AFFOGATO IN MARE CON LA SUA PAGELLA: LA “PACCHIA” NON E’ MAI COMINCIATA!

Un ragazzo di 14 anni, migrante africano è annegato in mare. Portava con sé nascosta dove si tengono le cose più care, ripiegata con cura e cucita nella giacca, una pagella, con i voti delle materie scritte in arabo e francese. Chissà qualcuno, una madre o lui stesso, avrebbe voluto mostrare l’impegno e le capacità a cui si accompagnava il suo progetto migratorio. Fantasticava forse una comunità sociale accogliente, una società in cui il merito è riconosciuto e premiato. Invece non è arrivato da nessuna parte, abbandonato al proprio destino, finito in fondo al mare senza che nessuno lo potesse piangere come tanti altri migranti. Se non fosse stato per quella pagella sarebbe stato totalmente sepolto dalla dimenticanza. Quella pagella gli è servita a poco. E’ stata trovata da Cristina Cattaneo, medico legale del Labanof (il «Laboratorio di antropologia e odontologia forense») di Milano, come ha raccontato in «Naufraghi senza volto», il suo ultimo libro uscito da poco per Cortina Editore. Grazie al suo lavoro e grazie al disegno delicato e poetico che gli ha dedicato Il vignettista Makkox sul Foglio ha rappresentato in modo suggestivo la sua vicenda con una vignetta che pubblichiamo. Ha commentato su twitter Maria Teresa: “Durante un’autopsia, Cristina Cattaneo, medico legale, trova una pagella ripiegata con cura, cucita nella povera tasca di un quattordicenne proveniente dal Mali, affogato durante il passaggio nel mediterraneo: la speranza del suo viaggio verso l’Europa. La pacchia, non è mai cominciata.” Leggiamo dal Corriere della Sera:
https://www.corriere.it/cronache/19_gennaio_17/bimbo-14-anni-morto-mare-la-pagella-cucita-tasca-38df12d6-1a40-11e9-b5e1-e4bd7fd19101.shtml
“L’anatomopatologa ha sentito la pagella tastando i suoi vestiti, come ha imparato a fare quando a fine 2013 ha iniziato a esaminare le vittime dei naufragi nel Mediterraneo, profughi e migranti morti in mare nel tentativo di trovare in Europa una vita migliore di quella che avevano dovuto lasciare a casa. Per evitare di perderle, che qualcuno le rubi o che i trafficanti se ne impossessino, queste persone in fuga si cuciono le cose più preziose negli abiti. Negli anni Cattaneo ci ha trovato denaro, documenti personali, sacchetti con la loro terra natale, tessere della biblioteca e dei donatori di sangue. E infine quella pagella, il sogno fatto oggetto di poter andare a scuola, che dal Mali ha viaggiato per quattromila chilometri fino alla Libia, è salita su un barcone troppo affollato e ha riposato per quasi un
anno in fondo al mare, insieme al corpo del ragazzo sconosciuto che tanto si era impegnato per avere dei bei voti. Era sul barcone naufragato il 18 aprile 2015, dove sono morte circa (si stima, perché molte sono disperse) mille persone: 528 sono state individuate proprio grazie al lavoro della professoressa Cattaneo e dei suoi collaboratori.”

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