DEEP WEB, DARK WEB E PEDOPORNOGRAFIA: UN MONDO IN ESPANSIONE CHE SFUGGE ALLA LEGGE

Internet è ormai entrato a far parte della quotidianità di ognuno di noi: si configura come uno dei mezzi socialmente indispensabili per lavorare, connettersi e mantenere rapporti ed amicizie da un lato all’altro del pianeta. Tuttavia, nonostante l’immensa utilità che la rete può offrire stanno venendo a galla anche i lati “oscuri” del web, che includono aspetti pericolosi e materiali con i quali può entrare in contatto la fascia più debole e meno avvertita della popolazione: bambini e adolescenti. A riscuotere un grande interesse negli ultimi anni è il cosiddetto deep web, pianeta parallelo della rete, strumento di ricerca, conosciuto ma anche misterioso che sta affascinando e spaventando allo stesso tempo.

In molte formazioni a cui abbiamo assistito nelle scuole elementari e medie il deep web è stato oggetto di diverse discussioni e molti bambini hanno riportato sia il loro timore che la loro curiosità in merito a questo nebuloso mondo.

Pierluigi Paganini, tra i massimi esperti di sicurezza IT a livello internazionale, collaboratore del Clusit e Collaboratore SIPAF – Prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario per fini illegali – Ministero dell’Economia e delle Finanze ha spiegato la differenza tra deep web edark web, per contribuire a rendere più chiaro ciò che abbiamo di fronte: «Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di deep web e dark web, termini spesso abusati e confusi e di consueto associati ad attività criminali. Con il termine deep web si indica l’insieme dei contenuti presenti sul web e non indicizzati dai comuni motori di ricerca (ad es. Google, Bing), mentre con il termine dark websi indica l’insieme di contenuti accessibili pubblicamente che sono ospitati in siti web il cui indirizzo IP è nascosto, ma ai quali chiunque può accedere purché ne conosca l’indirizzo. Elementi appartenenti al dark websono anche i contenuti privati scambiati tra utenti all’interno di un network chiuso di computer, strutture definite come darknet». In altre parole per deep web si intende quell’insieme di siti web che non compaiono tra i risultati dei motori di ricerca, mentre del dark web fanno parte pagine nascoste a cui non si può accedere tramite una ricerca ma solo conoscendo l’indirizzo preciso del sito; questo per garantire il completo anonimato sia delle pagine sia degli utenti.

Accedere al deep web e dark webè un metodo utilizzato da migliaia di persone che desiderano navigare mantenendo l’anonimato e non costituisce un reato finché non si accede a contenuti illegali o non si scaricano tali materiali. La garanzia dell’anonimato è protetta da rigidi parametri d’ingresso, per cui è necessario munirsi di un programma specifico e di una rete protetta per poter visualizzare i contenuti, ma nel giro di pochi passaggi ci si ritrova in un mondo parallelo costituito da siti di politica, attivismo, hacker, traffico di armi, droghe, pornografia… ma la cosa più incredibile è che quel mondo è costituito, per il 26%[1], da materiale pedopornografico. Consultare o detenere tale materiale è illegale e l’accesso è quasi sempre protetto da una registrazione: tuttavia bastano pochi dati ed è possibile accedere ad una quantità inimmaginabile di materiale fotografico e video che ritrae bambini ed adolescenti in pose o atteggiamenti sessuali con adulti o coetanei. Una dimensione, insomma, in cui con poche mosse è possibile mettere in atto e in parole tutte le fantasie sessuali a cui pedofili di tutto il mondo riescono a dar vita.

Oltre ai siti contenenti materiale pedopornografico è possibile consultare diversi forum in cui si accendono le più svariate discussioni e dove emergono spesso interventi che difendono la pedofilia; ne riportiamo un esempio tradotto, in cui c’è qualcuno che afferma la pedofilia è un orientamento sessuale che non va criminalizzato perché non genererebbe alcun danno e chi non la pensa come lui deve essere attaccato ed insultato.


 Anonimo1:

“…Le persone non possono fare a meno di essere pedofili. Così come i gay non possono fare a meno di esserlo.

Penso che i molestatori di bambini siano quelli a cui dovremmo indirizzare il nostro disgusto. Molti pedofili capiscono che sarebbe sbagliato agire sulla base dei loro desideri, e non agiscono in tal modo, e mai lo faranno. Quindi è sbagliato presumere che tutti i pedofili siano molestatori di bambini. D’altra parte, non tutti i molestatori di bambini sono pedofili; alcune persone molestano i bambini solo per il gusto di farlo (è questo che è malato).

Alcune caratteristiche umane profondamente radicate come l’attrazione per i bambini spesso derivano da questioni irrisolte nell’infanzia. O sei stato stuprato in modo non consenziente da un adulto quando eri giovane o hai avuto una relazione durante la tua adolescenza che è terminata prima che tu avessi l’opportunità di impegnarti fisicamente. Con ciò, c’è sempre un’inesorabile pista di rimpianti che, quando soppressa e dimenticata, può manifestarsi in tendenze pedo-latenti. Solo per questo motivo non credo che i pedofili meritino di morire, semplicemente perché la loro naturale attrazione per i soggetti minorenni potrebbe derivare da questi problemi irrisolti e ignorati. Ma dovrebbero riconoscere che qualcosa in loro è sbagliato e controllare i loro impulsi e cercare aiuto per eliminarli.”

 

Anonimo2:

“Schifoso testa di ***. La pedofilia è un orientamento sessuale.”

 

Anonimo 3:

“Dipende. Se lo fai tramite il consenso, non ci vedo nulla di sbagliato. Ma le buone leggi sono leggi, non è importante la mia opinione. Se il rapporto è non-consensuale è un crimine, perché stai rovinando la vita di qualcuno per il tuo piacere. Quei traumi psicologici sono irreversibili. Ma se è consensuale non c’è nessun problema…”

 


Per molti anni, movimenti come Anonymous e altri Hacktivist hanno svolto il compito delle forze dell’ordine, scovando pedofili e costringendoli a chiudere i battenti, minacciando la pubblicazione dei loro dati personali.
In diversi anni sono stati pubblicati i dati personali di migliaia di pedofili e hackerati tantissimi siti (ad esempio con #OpPedoChat del 2012). Il problema è che senza un vero e proprio intervento delle forze dell’ordine, queste persone continueranno a fare i loro comodi.

Le poche volte in cui si è riusciti a creare collaborazione tra Hacktivist e forze dell’ordine, sono stati arrestati molti pedofili. Ricordiamo però che gli stessi Hacktivist compiono crimini informatici nel “profilare” (ossia ricercarne l’identità) pedofili e malavitosi.

Il silenzio dietro il quale le forze dell’ordine decidono di non intervenire è intollerabile e inquietante. Ogni giorno nel dark webvengono scambiati migliaia di gigabyte di materiale pedopornografico senza che nessuno muova un dito. La pedopornografia e la pedofilia si stanno sviluppando sotto i nostri occhi e la facilità con la quale si può accedere a tali informazioni è disarmante. Quando ci decideremo ad aprire gli occhi e a fermare questo scempio? Se le forze dell’ordine continueranno a non intervenire in alcune situazioni sulla pedopornografia tanto quanto la Chiesa continua in alcune situazioni a secretare gli abusi degli alti prelati, allora chi inizierà ad agire in difesa dei bambini?

 

[1]https://www.digital4trade.it/tech-lab/deep-web-cose-come-entrare-e-cosa-si-rischia/#deep-web-cose-e-dark-web-tra-terrorismo-e-pedopornografia

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

Martina Davanzo

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

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