengono stuprate ma che non hanno urlato… e dunque saranno ovviamente consenzienti.

Non possono esistere tali atrocità perché la nostra mente non può tollerarle, non può essere spettatrice di un orrore simile, messo in atto dai nostri vicini, parenti, amici.

Pertanto, l’unica via d’uscita per mantenere la nostra mente salda ad un’antica moralità è meglio urlare “alla bufala!” per ogni cosa non nominabile, non pensabile, non accettabile piuttosto che mettersi una mano sul cuore.

Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto i diritti dei bambini vengono calpestati, ignorati, sacrificati in cambio dell’immagine dei potenti; potenti che fanno valere i loro ideali calpestando la dignità altrui, mettendo a tacere ogni richiesta di aiuto e mettendo in dubbio il principio di solidarietà per chi rischia la morte per miseria o per annegamento ed insinuando che ogni immigrato che arriva è un pericolo per la sovranità nazionale …

Se questo è un uomo”,  diceva Primo Levi decine di anni fa… e non aveva tutti i torti.  Questo modo di soverchiare il vicino, considerandolo un nemico, questo modo di perseguitare il diverso non è mai cessato … e i fatti dimostrano che dalla storia non siamo ancora in grado di imparare.

“Se questo è un paese…” dico io ora, perché quello che si sta consumando, nel paese in cui sono nata è cresciuta, lo considero uno scempio inaccettabile.

 

Martina Davanzo

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

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