4- IL DISEGNO DI LEGGE PILLON: LA VERITA’ SULLE FALSE ACCUSE

Di Andrea Coffari (estratto dal testo “IL DDL 735/2018 PROTEGGE I VIOLENTI E GLI ABUSANTI”, pubblicato il 15 settembre 2018 su www.movimentoinfanzia.it)


Tenendo come punto di riferimento il testo – Interrogare il bambino sull’abuso sessuale– scritto da Kathleen Faller29, nel capitolo dedicato alle false accuse di violenza, la prima cosa che la Faller intende sottolineare è proprio la differenza tra i casi non confermati (denunce non provate) e le false denunce al quale dedica un apposito paragrafo e nel quale sottolinea la necessità di “imparare a distinguere gli abusi non confermati dalle accuse false propriamente dette”30.

Scrive ancora la Faller: Purtroppo alcuni autori (per esempio Besharow 1990, Gardner 1991, 1992, 1995; Wexler 1990) riferendosi ai casi non confermati li fanno equivalere alle accuse deliberatamente false. Sulla base di questa distorsione, sostengono che sia in atto un’ “inondazione” di denunce per maltrattamento di minori false e sporte con cattive intenzioni31.

La Faller conferma la distorsione, della quale abbiamo innanzi parlato, che deriva dal far coincidere le false accuse, che abbiamo definito false denunce in mala fede, con le denunce non provate.

Veniamo ora a considerare gli studi compiuti sulle false accuse malevole o intenzionali così come le indica il senatore Pillon.

Tutte le ricerche scientifiche invece svolte in occidente sulle “false accuse” dimostrano come queste riguardino una percentuale (fisiologica per tutti i tipi di reati) che va dal 1% al 7% dei casi.

Due importanti studi americani sono stati realizzati e pubblicati da ricercatori del Kempe Center32; il primo da Jones e Mc Graw33, nel 1987, secondo il quale su un campione di 576 casi di segnalazione di abusi sessuali ai servizi sociali “fu confermato il 53% come autentico, il rimanente 47% non fu confermato per lo più per via dell’insufficienza di elementi (24%); a seguire, l’infondatezza di sospetti (17%) (…) Solo il 6% dei casi venne classificato come fittizio”34, ma di questa percentuale il 5% era costituito da false accuse presentate da adulti e solo l’1% da false accuse mosse con la testimonianza dei minori.

Vi è da dire che il sistema americano per il rilevamento di casi di maltrattamenti e abusi a danno di bambini è molto più evoluto di quello italiano, le segnalazioni infatti sono, fatte le debite proporzioni, enormemente superiori alle nostre e vige uno specifico obbligo di denuncia ai servizi sociali per chiunque abbia un motivo ragionevole per credere si stia consumando una violenza a danno di un bambino.

Di conseguenza molte segnalazioni giungono da adulti che non hanno avuto modo di parlare o di ricevere confidenze dirette dei bambini e per questo motivo possono risultare non fondate, da qui il dato del 5% di accuse (senza testimonianza dei bambini) rivelatesi false perché fittizie.

Per quanto riguarda l’Italia invece non possiamo tenere in alcuna considerazione il risultato del 5% in quanto le denunce, presentate direttamente all’autorità giudiziaria, vengono inoltrate, nella stragrande maggioranza dei casi, solo quando un bambino ha rivelato episodi di maltrattamento o abusi35, di conseguenza dobbiamo prendere in esame il dato dell’1% che si riferisce, appunto, ai casi in cui le accuse, poi rivelatesi fittizie, sono state mosse direttamente da minori.

Un secondo studio, svoltosi sempre presso il Kempe Center, portato a termine da Oates36, su 551 casi analizzati ha rilevato che il 3,6% delle accuse sono state giudicate deliberatamente false (denunce false in mala fede), di cui però solo il 2% riguardava denunce formulate da bambini, stessa percentuale del 2% è stata indicata da un studio da Graham e Watkeys37per quanto riguarda segnalazioni ove era presente una rivelazione diretta da parte dei bambini.

Un ulteriore studio condotto da Trocme e Bala38nel 2005sulle denunce per maltrattamento, comprese anche quelle per abuso sessuale, su 798 casi analizzati i ricercatori hanno rilevato il 5% di false denunce, ma ciò che è davvero interessante è il fatto che nessuna di queste era stata mossa da bambini (lo 0,0%)non era cioè rintracciabile alcuna rivelazione diretta da parte dei bambini, le segnalazioni erano solo frutto di autonome dichiarazioni di adulti (genitori, parenti, vicini o conoscenti).

In coerenza con questo dato la Faller ci informa che negli USA sette Stati hanno raccolto dati sulle segnalazioni non confermate, dividendole per categorie specifiche, fra le quali, appunto, le accuse deliberatamente false che, sulla base quindi dei dati ufficiali del 2003, è risultato essere dello 0,04%39.

Risultati leggermente più alti sono stati ottenuti solo da Everosn e Boat40che hanno riferito di false denuncepresenti in una percentuale che varia fra l’8% e il 12,7% e che si riferiscono a dichiarazioni di adolescenti, la percentuale scende drasticamente nel caso di bambini piccoli (1,7% – 2,7%).

Ancora, quattro ricercatrici australiane parlano apertamente delle false accusecome di un mito da sfatare e nei loro studi41indicano nel 9% la presenza di false denunce in buona fede.

Da ultimo vi è da dire che fra le ricerche che sono state pubblicate, le percentuali più alte sono state indicate da Nancy Thoennes e Patricia Tjaden.

Queste ricercatrici sono ricorse agli assistenti sociali o ai periti dei tribunali per classificare i casi come a) probabili, b) improbabili e c) incerti. Esaminando 9.000 casi passati nei tribunali di dodici giurisdizioni per questioni di affidamento o regime di visite, trovarono 169 casi (meno del 2%) con accuse di abuso sessuale, di questi il 50% fu classificato come probabile, il 33% come improbabile e il 17% come incerto42.

Vi è da precisare che il concetto di denuncia probabilmentefalsa è diverso perché molto più ampio da quello di falsa denuncia in mala fede, come la intende il senatore Pillon, ipotesi sulla quale le due ricercatrici non hanno fornito dati.

A conclusione di questi chiarimenti e dei dati forniti ora appare in tutta la sua evidenza la gravità dell’errore che si compie nell’adottare misure legislative che si piegano alle urgenze difensive di coloro che sono accusati di violenza in famiglia, seguendo propagande prive di serietà ed etica.

 

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