AUGURI DI BUON NATALE! SI SALVINI CHI PUO’.

Auguri di buon Natale a tutti. Auguri a destra, auguri a manca.  Soprattutto a destra, perché il mondo si muove nella fase storica attuale in questa direzione. Per destra non intendo la destra politica intelligente (perché esiste anche questa!), quella che si batte  per il riconoscimento del merito e per lo sviluppo dell’iniziativa imprenditoriale, quella che valorizza le risorse dell’individuo, quella che persegue con coerenza le finalità del rispetto della legge  e della sicurezza dei cittadini,  senza per questo negare le esigenze sociali … Quando dico che il mondo va a destra (e non trovo altre espressioni che condensino questa lettura) parlo di un atteggiamento mentale, relazionale  e sociale  che persegue un atteggiamento ottuso di ricerca del benessere materiale in modo sempre più disattento alle sorti di quel che succede oltre i confini della propria famiglia e del proprio cortile. Quando dico che il mondo va a destra, penso ad un’escalation del ripiegamento individualistico, ad una rincorsa competitiva a standard di consumo sempre più alti, sempre più differenziati dagli altri, sempre più firmati, sempre più diffidenti rispetto ad un mondo esterno percepito come estraneo e come minaccioso… 

Quando dico che il mondo va a destra non sostengo certo che la sinistra politica sia stata migliore e abbia saputo smarcarsi da questa cultura individualistica e materialistica.

Senza dubbio uomini politici come Trump, Salvini, Putin, Erdogan e via dicendo finiscono per promuovere nella comunità sociale una cultura dell’indifferenza e dell’insensibilità verso il prossimo, sollecitano atteggiamenti nazionalistici, razzisti, di autotutela  dei più forti,  ma d’altra parte dobbiamo ricordare che l’atteggiamento sociale diffuso verso il consumismo e verso il materialismo, verso l’individualismo genera uomini politici che si muoveranno ad immagine e somiglianza delle spinte sociali e culturali peggiori presenti nella comunità ed ovviamente per restare in sella quegli stessi dirigenti politici dovranno tentare di radicalizzare la loro ottusità per ottenere consensi.

Quando dico che il mondo va a destra penso ai bambini che vengono allontanati a forza dalle madri o bollati con un numero alla frontiere Usa-Mexico, ai figli dei migranti per cui la pietà l’è morta, allo sterminio dei bimbi siriani, alle violenze sessuali sui più piccoli in aumento assieme ai femminicidi, alla cultura del rancore e del bullismo che contamina le nuove generazioni, all’educazione sessuale affidata a you porn ecc..ecc…

Forse bisognerebbe avere il coraggio di dire che il mondo in qualche misura, pur con rilevanti controtendenze, va verso la destra estrema, verso orizzonti dove i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri,  dove cresce la tentazione di risolvere i problemi con l’autoritarismo, con il nazionalismo, con la proiezione delle difficoltà e dei problemi sul diverso, sul sofferente, sul migrante, sul più piccolo.    Cresce in effetti la cultura del “si salvi chi può”, dell’arraffa arraffa, della depredazione della natura e dell’ambiente in base alla logica “dopo di me il diluvio” …  Lo stile di vita consumistico e materialistico genera una cultura della pretesa: pretesa di beni materiali sempre più visibili , produce  intolleranza e rancore di fronte al rischio della  caduta degli standard di consumo (che è qualcosa di diverso dall’aspirazione alla tutela dei diritti al lavoro, all’occupazione, al riconoscimento delle giuste garanzie economiche!), alimenta insofferenza verso i “diversi” trasformati in capro espiatorio delle difficoltà sociali …

Cosa capiterebbe – non oso pensarlo – nella nostra comunità sociale di fronte ad una crisi economica pesante, con una caduta – poniamo – di 5 punti del sacro vitello d’oro del Pil? Quale odio potrebbe scatenare in questa infausta circostanza contro il diverso, contro l’operatore che cerca di salvare i migranti in mare, contro  gli operatori impegnati nell’ascolto della sofferenza dei più deboli?

In un mondo che va a destra i soggetti che esprimono  la sofferenza diventeranno sempre più disturbatori, e diventeranno sempre più disturbatori anche coloro che cercano di intervenire sulla sofferenza. Oggi Riace, comune animato dall’accoglienza dei migranti  è diventano un comune spento ed il sindaco che aveva promosso un progetto di accoglienza e di integrazione è stato colpito da una pesante attacco politico e giudiziario.  Brutto segno.

In un mondo che va a destra  le conquiste culturali e giuridiche che hanno fatto maturare in modo irreversibile un’attenzione ai diritti ed ai bisogni dei bambini  tendono ad essere applicate con sempre maggiori difficoltà, vanno incontro a resistenze sempre più forti, ad interpretazioni sempre più adultocentriche, ad iniziative sempre più arroganti di coloro che cercano di negare la violenza degli adulti sui bambini.

Auguri comunque carichi di speranza.     Perché la destra ottusa dilagante evidenzia la propria stupidità, portando all’estremo il rifiuto della solidarietà e dell’intelligenza, portando all’estremo la negazione dei dati di fatto che parlano della sofferenza del mondo e della terra, che documentano la violenza verso i più piccoli e i più deboli.   Un decreto legge come quello Pillon non avrebbe potuto essere scritto qualche anno fa. Il mondo va a destra ma genera anche risposte di indignazione, di mobilitazione, di riflessione, di respingimento delle stupidità, che sono quelle che hanno bloccato e bloccheranno quel decreto legge.   

Guardate quello che sta avvenendo in Ungheria. Il governo nazionalista e razzista di Orban fa pagare ai lavoratori, anche a quelli che l’hanno votato, il peso dell’incapacità di accogliere nuovi migranti e nuova forza lavoro e produce una legge che genera tra i lavoratori ungheresi una lesione terribile dei diritti sindacali e di libertà. Il sonno della consapevolezza e della sensibilità produce i suoi mostri.    La stupidità del nazionalismo e del razzismo finisce per  generare effetti inaccettabili che suscitano opposizione.

E’ vero dunque che il mondo va a destra, ma per sopravvivere la specie umana ha necessità assoluta di consapevolezza e di sensibilità.   I rischi per l’ambiente sono più che minacciosi.  L’abuso sessuale sui bambini è endemico.  La cultura patriarcale è ben lungi dall’essere stata sconfitta.  Le istituzioni scolastiche, educative, sociali, sanitarie, giudiziarie, carcerarie,    senza intelligenza del cuore rischiano di risultare maltrattanti. Questo sistema economico dovrà riformarsi per non generare crisi catastrofiche. La specie umana per resistere a difficili condizioni deve sviluppare il riconoscimento e non già la negazione  dei problemi.

Certo bisognerà accettare che la tendenza dominante potrà essere a lungo quella più rischiosa e che la tendenza al cambiamento non risulterà certo vincente in tempi brevi.  Consapevolezza e solidarietà si faranno largo con fatica.

Ma la comunità umana per sopravvivere dovrà sviluppare per forza la cultura del Natale: accoglienza del diverso, ascolto di chi è in difficoltà, vicinanza emotiva e solidarietà per chi soffre, uscita dalla chiusura narcisistica, individualistica e materialistica.  Anche se il mondo va a destra,  vincerà il bisogno di sopravvivenza. Buon Natale!

Claudio Foti

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

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