I MALTRATTAMENTI E LE PUNIZIONI VIOLENTE NELL’INFANZIA PRODUCONO COMPORTAMENTI ANTISOCIALI NELLA VITA ADULTA

Una recente rigorosa ricerca, pubblicata sulla rivista JAMA Network Open, dimostra che i maltrattamenti durante l’infanzia aumentano sensibilmente il rischio di comportamenti antisociali da adulti.

La riflessione di Alice Miller da tempo ha documentato come i crimini ai danni dei bambini siano non solo i più diffusi e i più impuniti, ma anche i più dannosi. Il trauma patito dal bambino diventa una bomba ad orologeria
destinata ad esplodere nel corso dell’esistenza di quel bambino e procurare danni incalcolabili sul piano psichico, fisico, comportamentale e relazionale. Picchiare o maltrattare un bambino non può certamente produrre effetti positivi. Le punizioni fisiche ed emotive possono causare rovinosi danni anche in età adulta.

Leggiamo su Quotidianosanità (http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-
farmaci/articolo.php?articolo_id=70504):

“Un ampio studio statunitense sostiene che i bambini che vengono sculacciati, schiaffeggiati, o puniti in altro modo, abbiano maggiori probabilità di sviluppare un comportamento asociale da adulti. I ricercatori hanno esaminato i dati relativi a 36.309 adulti, età media 47 anni. Ai partecipanti sono state poste domande sulle punizioni ricevute da piccoli, come spinte, strattoni schiaffi e maltrattamenti più gravi, come violenza
sessuale, abuso fisico o emotivo o abbandono.

I risultati. Nel complesso, il 18% dei partecipanti aveva subito un qualche tipo di dura punizione fisica durante l’infanzia e il 48% maltrattamenti.Sculacciate e abusi erano entrambi associati a un rischio più elevato di comportamento asociale nell’età adulta. Inoltre, i bimbi che aveva subito sia dure punizioni fisiche che una qualche forma di abuso o abbandono presentavano ancora probabilità ancora maggiori di sviluppare comportamenti asociali da adulti rispetto a quelli che avevano sperimentato solo un tipo di maltrattamento.

“Decenni di dati hanno indicato che sculacciate e punizioni fisiche rigide aumentano la probabilità di molti esiti negativi in termini di salute, sviluppo e socialità per i bambini e, cosa importante, nessuno studio ha mai dimostrato che la sculacciata è benefica per il bambino”, ha dichiarato l’autrice principale Tracie Afifi dell’Università of Manitoba in Canada.
Lo studio si è focalizzato su un’ampia gamma di comportamenti asociali, tra cui violazione della legge, bugie, impulsività, aggressione, sconsideratezza, incapacità di tenersi un lavoro o pagare le bollette e assenza di rimorso per aver maltrattato, colpito o rubato qualcosa a un’altra persona.”
Una conclusione di questa importante ricerca pone l’accento sul fatto che la prevenzione e il contrasto dei maltrattamenti nel corso dell’infanzia dovrebbero rappresentare una priorità per quanto riguarda la salute pubblica. Occorre inoltre smascherare l’ideologia pedagogica che giustifica le severe punizioni in ambito educativo (sia di tipo fisico che di tipo emotivo) al fine di prevenire la diffusione di comportamenti antisociali nella vita adulta.
Lo studio, pubblicato sulla rivista JAMA Network Open, contribuisce a contrastare la forza illusiva e persuasiva di una diffusa ideologia psicologica ed educativa finalizzata ad occultare il nesso esistente tra gli avvenimenti sfavorevoli e traumatici dell’infanzia e le problematiche dell’adulto. Quante menzogne sull’infanzia!
“Gli adulti possono autodeterminare il proprio destino accantonando il passato senza necessariamente doverlo ricordare e rielaborare!”
“Molte persone sono state maltrattate da bambini e non hanno subito conseguenze nella loro esistenza adulta!”
“Gli accadimenti violenti dell’infanzia non incidono necessariamente sulla vita adulta e si possono dimenticare facilmente !”
“Con la volontà si può voltare pagina rispetto alle situazioni penose e violente dell’infanzia e dell’adolescenza!”
Quanta teoria pedagogica e psicologica per negare le conseguenze devastanti che gli eventi sfavorevoli subiti dai bambini e dagli adolescenti finiscono per generare nella vita adulta!

Claudio Foti

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

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