PRESA DIRETTA CONTRO LA CULTURA PATRIARCALE E L’IDEOLOGIA DELL’ALIENAZIONE PARENTALE

Una trasmissione televisiva finalmente efficace sul tema della cosiddetta alienazione parentale e sui rischi di collusione del decreto Pillon con la violenza sulle donne e sui bambini. Il 28 gennaio Presa Diretta ha dedicato un servizio molto documentato su questo decreto legge con il quale si vorrebbe introdurre modifiche legislative assai rischiose e destinate a potenziare la cultura patriarcale nel nostro paese. Nel servizio vengono intervistati Giovanni Camerini, che ha collaborato all’elaborazione di
questo sciagurato progetto di legge ed Andrea Coffari che ha chiarito il rapporto esistente tra l’ideologia dell’alienazione parentale e la cultura della pedofilia. L’alienazione parentale da problema clinico che può essere affrontato senza mettere fuori gioco l’impegno di ascoltare i bambini è diventato ormai un’ideologia con cui le istituzioni sociali e giudiziarie tendono a stigmatizzare e patologizzare le madri e a calpestare i diritti dei bambini. Per chi se l’è perso il servizio di Presa Diretta merita di essere visto su Rai Play.

Leggiamo su Lettera Donna
https://www.letteradonna.it/it/articoli/politica/2019/01/29/ddl-pillon-presa-
diretta/27544/?fbclid=IwAR041CljDiab6jAYy_sXxdtL-FHZ-
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In questi mesi abbiamo visto in tivù e in pubbliche occasioni il senatore Pillon esporre il suo disegno millantando interesse per il bene dei minori, parlando di diritto alla bigenitorialità, concetto su cui chiunque è d’accordo e che è già possibile con le leggi che abbiamo per i padri che responsabilmente vivono il loro ruolo con amore e impegno anche dopo la separazione. Ma la giornalista Giulia Bosetti durante la puntata del 28 gennaio di Presa Diretta (Rai Tre) ci ha dato la possibilità di spogliare il disegno del vestito della festa, raccontandoci come è nato, da chi è stato scritto, quali intenti nasconde, contro le donne e la loro libertà. Ci ha svelato la sua grande ipocrisia. Nelle sue interviste ha raccolto i valori e gli intenti di dei vari co-autori e sostenitori del disegno di legge Pillon che di fronte a domande semplici hanno dovuto dare risposte chiare, riassumibili in pochi punti:

  • Il femminicidio non esiste;
  • La violenza domestica ha le chiavi di casa e porta i tacchi a spillo;
  • L’eutanasia va vietata;
  • La famiglia è solo quella con mamma e papà;
  • L’aborto è più grave dello stupro;
  • L’aborto va vietato per la salvaguardia della specie;
  • La famiglia ha finalità procreativi e ci stiamo riempendo di musulmani, rischiamo
    l’estinzione;
  • Da quando le donne hanno acquisito il diritto di divorziare non sono più realizzate e felici
    di prima;
  • Le donne stanno meglio a casa ad accudire i figli. Bisogna alzare gli stipendi agli uomini
    così che le donne possano smettere di andare al lavoro;
  • Le donne valide anche nel mondo della politica sono poche, la maggior parte sono
    carrieriste;
  • Il matrimonio non è basato sull’amore;
  • Se uno si vuole separare non sono fatti suoi;
  • Il divorzio va vietato perché la famiglia non è una questione privata ma un fatto sociale;
  • Oggi siamo più forti perché al governo abbiamo il ministro Fontana e abbiamo la Lega.

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