IL DECRETO LEGGE PILLON SPEZZA IN DUE LA VITA DEI BAMBINI, PROTEGGE I VIOLENTI E DISCRIMINA MADRI, DONNE.

Pubblichiamo la parte introduttiva dell’articolo di Girolamo Andrea Coffari, pubblicato il 15 settembre 2018 sul sito www.movimentoinfanzia.it

Nei prossimi giorni pubblicheremo i diversi capitoli dell’intervento


IL DDL 735/2018  a firma del sen. Pillon  ed altri è un vero e proprio attentato ai diritti dei bambini e delle donne, pone norme che favoriscono la violenza in famigliae anzichè tutelare le vittime, proteggono i loro persecutori.

Si pone in una posizione antistorica, di aperto contrasto con le convenzioni internazionali (Convenzione sui Diritti del Fanciullo 1989, Lanzarote 2007, Istanbul 2001) e di pericolosa deriva etica e civile, discrimina donne e bambinie vanifica i progressi ottenuti sul tema della tutela delle persone dalla violenza, nell’ipotesi in cui diventasse legge esporrebbe l’Italia alla pubblica derisionee alla condanna da parte della comunità internazionale.

Questo disegno di legge realizza le teorie perverse sull’Alienazione Parentale immaginate da Gardner(autore che giustificava la pedofilia– Cass. I sez. Civ. n. 7041/2013) e considerate oggi scienza spazzatura, piegate esclusivamente alle esigenze di difesa di padri accusati di violenze e abusi.

La teoria della PAS o dell’Alienazione Parentale creata dall’apologeta della pedofilia Gardnere ripresa da autori italiani tra i quali il dott. Camerini1che ha contribuito a scrivere gli art. 17 e 18 del DDL, è quella di: spacciare per alienazione casi di violenza in famiglia.

Le paure dei bambini vittime di violenza e che, di conseguenza mostrano rifiuto verso il genitore indicato come violento o perverso, sono pregiudizialmente e automaticamente tradotte come espressione di alienazione, causata dalla manipolazione di madri malvage.

Questo DDL propone una disciplina legislativa apertamente misogina, si accanisce contro le vittime di violenza e abusi, rende difficile se non impossibile la tutela e scoraggia dal denunciare, ne risulta un impianto parossistico e di una impensabile rozzezza e inciviltà.

Il criterio e l’indicazione normativa data al giudice della separazione è quella di imporre anche ai figli vittime di violenza(fisica, psicologica, sessuale, assistita) la frequenza del genitore violento o perverso, in nome del diritto della bigenitorialità,alimentando una cultura della sopraffazione, del trauma, in dispregio della dignità e dei bisogni di tutela dei bambini.

Questo DDL 735/2018 risponde ad istanze ideologiche negazioniste e adultocentriche, rappresenta il culmine di un immeritato e pericoloso successo di una propaganda iniziata da attivisti della pedofilia qualche decina di anni fa (Gardner, Underwager, Brongersma, ecc) e ripresa dalla letteratura negazionista nostrana, amplificata da attivisti e associazioni che hanno finito per suggestionare, convincere, condizionare molti professionisti, procurando di conseguenza enormi danni alle vittime ed enormi vantaggi ai persecutori.

La bigenitorialità è lo strumento ossessivamente imposto dall’aspirante legislatore per schiacciare, con uno smisurato peso specifico, i diritti fondamentali delle persone dei bambini e delle donne.

È previsto l’allontanamento coatto del bambino che rifiuta un genitore (alienazione) per essere preso in carico da una struttura specializzata, sono provvedimenti degni di uno stato di polizia.

In riferimento alla mediazione obbligatoria va precisato che la quasi totalità delle separazioni altamente conflittuali derivano da ipotesi di violenza in famiglia ove il legislatore, in armonia con le convenzioni internazionali e con le istanze di evoluzione civile e democratica, dovrebbe proteggere le vittime anziché imporre l’accordo con i propri persecutori.

Il disegno di legge, al contrario, impone, in prima battuta una mediazione familiaree se il conflitto persiste impone la figura del coordinatore genitoriale, dandogli il compito di salvaguardare e preservare una relazione sicura, sana e significativa tra il minore ed entrambi i suoi genitori (art. 5 lett. C DDL 735/2018) e stiamo parlando, di separazioni drammatiche ove il conflitto è l’ultima risorsa che rimane alle vittime per chiedere protezione e tutela.

Relativamente al diritto di permanenza paritetica fra i due genitori dei figli il disegno di legge crea un vero e proprio diritto soggettivo, azionabile in ogni momento da ciascuno dei genitori, diritto che il giudice, al quale è sottratta ogni prudente discrezione, dovrà necessariamente applicare.

Questo meccanismo rischia di far deflagrare il conflitto anche nelle separazioni consensuali, ove l’esercizio del diritto alla permanenza paritetica diventerà termine di minaccia e ricatto ad ogni scontro, dissapore o equivoco fra gli ex compagni.

In ogni caso questa soluzione spezza in due la vita dei bambini, toglie loro sicurezze e serenità, non tiene conto dell’età, né del bisogno della presenza della figura materna nella tenera età, né del bisogno di autonomia della fase adolescenziale, violando apertamente il diritto all’ascolto sancito dalla Convenzione sui diritti del Fanciullo del 1989, non tiene conto della qualità del tempo, del rapporto e delle competenze dei genitori, delle difficoltà dovute alla distanza, del bisogno di stabilità, di identità dei bambini.

Riguardo al mantenimento diretto va detto che è un istituto bizzarro e sconosciuto al mondo occidentale, rischia di aumentare in maniera esponenziale il conflitto genitoriale anziché placarlo.

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