LE EMOZIONI: COSÌ SVILITE E COSÌ DECISIVE PER LA NOSTRA ESISTENZA …

Di Paola Crosetto


Perché gli ultimi secoli della nostra civiltà sono stati caratterizzati da dimenticanza e svalutazione delle emozioni? Perché dalla cultura della società industriale la vita emotiva è stata intesa come segnale di infantilismo, di debolezza, di disturbo della fredda e lucida razionalità, di ostacolo alla produttività efficace. Secondo Foti le emozioni, essendo delle risposte a circostanze dell’esistenza che non sono programmabili e controllabili dall’essere umano, rinviano al nostro limite umano,  ci ricordano che non siamo onnipotenti, perché con la rabbia, con la tristezza, con la paura, con l’impotenza, con la solitudine e per fortuna anche con la gioia e con l’amore  siamo costretti a reagire ad un’esistenza difficile, nella quale dobbiamo sperimentare e vivere le emozioni per sopravvivere, dobbiamo cercare di legittimarle, di utilizzarle  e di gestirle, dobbiamo cercare comprenderle in modo empatico e solidale.   Le emozioni non suscitano simpatia perché riportano l’uomo alla bisognosità, alla limitatezza ed alla fragilità che sono intrinsecamente connesse alla sua natura.  Tuttavia, dopo secoli di negazione culturale, la ricerca scientifica sull’intelligenza emotiva si è grandemente sviluppata negli ultimi anni, a dimostrazione del fatto che le emozioni sono centrali nella soggettività umana e nella vita individuale, sociale e professionale. E ‘indispensabile prendersi cura di esse, per prendersi cura, in modo efficace, di sé e degli altri e, conseguentemente, per rivoluzionare la propria vita nella direzione del benessere effettivo e profondo. La natura umana, infatti, non è costituita solo dal pensiero razionale (misurato dal QI): le nuove scoperte provenienti dalle neuroscienze sostengono la necessità di considerare molto seriamente l’aspetto delle emozioni. È fuorviante la stessa denominazione della nostra specie come “Homo sapiens”: quando si tratta di agire e di decidere, infatti, le emozioni contano forse addirittura di più del pensiero razionale. Grazie alle scoperte avvenute nelle neuroscienze negli ultimi 25 anni, ormai è verificato che abbiamo due menti: 1) la mente razionale (che pensa), un sistema di conoscenza altamente cosciente, dominante nella consapevolezza e nella riflessione, capace di ponderare e di riflettere; 2) la mente emozionale (che sente), il cosiddetto “cuore”, un sistema di conoscenza impulsivo ed immediato, talvolta illogico, ma anche molto potente: quando sentiamo con il cuore che qualcosa è giusto, la nostra convinzione è più profonda di quando pensiamo la stessa cosa con la mente. La mente razionale fa capo ad una parte recente del cervello, la neocorteccia; la mente emozionale fa capo al sistema limbico, una parte più antica del cervello. Neocorteccia e sistema limbico (ragione e cuore) sono strettamente collegate tra loro attraverso una miriade di circuiti di connessione neuronale. Ciò conferisce al cervello emozionale l’immenso potere di influenzare i centri del pensiero: i circuiti neurali che connettono il sistema limbico alla neocorteccia comportano la possibilità che i segnali di emozioni forti (rabbia, paura, ansia) creino dei “rumori di sottofondo” che possono ostacolare, o addirittura sabotare i nostri pensieri, la nostra capacità di ragionare lucidamente, i nostri processi di conoscenza e di apprendimento. Quando tra mente e cuore c’è equilibrio, queste due diverse modalità di conoscenza si integrano reciprocamente per guidarci nella realtà: l’emozione alimenta e informa la mente razionale, mentre la mente razionale rifinisce e a volte oppone il veto alle emozioni. Le emozioni sono essenziali al pensiero, proprio come quest’ultimo è essenziale alle emozioni. Può succedere, però, che l’equilibrio si rompa, che la mente emozionale prenda il sopravvento, travolgendo quella razionale: ecco le esplosioni (non solo di rabbia), i cosiddetti “sequestri emozionali”. Lo psicologo statunitense Daniel Goleman definisce l’intelligenza emotiva come la razionalità che abbraccia il cuore: le due menti “si prendono per mano”, la mente razionale, entra in contatto con il cuore, le emozioni vengono mentalizzate. Di fatto per intelligenza emotiva si intende possedere/acquisire autoconsapevolezza emotiva, autocontrollo, empatia, ascolto, capacità di cooperare e di stabilire relazioni sociali, capacità di gestione del conflitto, perseveranza nonostante le frustrazioni. L’intelligenza emotiva rimanda alla mindsightdi cui parla lo psichiatra statunitense Daniel Siegel. Essa è la capacità di focalizzazione, di mettere a fuoco i nostri stessi processi mentali, che ci rende possibile vedere ciò che è dentro la nostra mente e, nel fare questo, di farlo evolvere e trasformarlo. Lamindsightci consente di nominare le emozioni di cui facciamo esperienza, in modo da gestirle, senza esserne sopraffatti. È una competenza che, nei casi fortunati, si sviluppa nella prima infanzia grazie alla sintonizzazione emotiva con il caregiver; ma la buona notizia è che, nei casi meno fortunati, si può comunque acquisire e allenare anche dopo, nel corso della vita. Oggi, grazie alle ricerche nel campo delle neuroscienze, si sa che la mindsight è trasformativa ad un livello fisico del cervello: man mano che sviluppiamo la capacità di focalizzare l’attenzione sul nostro mondo interno, è come se ci trovassimo tra le mani uno “scalpello” per riscolpire i nostri circuiti neurali, attivando aree del cervello che creano benessere psichico, resilienza e che stanno alla base anche dell’empatia e della compassione. Risulta dunque chiaro in conclusione che mente e cuore hanno bisogno l’una dell’altro e che, come la mente va educata, così anche il cuore ha bisogno di essere coltivato e educato. È necessario che gli adulti, a vario titolo, insegnino ai bambini ed ai ragazzi non solo gli elementi della cultura di appartenenza, non solo le lingue e la matematica, ma anche le abilità emozionali. Rinunciando a coltivare l’intelligenza emotiva, ci si troverebbe a educare individui con un intelletto limitato, un timone troppo inaffidabile in questi nostri tempi soggetti a mutamenti tanto complessi.

 

Paola Crosetto

 

Fonti:

C.Foti, La mente abbraccia il cuore, Edizioni Gruppo Abele

 

Lezioni del Master Gestione e D. Goleman, Intelligenza emotiva, Best BUR

 

  1. Siegel, Mindsight,Raffaello Cortina Editore

 

 

 

 

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