LEADERS POLITICI ED INTELLIGENZA EMOTIVA

Quello che segue è la seconda parte del testo di un video, elaborato dagli allievi del master “Gestione e sviluppo delle risorse emotive” e che è stato ripresentato al recente convegno per il trentennale del Centro Studi Hansel e Gretel

Le emozioni sono fondamentali non solo nei processi educativi e relazionali, ma anche nella storia e nella comunità sociale!

Ci sono leaders che gestiscono le emozioni per mantenersi al potere, per favorire le illusioni, per alimentare la paura del cambiamento, per sollecitare nel popolo il rifiuto e l’odio verso chi è diverso, verso chi chiede un po’ di aiuto, di ospitalità  e di sostegno.

E ci sono leaders che sanno parlare invece ai bisogni emotivi profondi delle persone, ai bisogni di giustizia e di libertà, ai sentimenti di amore, di indignazione, di cambiamento, di solidarietà. 

Un ingrediente della forza comunicativa straordinaria di papa Francesco è la capacità di parlare delle emozioni, con le emozioni e alle emozioni delle persone.  Nella comunicazione e nella vita di papa Francesco sono espliciti e coerenti i riferimenti alle emozioni per es.  GIOIA ENTUSIASMO TENEREZZA SORPRESA COMMOZIONE SOLITUDINE CORAGGIO MISERICORDA SOFFERENZA  INDIGNAZIONE AMORE COMPASSIONEVOLE

«Un’altra tentazione è privilegiare i valori del cervello a quelli del cuore. Non dimentichiamolo mai: solo il cuore unisce ed integra. La comprensione senza il sentire compassionevole tende a dividere. Il cuore coniuga l’idea con la realtà, il tempo con lo spazio, la vita con la morte e con l’eternità.» E’  Jorge Bergoglio che parla ed aggiunge: « I fedeli a volte percepiscono i gesti rituali come astratti quando il sacerdote non riesce a dire loro: “Sono io, colui che vive con te che si diverte quando ridi e soffre quando piangi” .

I rischi che pendono sul futuro dell’umanità non nascono dalla presenza di alcuni soggetti in grado di distruggere il pianeta tipo il dottor Stranamore del film di Kubrik, lo scienziato folle che impara a non preoccuparsi della bomba. I rischi di autodistruzione dell’umanità non nascono da una minoranza di individui isolati, emotivamente impulsivi, ma dalla maggioranza silenziosa, indifferente verso i problemi sociali dell’inquinamento ambientale, della guerra, dell’economia in cui i ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri,  dell’emigrazione.  I rischi che pendono sul nostro futuro non sono legati ad un eccesso ma un difetto di attivazione emotiva,  sono legati all’anaffettività, all’insensibilità emotiva verso la sofferenza di chi ci sta vicino. 

I neuroni specchio, al centro di una recente  scoperta scientifica, sono una zona del nostro cervello che ci consente di  comprendere le azioni delle altre persone e di rispecchiare e di riconoscere le loro emozioni. I neuroni specchio sono la base neurofisiologica dell’empatia.

Possiamo educare noi stessi e i nostri bambini, a non far crescere i peli sul nostro cuore, a non far crescere i peli sui nostri neuroni specchio!

L’intelligenza emotiva ci consente di riconoscere e a dare un nome ai sentimenti, di avvertire le emozioni nostre e degli altri.  Intelligenza emotiva è la mente che abbraccia il cuore, la razionalità che ascolta la vita emotiva, è la logica degli adulti che impara a tener conto dei sentimenti dell’infanzia.

Intelligenza emotiva è sapere ascoltare un bambino in difficoltà, che comunica esperienze penose, frustranti, impreviste.  Intelligenza emotiva è condividere, non lasciare da solo chi soffre. Intelligenza emotiva è impedire che le emozioni diventino esplosive, che la tristezza diventi disperazione, che la gioia diventi esaltazione non realistica, che la rabbia non sia ben gestita, e diventi violenza o rancore, che la paura o l’ansia ci sequestrino la mente

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