“ROMPERE IL SILENZIO. LE BUGIE SUI BAMBINI CHE GLI ADULTI SI RACCONTANO” . UNO STRAORDINARIO, RICCO ED INNOVATIVO LIBRO DI ANDREA COFFARI.

“C’è un silenzio assordante che copre il grido di dolore che dalla sofferenza di troppi bambini si leva per giungere alla coscienza degli adulti; è di questo silenzio che intendo parlarvi è questo silenzio che intendo rompere e posso farlo solo con chi avrà sufficiente forza e umiltà per accompagnarmi in questo viaggio di consapevolezza che, per me, sono stati gli ultimi vent’anni della mia vita.”   Così inizia Rompere il silenzio, il libro di Andrea Coffari uscito recentemente presso la casa editrice Laurana.

E’ un libro straordinario che da tempo si attendeva. E’ un contributo forte ed originale ad una nuova cultura capace di rompere il silenzio, l’imbroglio e l’omertà che circondano e perpetuano gli abusi sui bambini. L’analisi storica, culturale, psicologico-sociale e giuridica che compie Coffari è animata da un grande cuore, pulsante di sensibilità emotiva e da una grande mente, capace di rigorosissima documentazione nella critica all’adultocentrismo, al negazionismo, alla cultura patriarcale.

Nella parte iniziale del libro l’autore prende in considerazione la storia della comunità umana come storia di negazione dei diritti e dei bisogni dei bambini e come storia caratterizzata dall’adultocentrismo nella gestione del potere sociale e dall’uso ricorrente di bugie e di ideologie ipocrite sul conto dei bambini. Coffari si concentra sul tema della patria potestà, del sacrificio umano e infantile nella storia antica, sulle ragioni di una rivoluzione mancata, quella del Cristianesimo a favore dell’infanzia.

Nel secondo capitolo viene esaminata la violenza a danno dei bambini in tutte le sue forme: la violenza ambientale e sociale a danno dei bambini e la violenza culturale che tende a trasformare i bambini in capri espiatori. La violenza sessuale, psicologica, assistita, fisica a danno dei bambini viene analizzata come fenomeno diffuso e sommerso e nel contempo come fenomeno rimosso.

Nella parte centrale del libro vengono approfondite con estrema accuratezza ed originalità le collusioni sociali e culturali della società contemporanea con la pedofilia e vengono delineate i punti di convergenza tra l’apologia della pedofilia di autori come Gardner e Underwagen ed il negazionismo psicologico-forense di autori quali Camerini, Gulotta ed altri.  Viene inoltre  descritto cos’è il negazionismo della violenza sui minori e viene demistificato il falso allarme sulle false accuse  con la precisazione della differenza fra “false accuse” e “accuse non dimostrate” in materia dell’abuso sessuale sui bambini.

Nel capitolo quinto Coffari esamina a fondo il pensiero di Richard Gardner, l’autore più citato dagli avvocati difensori dei pedofili e degli abusanti nelle aule giudiziarie di tutto il mondo. Si tratta  di un autore molto apprezzato anche da psicologi e magistrati per aver elaborato la famigerata PAS (Parental Alienation Syndrome – Sindrome di alienazione parentale).   Coffari dimostra con ampie citazioni dai testi di Gardner che quest’autore non è nient’altro che uno strenuo attivista e un volgare apologeta della pedofilia.     La PAS appare per ciò che è: una truffa colossale, fondata su criteri contraddittori ed assurdi, strumento per difendere gli abusanti,  criminalizzare le madri e negare ai bambini il diritto all’ascolto.

Nel capitolo sesto del libro l’autore sviluppa l’analisi critica dei “cattivi maestri” del pensiero negazionista, affrontando gli scritti del professor Casonato ed in particolare quelli  del Prof. Guglelmo Gulotta, il più noto tra gli gli autori che hanno influenzato la psicologia forense italiana nel mancato ascolto delle vittime di abuso.  Di particolare interesse è la critica a quei passaggi del pensiero di Gulotta, che hanno cercato di mettere in dubbio la dannosità dell’abuso sessuale sui bambini, sulla base del presupposto che tale dannosità non sarebbe stata ancora accertata clinicamente. Gulotta ha citato per sostenere la propria tesi un discutibilissimo studio di un antropologo che a proposito della tribù Sambia della Nuova Guinea dimostrerebbe che la pratica della fellatio rituale praticata dagli adolescenti agli adulti Sambia non produrrebbe sintomi accertati. L’analisi critica di Coffari demolisce la tesi gullottiana.

Come conclude Claudio Foti nella sua prefazione al libro, il testo di Coffari  tenta di iniziare a riempire un vuoto penoso: un vuoto di verità, di conoscenza, di responsabilità. Un vuoto lasciato dai clinici che spesso hanno abbandonato, per evitare lo stress del conflitto, l’impegno ad occuparsi mentalmente e clinicamente della protezione dei loro assistiti nel percorso giudiziario e che si sono allontanati completamente dal terreno del contrasto teorico ed operativo al negazionismo in ambito legale e psicologico-forense. Un vuoto lasciato dai giudici che spesso si son fatti portare a spasso dai pifferai del negazionismo. Un vuoto lasciato dai consulenti e dai periti che hanno preferito l’autotutela professionale alla tutela dei bambini, scegliendo spesso nelle conclusioni delle loro relazioni la soluzione 1, X, 2, per non rischiare di sbagliare. Un vuoto lasciato da chi insiste a negare che i crimini ai danni del bambini, come dice Alice Miller, sono i crimini più diffusi, più dannosi, più impuniti.

 

Il libro è acquistabile on-line

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