IL CONVEGNO SUL TRENTENNALE DEL CENTRO STUDI HANSEL E GRETEL. UNA STORIA DALLA PARTE DEI BAMBINI

INGRESSO SCONTATO DEL 25% FINO AL 31 GENNAIO 2019

Sarà un convegno di bilancio, ma soprattutto di sintesi, di presentazione, di precisazione e di aggiornamento delle proposte culturali e metodologiche che abbiamo sviluppato nei trent’anni della nostra attività. Si svolgerà il 14, 15 e 16 febbraio a Torino presso il salone ATC di via Dante 14 con il titolo: “Nuovi strumenti per aiutare i bambini e gli adulti nella cura e nel cambiamento”. Con l’adesione di Rompere il silenzio. La voce dei bambini.

Anche fra coloro che in questi anni non hanno condiviso la nostra linea culturale, molti riconoscono che  il Centro Studi Hansel e Gretel ha svolto dal 1998 ad oggi nei suoi trent’anni di attività  una funzione di stimolo e di avanguardia nell’iniziativa a favore di una nuova cultura dell’infanzia.  

Il tema della prevenzione, del contrasto e della cura dell’abuso sessuale dei bambini è diventato oggi  di grande ed drammatica attualità, nonostante tutte le resistenze sociali ed istituzionali a percepire e a riconoscere questo fenomeno, troppo inquietante per essere ascoltato, troppo disturbante per essere preso sul serio.   Oggi comincia ad emergere la dimensione endemica della violenza sessuale ai danni dei soggetti deboli (bambini, adolescenti e donne).   Sul tema dell’abuso sessuale ci siamo mossi da trent’anni quando c’erano professori universitari ed esperti che qualificavano l’abuso sessuale sui bambini un fenomeno residuale presente soltanto in aree sociali emarginate.  

Già nel 1992 abbiamo prodotto un libro “L’abuso sessuale sui bambini. Prevenzione, trattamento educazione sessuale” (di Cristina Roccia e Claudio Foti, edizioni Unicopli), uno dei primi libri sull’argomento usciti in Italia, che affermava con chiarezza le forme diffuse e difformi della strumentalizzazione sessuale dei bambini, approfondiva il tema dell’incrocio tra intervento psicologico e intervento giudiziario (con gli interventi di Forno e Malacrea) , affrontava con largo anticipo l’esigenza di fermare innanzitutto i pedofili e i genitori autori di incesto per costruire un progetto di trattamento.   Il testo raccoglieva le riflessioni e le ricerche del Centro Studi a partire dalle esperienze di intervento nell’ambito della diagnosi, della cura, della segnalazione, della valutazione dell’accompagnamento della cura nel percorso giudiziario. 

Una grande innovazione è stata prodotta dal lavoro del Centro Studi Hansel e Gretel nella conduzione del gruppo di formazione, di sensibilizzazione, di apprendimento: una conduzione basata  alla metodologia basata sui principi e sulle tecniche dell’intelligenza emotiva.

Già nel primo progetto di prevenzione primaria svoltosi nel 1989 nella X Circoscrizione del Comune di Torino  dal titolo significativo “Disagio e crescita dei minori, disagio e crescita degli adulti” organizzammo un ciclo di conferenze nel territorio di Mirafiori Sud, ma soprattutto attivammo  quindici piccoli gruppi rivolti da una lato a genitori, dall’altro agli operatori (insegnanti, di educatori e di assistenti sociali).

Questi piccoli gruppi, condotti con una metodologia che il Centro Studi Hansel e Gretel cominciò da allora a sperimentare, a validare e ad implementare, erano basati sulla discussione delle difficoltà e sul confronto con i problemi concreti che i partecipanti incontravano nella quotidianità con i bambini e con i ragazzi.    In questi gruppi di elaborazione dell’esperienze degli adulti nella relazione con bambini ed adolescenti si prestava una particolare attenzione al compito della messa in parola e della comunicazione autentica delle emozioni che gli adulti incontravano nell’interazione con le difficoltà educative, nell’impatto con il disagio dei più piccoli.  In questi gruppi che cominciarono ad essere sperimentati in un ambito territoriale furono proposti negli anni successivi nelle scuole (con i bambini da un lato e con gli insegnanti dall’altro), nelle comunità, nel servizio sociale, nell’istituzioni sanitarie ed anni dopo nel carcere, adeguando le metodologie  ai diversi contesti. 

In questi gruppi il conduttore si poneva non come docente, non come conferenziere, non come possessore di ricette psicopedagogiche, ma come facilitatore della comunicazione e dell’attenzione alla dimensione emotiva dell’esperienza in famiglia (nei gruppi per genitori) nell’attività professionale nella scuola, nella comunità nelle istituzioni sociali e sanitarie   (nei gruppi per operatori).

Incontrammo  personalmente Daniel Goleman nel 2005 in occasione del nostro convegno “Sofferenza del bambino ed Intelligenza emotiva”, ma abbiamo utilizzato la preziosa azione di divulgazione culturale di quest’autore già a seguito dell’arrivo in Italia nel 1996 del suo libro  “L’intelligenza emotiva. Che cos’è e perché può renderci felici”. 

Ma anche se la prospettiva culturale  e metodologica dell’intelligenza emotiva non era ancora arrivata in Italia, il Centro Studi Hansel e Gretel iniziò sin dal 1989 a sviluppare metodologie ed iniziative per migliorare le competenze emotive  dei genitori e degli operatori attraverso tecniche di gioco, di interazione gruppale, di drammatizzazione, di role-play sviluppando un patrimonio di attivazioni finalizzate alla crescita della consapevolezza cognitiva ed emotiva del gruppo di apprendimento e del gruppo di formazione. 

Nel 1992 abbiamo organizzato il primo convegno sull’ascolto “Ascolto dei minori ascolto degli adulti” con la partecipazione di 400 persone.  E da lì che abbiamo avviato l’attenzione alle tecniche e alle finalità dell’ascolto emotivo (Goleman) , dell’ascolto empatico (Rogers, Kohut) dell’ascolto attivo (Gordon).  Anticipammo un’attenzione all’impegno dell’ascolto del bambino, che è diventato sempre più centrale nello sviluppo di una cultura dell’infanzia. 

Il convegno del prossimo 14, 15 e 16 febbraio sarà un’occasione per mettere a fuoco i punti fondamentali dell’iniziativa del Centro Studi Hansel e Gretel non solo sulle tematiche del contrasto alla violenza sui bambini, della conduzione di gruppo, dell’ascolto e dell’intelligenza emotiva, ma anche su altre tematiche su cu abbiamo lavorato: la psicoterapia del trauma, l’autobiografia, la tutela legale dei bambini, l’educazione alla sessualità e all’affettività, il contrasto al bullismo, la violenza sulle donne, il carcere e il disagio diffuso sia dei detenuti, sia del personale dell’amministrazione penitenziaria…   

Claudio Foti

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

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