GHALI: IL SUCCESSO ARTISTICO DI UN EX ZINGARELLO

Di Annalisa Iannelli, Claudio Foti


Nei concerti di Ghali, la musica riesce a pervenire a componenti sociali molto diverse: benestanti e bisognosi, adulti e ragazzi, italiani e non. Ghali, cantautore di origini tunisine, nato in Italia e cresciuto a Baggio, quartiere periferico di Milano, è una bella testimonianza del fatto che grazie alla passione e all’impegno si può arrivare dall’emarginazione alla fama.

“Mamma mi diceva: Ti mando al collegio, yeah yeah
I soldi non avranno la meglio
Te lo spiego in disegno
The book is on the table, yeah (shh)
Non farmi il lavaggio del cervello
Son Baggio zingarello
Facciam braccio di ferro, yeah (uoh)”

(da “Zingarello”)

Raggiunta la notorietà ed un qualche benessere economico, Ghali sembra ricordare e sottolineare che c’è una ricchezza originaria da non dimenticare, da cui non ci si deve distaccare, perché già prima del successo “eravam già ricchi dentro”, come ricorda nella canzone che porta questo titolo.

“Papà come mi diverto
È tanto che non ti sento
Mamma, dai, sincera ti aspettavi tutto questo?
Eravam già ricchi dentro”.

E’ un successo che lascia comunque Ghali con i piedi per terra e che egli stesso usa per veicolare messaggi importanti che parlano di una realtà fatta sì di muri, di egoismi, di emarginazione anche verso i più piccoli ma anche di riscatto, di amore per questo paese, l’Italia, “la mia dolce metà”, che non mostra certo il meglio di sé negli ultimi anni. Un messaggio di riconoscenza anche nei confronti di sua madre che lo ha cresciuto non senza difficoltà e alla quale è legatissimo. «Ha sempre fatto di tutto per me», la gratitudine verso la madre ritorna nei versi delle sue canzoni.  E la gratitudine circola …

Cara Italia”  è un canto di gratitudine di un giovane  immigrato di seconda generazione verso il paese che, nonostante i suoi problemi e le sue contraddizioni, ha accolto lui e la sua famiglia.

Questa è la dedica che l’autore stesso scrive sul suo profilo Instagram:

« Cara Italia, 

Ti dedico questa canzone che ho ideato tornando dal mio primo viaggio in America.
Non hai nulla da invidiare a questi grandi paesi che vediamo nei film.
Spero però che tu non ti offenda per aver risaltato i tuoi difetti, sappiamo tutti che sei bellissima ma questo serve a migliorarsi.
Cara Italia,
Ho scritto “sei la mia dolce metà” perchè è davvero così.
Tu mi hai visto nascere, mi hai cresciuto e ora che in ogni tuo angolo gridano il mio nome come posso voltarti le spalle?

Tu che sei la dimora dei miei desideri, il letto dei miei sogni. Infinite le giornate di dolore tra le tue mura e infinite le notti di rabbia ma come potrei voltarti le spalle senza rimpianto?

 

 Cara Italia,
Ti chiedo solo tre cose:
NON PARLARMI più di confini e non ti parlerò più con diffidenza.
NON SENTIRTI inferiore e io mi sentirò all’altezza.
NON VEDERMI come un nemico e io ti vedrò come una sorella, un’amica, una mamma.
Spero che tu possa prendere in considerazione le mie parole.

Io T,V.B. Cara italia

 Ghali ».

 

Nel contempo “Cara Italia” ricorda che “c’è chi ha la mente chiusa ed è rimasta indietro come al Medioevo. Il giornale ne abusa, parla dello straniero come fosse un alieno. Senza passaporto, in cerca di dinero”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *