DALL’ALTRA PARTE POTREBBE ESSERCI CHIUNQUE… ANCHE UN PEDOFILO PERICOLOSO


Negli ultimi anni l’attenzione ai pericoli che si celano dietro il web è aumentata notevolmente. Sono stati ideati molti film con l’intenzione di mettere in guardia i giovani ed uno di questo è Trust, un film del 2011 diretto da David Schwimmer che narra le vicende di una ragazza di 15 anni alle prese con il suo primo amore conosciuto in chat.

Questa modalità di comunicazione attraverso la rete, in voga tra adolescenti, non è certo recente ma vede la luce nel 1973, con Talkomatic per poi esplodere negli anni ’90 con decine e decine di programmi di messaggistica istantanea.

Ma perché l’attenzione a questi servizi si è infuocata solamente oggi, a distanza di più di 40 anni dalla loro nascita?  Oggi indubbiamente questa modalità comunicativa rischiosa può essere proposta con più forza e facilità.  

Sicuramente il maggior numero di ricerche si sono concentrate sulle modalità di adescamento “offline” e il numero emergenza infanzia 114, di Telefono Azzurro, ha ricevuto nello scorso anno 2.402 segnalazioni a riguardo, di cui 113 per abuso sessuale agito senza mediazione della rete. Numerose di queste ricerche, condotte da parte di istituti statistici e di università, dimostrano inequivocabilmente che l’abuso sessuale agito (soprattutto in ambito familiare) è un fenomeno tutt’altro che in diminuzione e documentano in modo convergente che un quarto o di un quinto della popolazione femminile ha subito in qualche forma un abuso sessuale prima dei 18 anni. 

Ovviamente lo strumento d’indagine condiziona il risultato del monitoraggio quantitativo del fenomeno. Le ricerche retrospettive che puntano a raccogliere informazioni in modo confidenziale sulla storia dell’intervistato sono lo strumento più efficace per valutare la consistenza degli abusi.

Per varie ragioni altri strumenti di conoscenza possono fornire una rappresentazione meno allarmante della consistenza degli abusi intramiliari o extrafamiliari (agiti senza lo strumento della rete), ma nel contempo possono riuscire a documentare dimensioni molto estese del fenomeno dell’adescamento sessuale tramite la rete da parte dei pedofili. 

Anche la situazione che coinvolge la rete, però, sta assumendo connotati sempre più allarmanti: per questa linea telefonica, i casi di adescamento online sono quasi triplicati in due anni (dal 4,4% al 14,2%). Mettendo insieme l’adescamento e la pedopornografia online, la percentuale sale al 22,2%: “I nostri dati – ha commentato Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro – confermano che è sempre più facile per gli adulti inserirsi nelle conversazioni tra minori: il pedofilo spesso è una persona lucida che sa usare i meccanismi di relazione per superare le barriere difensive dei ragazzi e dei bambini”. Tali dati, che non sono di certo nuovi, hanno allarmato la coscienza della società perché hanno subito un’impennata incontrollabile negli ultimi anni. Secondo alcuni esperti uno dei problemi più gravi è lo smartphone troppo precocemente messo in mano ai bambini: “I genitori non si rendono conto che invece è la chiave di accesso al mondo, ha potenzialità infinite – ha spiegato il presidente di Telefono Azzurro – e i bambini sanno esattamente come usarli, molto più dei loro genitori, e riescono a entrare in certi siti, ad esempio quelli di dating online o chat roulette che permettono ai minori di conoscere tematiche inimmaginabili per gli adulti. Tutto ciò richiede una cultura collettiva e un impegno per aiutare i ragazzi e i bambini. Occorre anche attivare le leggi che abbiamo, colpire con misure severe gli adulti che entrano in rete per fini di sfruttamento e di abuso”. Senza demonizzarepiattaforme o canali, certo. Ma per non demonizzare occorre conoscere e, per esempio, superare la comodità di affidare i figli ai baby sitter digitali.

Per cercare di contrastare questa allarmante tendenza sono stati avviati numerosi progetti di informazione e sensibilizzazione del mezzo informatico e sono nati alcuni video in grado di colpire la sensibilità degli adulti e convincerli a prendere in mano la situazione. Uno di questi, è stato creato da Marco Rota, in collaborazione con TK Video e mcomvideo e mette a fuoco una realtà in grado di lasciare a bocca aperta. Ve lo proponiamo in calce all’articolo e si intitola “dall’altra parte”.  Dall’altra parte potrebbe esserci chiunque … anche un pedofilo capace di manipolazione e capace di catturare con un esca perversa il bambino o la bambina,  il ragazzo e la ragazza.

Martina Davanzo

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

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