EPPURE CI SAREBBE UN MODO EFFICACE  PER PREVENIRE GLI ABUSI SESSUALI …

Inghilterra, una bambina torna a casa dopo una lezione di educazione sessuale organizzata dalla scuola. Il giorno seguente racconta alla mamma che un pensionato di 84 anni ha abusato di lei per due lunghissimi anni, tra i suoi 10 e 12 anni. Presa coscienza di quanto subito, la ragazzina trascorre “un anno di inferno”, riferisce la madre davanti alla Corte di Manchester Minshull Street. Durante i mesi successivi alla rivelazione, infatti, tenta di suicidarsi ripetute volte. “La cosa che mi ha ferito di più è stata quando mia figlia ha detto che non voleva più essere viva a causa sua”, spiega la mamma riferendosi al pensionato. L’uomo è stato condannato a 9 anni di carcere dichiarandosi colpevole delle tre accuse di violenza sessuale su minore e di stupro per le quali era imputato, affermando però che la minore sarebbe stata consenziente.

Un episodio esemplare è quello avvenuto in Inghilterra e che non dovrebbe rimanere nell’ombra. Quanto accaduto riporta all’attualità una riflessione che risulta aperta ormai da tempo, ma che non produce ancora cambiamenti istituzionali: l’educazione sessuale può risultare straordinariamente efficace nella prevenzione e nel contrasto dell’abuso sessuale! Nel nostro Paese, il tema della prevenzione alla violenza sessuale è un argomento che, in qualche occasione, viene scomodato da media e politici quando si presentano tra i fatti di cronaca episodi di violenza sessuale, ma questa sollecitazione allo stesso modo in cui viene evocata  torna ad essere dimenticata fino al reato successivo.

Molte persone continuano ad avere difficoltà a comprendere quanto l’educazione sessuale possa contribuire in modo determinante alla prevenzione delle violenze sessuali. Le obiezioni sono le più varie e francamente talvolta  le più stupide:  “L’educazione sessuale risveglia desideri che è meglio continuino a dormire”, “I bambini sono troppo piccoli per parlare di sessualità”, “Quando sarà il momento si informeranno da soli come abbiamo fatto tutti”, “le violenze sessuali le fanno i mostri, cosa c’entrano i bambini?”. La maggior parte delle posizioni contrarie, però, forse non hanno presente che l’educazione sessuale di cui tutti avrebbero bisogno è un’educazione che necessita di un ascolto e di una comunicazione empatica, un’educazione che insegni il rispetto del proprio corpo e dei propri sentimenti e di quelli dell’altro… Un’educazione che porti a galla quello che già i bambini conoscono della sessualità – perché sì, i bambini percepiscono cos’è – tra desideri e paure – perché sì, anche i bambini hanno un interesse a conoscere ed esplorare la sessualità… Un’educazione che legittimi i bambini a poter dire che avere le mani addosso di un adulto non li fa stare bene, gli crea confusione e paura e che gli permetta di chiedere aiuto. Un’educazione sessuale che renda consapevoli bambini ed adolescenti, orientata al rispetto della persona e delle emozioni e non già un “addestramento ad avere rapporti sessuali” …  Molti adulti cadono in questo equivoco e per questo si ritraggono in modo inorridito. Un’educazione che non solleciti ad una libertà sessuale irrefrenabile, ma educhi nello stretto significato del termine: che guidi e accompagni i bambini ad avvicinarsi correttamente con il pensiero e con la parola  al  mondo complesso della sessualità.

In questa prospettiva l’educazione sessuale può favorire la prevenzione e il contrasto dell’abuso, tutelando le vittime o le potenziali di abuso mettendole nelle condizioni di aprirsi e di chiedere aiuto. Ma può anche contrastare la tendenza alla sessualizzazione perversa negli adolescenti, può riuscire ad impedire che i potenziali autori di questi crimini li mettano in atto. Si tratta di un’azione di contrasto parallela che, se portata avanti coerentemente, può costituire un risultato davvero significativo nella lotta all’abuso sessuale. È quindi necessaria una sensibilizzazione sociale e politica, una presa di coscienza forte e decisa sul fenomeno che renda ben chiaro che gli strumenti per contrastare l’abuso devono essere attivati in un’ottica preventiva, molto prima della battaglia e non dopo l’ennesima sconfitta. Il contrasto non inizia a reato compiuto, ma deve svilupparsi prima che il reato si compia.

L’educazione sessuale è un intervento per favorire un approccio autentico ai problemi nelle nuove generazioni, per contrastare la cultura delle bugie e della strumentalizzazione delle persone, una cultura che sul terreno della sessualità raggiunge il proprio apice.   L’educazione sessuale nel rispetto della persona e nel rispetto dei sentimenti vuole prevenire il dilagare dell’ideologia e della prassi della perversione e della sessualizzazione perversa. In questo senso non è soltanto utile a fornire a bambini e adolescenti informazioni per un approccio corretto alla sessualità, non è soltanto utile a contrastare l’abuso sessuale, è la medicina di cui l’intera comunità sociale ha bisogno.

 

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