DIECI MOTIVI PER FIRMARE LA LETTERA APERTA SU “VELENO”

Firma per aiutare le vittime degli abusi di Mirandola e di ogni paese. Firma per contrastare chi nega le violenze sui più piccoli. Firma per impedire che venga messa una pietra sopra la verità degli abusi sessuali sui bambini.

Firma anche tu ed impegnati per favore a far firmare quante più persone possibile.

Firma per aiutare le vittime degli abusi di Mirandola e di ogni paese. Firma per contrastare chi nega le violenze sui più piccoli. Firma per impedire che venga messa una pietra sopra la verità degl…

 

  1. Si tratta innanzitutto di dare un attestato di vicinanza e di solidarietà alle vittime dei gravi abusi che vent’anni fa emersero a Mirandola e nella bassa Modenese che portarono all’allontanamento di 16 bambini dalle loro famiglie e che condussero dopo tre gradi di giudizio alla condanna definitiva dei genitori. Oggi i bambini di allora divenuti adulti sono oggetto di un attacco pesantissimo, di una pressione vergognosa a ritrattare, di una campagna di stampa negazionista.

 

  1. La finalità immediata che la campagna di Veleno vuole perseguire è quello di contestare l’esistenza gli abusi sessuali sui bambini, innanzitutto quelli che si sono consumati 20 anni fa a Mirandola e nella Bassa Modenese , puntando a rivendicare l’innocenza dei condannati, a chiedere la revisione del processo e il risarcimento dei presunti danni subiti.

 

  1. La finalità più generale che la campagna di Veleno vuole perseguire  è quella di ricacciare gli abusi sessuali sui bambini in un’area di impensabilità, di silenzio, di incredulità. A questo fine occorre dimostrare che questi abusi non sono fondati, anche quando emergono, con grande fatica e riescono, pur parzialmente, ad essere dimostrati nel contesto  Sappiamo che il percorso giudiziario favorisce in genere più il garantismo a favore degli adulti  che il rispetto dei diritti dei bambini, ma non è raro che tale percorso riesca a venire incontro, magari parzialmente, alle istanze di giustizia dei più piccoli e dei più deboli, come appunto capitò nella vicenda dei bambini di Mirandola.

 

  1. L’obiettivo culturale e “politico” della campagna di Veleno è quello di un attacco senza precedenti agli operatori impegnati nella tutela dei minori: delegittimare i percorsi di rivelazione, già sofferti e contrastati, delle piccole vittime di abuso, riproporre il vecchio stereotipo che i bambini sono bugiardi e non meritano considerazione, insinuare che gli operatori eserciterebbero pressioni suggestive e manipolatorie verso i bambini per costringerli a raccontare abusi inesistenti, che i servizi sociali sarebbero mossi da un interesse economico nell’allontanare i bambini dai loro genitori arricchendo famiglie affidatarie o centri specializzati.

 

  1. Il suddetto attacco agli operatori della tutela è senza dubbio fantasioso ed inconsistente, ma non va sottovalutato. Ci sono uomini politici che vogliono inserirsi in questa campagna negazionista di “Veleno” sul piano locale per attaccare i servizi sociali che operarono 20 anni fa e le precedenti amministrazioni, sul piano nazionale per colpire le politiche per la protezione, per l’assistenza e per la cura dei bambini vittime di violenza.

 

  1. Assistiamo nella comunità sociale ad un trend culturale ed istituzionale che rilancia la cultura patriarcale, che  mette in discussione principi culturali e giuridici a favore delle donne e dei bambini, che vuole ricacciare indietro la nuova sensibilità emergente sulle dimensioni diffuse ed endemiche della violenza sui soggetti deboli (vedi l’ attacco alla specializzazione dei tribunali per i minorenni, vedi la legge Pillon, vedi le chiusure istituzionali, vedi la gestione adultocentrica del tema dell’alienazione parentale …).

 

  1. La vicenda di Veleno ripropone in forme eclatanti e specifiche una tendenza più generale ad attaccare gli assistenti sociali, in quanto legati ad un Servizio preposto istituzionalmente alla tutela dei più deboli, un Servizio già penalizzato dalle politiche sociali che tendono a non considerare adeguatamente gli interessi individuali e collettivi dei minori. Gli assistenti sociali risultano in genere gli operatori più esposti e più attaccati da diversi fronti, in quanto soggetti professionalmente meno garantiti e abitualmente in trincea.

 

  1. La critica agli operatori che si occupano della prevenzione e del contrasto dell’abuso e del maltrattamento ai minori per i loro interventi presuntamente suggestivi si fonda nell’indagine di Veleno su una valutazione aprioristica e distorcente. Evitare interventi suggestivi di tipo positivo e di tipo negativo deve essere preoccupazione di tutti gli psicologi e gli assistenti sociali e deve essere al centro di un impegno di formazione e di supervisione. Per criticare un intervento come suggestivo occorre esaminare approfonditamente in modo competente  il colloquio. Per es. una certa affermazione può essere anticipatoria e sbagliata se il bambino non si è espresso. E’ invece doverosa se riprende la forma e il contenuto già espressi dal bambino. E gli autori di Veleno non sono psicologi, né tanto meno supervisori …

 

  1. E’ indispensabile una mobilitazione culturale: occorre prendere posizione,  non cedere alla corrente di un pensiero negazionista che reagisce alla voce delle vittime, una voce che si è fatta più chiara e meno isolata. Occorre prevenire e contrastare le ricadute negative di questa offensiva adultocentrica che potrà  aumentare gli ostacoli istituzionali ed emotivi – già oggi molto presenti – alla pratica quotidiana dell’ascolto dell’assistenza, dell’educazione, della protezione e della cura dei bambini, soprattutto di quelli vittime di maltrattamenti.
  2. E’ indispensabile una mobilitazione etica: quando la mistificazione della verità rischia di trionfare occorre alzare la testa. Molti operatori protestano, commentano, mugugnano ma fanno fatica a prendere un’iniziativa.   Credo che ci sia una sottovalutazione anche nella nostra area dei rischi che corriamo. Occorre contrastare nel nostro campo la paura, il timore di esporsi, la sfiducia, l’opportunismo e l’evitamento a tutti i costi del conflitto.

 

 

Claudio Foti

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

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