SULL’ESCLUSIONE DA SANREMO DELLA CANZONE “CARAMELLE”

Di Anna Ballarini


Una canzone coraggiosa cantata da un gruppo giovanile e che ha per tema la pedofilia. Un’esclusione dalla selezione per Sanremo. Un dibattito durante la trasmissione di Giletti su La 7.

Il conduttore in studio si poneva opportunamente la domanda se la scelta fosse stata fatta per motivi artistici o di censura rispetto al tema affrontato nella canzone.

In collegamento c’era Zecchi, professore, filosofo, opinionista: con un tono concitato ha espresso la propria opinione in merito: “La televisione non può supplire ai problemi sociali. Le loro sono solo canzonette, create ad arte per fare marketing, paragonarle a quelle di Dalla è paragonare un monopattino a una Ferrari Testarossa”, riferendosi allo scarso valore artistico della canzone (non ancora ascoltata ma che forse il professore conosceva) e ancora “Sanremo non sensibilizza un fico secco”, “A 50 milioni di italiani non importa nulla di Sanremo”.

Per il professore l’esclusione della canzone “Caramelle” non rappresenta un problema perché la tv non è la sede idonea per affrontare un argomento così spinoso. Sono la famiglia e la scuola, a suo avviso, i luoghi dove bisogna educare e sensibilizzare con un lavoro certosino.

Quindi la tesi qual è: il problema risulta troppo delicato per essere affrontato in una canzone? Ma i drammi della vita sono da sempre narrati nelle canzoni: morte, violenza sessuale, suicidio, olocausto…

Il luogo “Sanremo” non sarebbe adeguato al tema? Ricordo ancora quanto mi colpì “l’amore rubato” di Luca Barbarossa, quante domande, che senso di ingiustizia nei confronti della ragazza della canzone. Forse avevo 8 anni ma avevo capito benissimo, avevo chiesto a mia madre, alla maestra, alle amiche come una cosa del genere potesse essere possibile!

Il fatto che Sanremo non sia abbastanza popolare? E quale festival canoro risulta maggiormente popolare?

La scarsa qualità della canzone e degli artisti in relazione al tema della canzone? Suvvia, non è la prima volta che si sottovalutano artisti e canzoni di giovani. Col tempo si capirà se il livello artistico è di rilievo.

L’unica cosa che sappiamo è che la pedofilia è un reato gravissimo contro la persona e che tende, per sua natura, a rimanere sommerso da una cortina di silenzio e quindi il fatto che se ne parli, attraverso un gruppo ed un linguaggio vicino ai giovani ed ai ragazzi è perfettamente adeguato al fenomeno che invece troppo spesso famiglia e scuola tendono a rimuovere quando non ne sono complici o peggio responsabili.

Un’altra cosa che sappiamo è che le vittime della pedofilia  , quando trovano il coraggio di parlare di quanto hanno subito, chiedono a gran voce che si parli ai giovani. Le vittime sono esperte in materia, sono voci autorevoli.

Per la delicatezza del tema, davanti all’opinione di una vittima bisognerebbe fermarsi.

E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, non mi viene in mente un altro reato gravissimo contro la persona, in epoca di legittima difesa, contro cui sia necessario agire solo all’interno di alcuni ambienti ristretti.

La canzone l’ho ascoltata, non è il mio genere, non posso dire che mi sia particolarmente piaciuta nella parte musicale ma il testo mi ha colpito poiché trovo che metta a fuoco bene l’ingenuità e l’innocenza dei bambini e dei ragazzi e la colpa orrenda degli adulti.

Caramelle

Ciao, sono Marco e dieci anni è la mia età, 
Ho i capelli biondi e vado in quarta a, 
Tranne matematica a me piace studiare, 
Mio papà e mia mamma hanno un negozio alimentare, 
Ho una sorella cinque anni più di me 
Ed un fratellino che sta per nascere, 
E non vedo l’ora che arrivi in fretta maggio, 
Che se farò il bravo potrò tenerlo in braccio, 
Il mio migliore amico si chiama Giosuè, 
Pensa che anche in classe siede vicino a me, 
Poi alla campanella voliamo come piume 
E finché fa buio tiriamo sassi al fiume, 
Ieri pomeriggio però lui si è ammalato 
E perciò alla fine da solo sono andato, 
E mentre giocavo uno strano sconosciuto 
Prima mi ha guardato e poi si è avvicinato, 
E con fare misterioso ma gentile 
Si è seduto accanto a me sopra il pontile, 
E prima che io prendessi un sasso da tirare, 
Lo strano sconosciuto ha cominciato a dire: 
“Dammi la mano bambino e vieni nel bosco, 
No che non sono un estraneo, io ti conosco, 
Vengo dal tuo stesso posto”, 
Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle, 
Il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle, 
In cambio un sorriso e due caramelle. 
Ciao, sono Marica e ho fatto quindici anni, 
Sono già un’adulta e ho fatto molti sbagli, 
Primo, mettermi con Luca invece che con Dario, 
Sì, forse è più bello ma è troppo autoritario, 
E così per dispetto sono uscita con le amiche, 
E dopo una per una a casa siam tornate, 
Che palle, casa mia è sempre l’ultima, 
In fondo a quella via buia e torbida, 
E come non bastasse è anche scoppiato il temporale, 
Ho fatto anche lo shampoo stamattina, porco cane, 
Perché da qualche tempo il mondo è un’agonia, 
Qualsiasi cosa faccia è sempre colpa mia, 
Fortuna che un signore mi ha offerto un passaggio, 
Non l’ho mai visto prima però mi sembra saggio, 
La vita non è un film, cosa vuoi che mi succeda? 
E mentre penso questo all’improvviso cambia strada. 
“Dammi la mano bambina e vieni nel bosco, 
No che non sono un estraneo, io ti conosco, Vengo dal tuo stesso posto”, 
Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle, 
Il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle, 
In cambio un sorriso e due caramelle, Due caramelle. 
Ti prego, fa’ in fretta ciò che devi fare, Ti prego, 
fallo in fretta senza farmi male, Ti giuro, non avrò niente da raccontare, 
Però fa’ in fretta così torno a respirare, 
Ti prego, fa’ in fretta ciò che devi fare, Ti prego, 
fallo in fretta senza farmi male, Ti giuro, non avrò niente da raccontare, 
Però fa’ in fretta così torno a respirare. 
“Dammi la mano bambino e vieni nel bosco, 
No che non sono un estraneo, io ti conosco, Vengo dal tuo stesso posto”, 
Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle, Il colore delle stelle, 
mentre prendi la mia pelle, In cambio un sorriso e due caramelle, 
“Dammi la mano bambina e vieni nel bosco, No che non sono un estraneo, 
io ti conosco, Vengo dal tuo stesso posto”, 
Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle, 
Il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle, 
In cambio un sorriso e due caramelle. 
Ti prego, fa’ in fretta ciò che devi fare, 
Ti prego, fallo in fretta senza farmi male, 
Ti giuro, non avrò niente da raccontare, 
Però fa’ in fretta così torno a respirare.

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