IL POTERE NUTRIENTE DELLE EMOZIONI. EDUCARE ALLE EMOZIONI PER NUTRIRE I BAMBINI

Quello che segue è la prima parte del testo di un video, elaborato dagli allievi del master “Gestione e sviluppo delle risorse emotive” e che è stato ripresentato al recente convegno per il trentennale del Centro Studi Hansel e Gretel


I bambini hanno fame di amore. I bambini hanno fame di rispetto delle emozioni. I bambini hanno fame di presenza, di chiarezza, di cura.

Io sono la rabbia… io sono l’empatia…io sono la sorpresa.. io sono la paura.. io sono la tristezza.. io sono il disgusto.. io sono la gioia.. io sono la tenerezza.

Noi emozioni siamo nate e siamo cresciute assieme all’umanità. Siamo il segno dell’umanità.. siamo sorte per reagire alle difficoltà.. e per quanto possibile tendiamo a difendere ed espandere la vita..

SIAMO NEL CUORE DELL’ESSERE UMANO
NEL CUORE DI TUTTI GLI ESSERI UMANI
POVERI E RICCHI
BAMBINI E ADULTI
UOMINI E DONNE
EMIGRANTI O STANZIALI
CHIEDIAMO RISPETTO
DI TUTTE NOI, DI TUTTE LE EMOZIONI  (in coro)
E DELLE EMOZIONI DI TUTTI!  (in coro)

Noi emozioni siamo state da sempre divise.
A seconda delle epoche e delle culture
Alcune di noi vengono esaltate, altre condannate o disprezzate.
Vogliamo invece essere ascoltate, gestite e rispettate tutte.

(Tono di voce da Mussolini)
A noi piace il coraggio, l’onore, la virilità
A morte la paura, la commozione, la solidarietà, la tenerezza

(Tono di voce da industriale milanese) 
A noi piace fare i padroni , controllare …. Ci piace controllare,  lavorare, il desiderio di emergere … che cosa sono ste emozioni?: insicurezza,  fragilità, empatia perdita di tempo eh …. e di dané ..

(Tono di voce eccitato)
Ci piace lo sballo, il desiderio sessuale, la felicità … si vive una volta sola
Non facciamoci delle menate …  la sofferenza, l’amore, l’impotenza, la compassione. Chi le conosce? Meritano disprezzo.

(Tono di voce dolciastro e con la puzza al naso) 
A noi piace l’obbedienza,  la tranquillità, l’amore per la perfezione, la gentilezza condanniamo il desiderio,  la collera,  le emozioni del conflitto che brutte cose …

 (Tono squillante) 
Pubblicità

(Tono suggestivo)
A noi della pubblicità le emozioni ci piacciono tanto: servono a vendere i prodotti, emozioni e cioccolatini, emozioni e telefonini, emozioni fanno i soldini … le emozioni della famiglia felice, dei sempre sani, dei sempre sereni, dei sempre giovani …,

(TONO squillante, messaggio televisivo)
A noi dei media le emozioni piacciono un casino … delle emozioni  di chi ci sta vicino, del più debole o del bambino  …. sinceramente chi se ne frega!

(Le emozioni tornano a parlare insieme con serietà ed autenticità):
imparate a rispettarci!  A rispettarci tutte!
Imparate a darci un nome, imparate a pensarci e a parlare di noi in modo sincero ed autentico, se siamo pensate, parlate, ascoltate diventiamo più regolate, diventiamo meno impulsive e rischiose… 
Imparate a coltivarci, a nutrire e a far crescere la vita emotiva,  a nutrirla in voi stessi e in noi bambini  (con la voce di un bambino)

RISPETTARE LE EMOZIONI …
TUTTE LE EMOZIONI  (in coro)
QUANDO STIAMO BENE E QUANDO STIAMO MALE
TUTTE LE EMOZIONI E LE EMOZIONI DI TUTTI  (in coro)
PERCHE’ LE EMOZIONI COMPAIONO IN OGNI PERSONA
SONO UN PATRIMONIO DELL’UMANITA’
SI ESPRIMONO IN UN LINGUAGGIO UNIVERSALE
 COMPRENSIBILE DA OGNI INDIVIDUO
IMPARARE A RISPETTARE LE EMOZIONI SIGNIFICA IMPARARE A RISPETTARE LA PERSONA CHE  VIVE QUELLE EMOZIONI
EDUCARE ALLE EMOZIONI PUO’ NUTRIRE I BAMBINI, FARLI CRESCERE NEL RISPETTO DI SE’ E DEGLI ALTRI

Non possiamo vivere bene, anzi non possiamo vivere affatto senza emozioni …
Al di sopra delle nostre emozioni siamo freddi e presuntuosi …
al di fuori delle nostre emozioni  siamo spenti e privi di energia …

E se siamo  contro le nostre emozioni siamo divisi dentro di noi.  Quando il cervello attacca i sentimenti siamo in profondo conflitto con noi stessi e ci ammaliamo.
Se siamo ben gestite e regolate, diventiamo il colore ed il calore della vita.
Se siamo messe in parola, comunicate, condivise, rispettate diventiamo un nutrimento fondamentale della vita e della comunità umana.

Le emozioni sono fondamentali anche nella storia e nella comunità sociale! Ci sono leaders che gestiscono le emozioni per mantenersi al potere, per favorire le illusioni, per alimentare la paura del cambiamento, per sollecitare nel popolo il rifiuto e l’odio verso chi è diverso, verso chi chiede un po’ di aiuto, di ospitalità  e di sostegno.
E ci sono leaders che sanno parlare invece ai bisogni emotivi profondi delle persone, ai bisogni di giustizia e di libertà, ai sentimenti di amore, di indignazione, di cambiamento, di solidarietà. 

Un ingrediente della forza comunicativa straordinaria di papa Francesco è la capacità di parlare delle emozioni, con le emozioni e alle emozioni delle persone.  Nella comunicazione e nella vita di papa Francesco sono espliciti e coerenti i riferimenti alle emozioni per es.  GIOIA ENTUSIASMO TENEREZZA SORPRESA COMMOZIONE SOLITUDINE CORAGGIO MISERICORDA SOFFERENZA  INDIGNAZIONE AMORE COMPASSIONEVOLE …«Un’altra tentazione è privilegiare i valori del cervello a quelli del cuore. Non dimentichiamolo mai: solo il cuore unisce ed integra. La comprensione senza il sentire compassionevole tende a dividere. Il cuore coniuga l’idea con la realtà, il tempo con lo spazio, la vita con la morte e con l’eternità. »
E’  Jorge Bergoglio che parla ed aggiunge: « I fedeli a volte percepiscono i gesti rituali come astratti quando il sacerdote non riesce a dire loro: “Sono io, colui che vive con te che si diverte quando ridi e soffre quando piangi” ».

I rischi che pendono sul futuro dell’umanità non nascono dalla presenza di alcuni soggetti in grado di distruggere il pianeta tipo il dottor Stranamore del film di Kubrik, lo scienziato folle che impara a non preoccuparsi della bomba.
I rischi di autodistruzione dell’umanità non nascono da una minoranza di individui isolati, emotivamente impulsivi, ma dalla maggioranza silenziosa, indifferente verso i problemi sociali dell’inquinamento ambientale, della guerra, dell’economia in cui i ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri,  dell’emigrazione.  I rischi che pendono sul nostro futuro non sono legati ad un eccesso ma un difetto di attivazione emotiva,  sono legati all’anaffettività, all’insensibilità emotiva verso la sofferenza di chi ci sta vicino. 

I neuroni specchio, al centro di una recente  scoperta scientifica, sono una zona del nostro cervello che ci consente di  comprendere le azioni delle altre persone e di rispecchiare e di riconoscere le loro emozioni. I neuroni specchio sono la base neurofisiologica dell’empatia.
Possiamo educare noi stessi e i nostri bambini, a non far crescere i peli sul nostro cuore, a non far crescere i peli sui nostri neuroni specchio!

L’intelligenza emotiva ci consente di riconoscere e a dare un nome ai sentimenti, di avvertire le emozioni nostre e degli altri.
Intelligenza emotiva è la mente che abbraccia il cuore, la razionalità che ascolta la vita emotiva, è la logica degli adulti che impara a tener conto dei sentimenti dell’infanzia.
Intelligenza emotiva è sapere ascoltare un bambino in difficoltà, che comunica esperienze penose, frustranti, impreviste.
Intelligenza emotiva è condividere, non lasciare da solo chi soffre.
Intelligenza emotiva è impedire che le emozioni diventino esplosive, che la tristezza diventi disperazione, che la gioia diventi esaltazione non realistica, che la rabbia non sia ben gestita, e diventi violenza o rancore, che la paura o l’ansia ci sequestrino la mente

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