BAMBINI VITTIME DELLE SETTE: L’INCHIESTA SHOCK DI FAMIGLIA CRISTIANA. UN ORRORE INDICIBILE.

“Le violenze, fisiche e psicologiche, commesse all’interno delle sette religiose sono talmente sconvolgenti da essere argomenti tabù, di cui nessuno vuole parlare, nemmeno le vittime che le hanno subite, e per le quali si innesca subito un meccanismo di negazione. Si tratta di una reazione naturale, quasi a proteggersi, perché consciamente o inconsciamente non vogliamo accettare che certe mostruosità esistano e siano commesse da individui comuni, apparentemente ordinari. Sono violenze troppo grandi per gli adulti figuriamoci per i bambini.”  E’ l’avvio dell’articolo di Valeria Bellagamba su “Universo mamma”.

 

Nel frattempo è uscita anche on line l’inchiesta citata di Eugenio Arcidiacono.

Bambini e adolescenti finiscono in gruppi dove subiscono abusi di ogni tipo, come dimostrano le drammatiche testimonianze che abbiamo raccolto. Ma quasi nessuno parla e quando lo fa di norma non viene creduto. Pubblichiamo un estratto…

 

Prosegue Bellagamba: “Eppure esistono tante storie di bambini vittime della follia e degli abusi delle sette. Sono storie oscure, nascoste, di cui i bambini non parlano e non sono in grado di comunicare, ma che esprimono attraverso comportamenti insoliti e soprattutto nei disegni, il loro mezzo principale di comunicazione. E si tratta di disegni dell’orrore, che solo un bambino che ha subito certe esperienze può rappresentare.

I disegni disturbanti dei bambini saltano subito agli occhi degli esperti, educatori, maestre, psicologi. Sono il primo segnale di allarme che c’è qualcosa che non va ed è proprio dai disegni che vengono scoperte storie di abusi e violenze, anche quelle legate alle sette religiose. Anche in questi casi può scattare un meccanismo di rimozione, perché per molti adulti, anche esperti di abusi, resta difficile accettare che i bambini possano essere stati testimoni dell’orrore o possano averlo subito su sé stessi. I disegni, però, e i comportamenti strani e disturbati dei bambini, però, sono evidenti e arriva il momento in cui non possono essere più ignorati, in cui non si può più sollevare alcun dubbio su quello che è veramente successo. Dalle testimonianze indirette dei bambini, attraverso il disegno e il comportamento, gli psicologi e gli agenti di polizia possono risalire ai fatti e scoprire la situazione di abuso e i responsabili. Si tratta spesso di realtà raccapriccianti, che si fa fatica a immaginare, ma con sui purtroppo occorre fare i conti perché esistono e non si può fare finta di niente ma occorre affrontarle. Per questo il settimanale Famiglia Cristiana ha condotto un’inchiesta sui bambini vittime delle sette religiose, raccogliendo testimonianze sconvolgenti, ma che bisogna conoscere per capire il fenomeno e contrastarlo.”

 

Anche Aleteia, un’altra rivista di area cattolica, ha ripreso l’inchiesta di famiglia Cristiana.

Stanze nascoste, gabbie, torture. Ecco i racconti dei bambini ostaggi delle sette sataniche.

Bambini in ostaggio delle sette sataniche. Testimonianze agghiacciante di piccoli che con l’aiuto di psicologi hanno raccontato quello che hanno subito.

Bambini in ostaggio delle sette sataniche. Testimonianze agghiacciante di piccoli che con l?aiuto di psicologi hanno raccontato quello che hanno subito. Quello che leggerete è solo la parte m…

 

Quello che leggerete è solo la parte meno orrida di fatti indicibili per perversione e violenza.

Un argomento bollente che è ancora molto oscuro: non si sa quanti siano oggi i piccoli che si trovano nelle grinfie dei satanisti. Il dato certo è che di tanto in tanto si verificano fatti di cronaca nera che riguardano bambini, come i due fratelli di 8 e 12 anni decapitati in Brasile, durante un rito demoniaco (Aleteia, 10 gennaio).

 

Famiglia Cristiana (1 luglio) ha realizzato un’inchiesta basata su alcuni racconti di terapeuti che hanno curato i loro giovanissimi pazienti.   Matteo è figlio di una coppia veneta separata. La madre per anni lo ha costretto ad andare con lei agli incontri di una setta.

«Ci ha raccontato che ogni tanto con un furgone veniva portato con altri bambini in una casa buia – ha detto il padre – illuminata solo da alcune candele nere. Lì c’erano degli uomini con delle maschere da lupo. Loro su un tavolo dovevano ballare mentre quegli uomini facevano delle cose strane prima alla mamma e poi ai bambini, lui compreso».

Matteo, con una lucidità impressionante, ha raffigurato l’ orrore che ha subìto, indicando anche i nomi dei bambini e delle bambine che erano con lui. Spicca un particolare: un uomo che riprende tutto con una telecamera. «Tra gli scopi di queste organizzazioni c’ è il tornaconto economico che deriva dalla diffusione di materiale pedopornografico», spiega lo psicoterapeuta che ha seguito il caso, il dottore Claudio Foti, già giudice onorario al Tribunale dei minori di Torino, direttore del Centro studi “Hansel e Gretel”.

 

 

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