C’E’ SILENZIO E SILENZIO

C’è silenzio e silenzio! C’è un silenzio buono per dialogare con noi stessi, per trovare energie, per accettare ed affrontare ciò che ci spaventa  e c’è un silenzio opprimente che impedisce a chi è debole e a chi soffre di parlare e di chiedere aiuto. C’è un silenzio di raccoglimento e di riflessione che ci allontana dal bombardamento del consumismo e dall’inondazione di messaggi dei media e c’è un silenzio che blocca la comunicazione, sincera ed efficace, dei sentimenti e dei problemi in famiglia, nella scuola, nelle istituzioni. C’è silenzio e silenzio. C’è un silenzio che ci apre e ci dispone all’ascolto e c’è un silenzio che si oppone all’ascolto e alla comunicazione: un silenzio che impedisce a chi sta male di cercare negli altri vicinanza emotiva, sostegno e solidarietà.

Ci proponiamo di favorire  la prima forma di silenzio e contrastare la seconda forma di silenzio.  Vogliamo far crescere un’attenzione al cambiamento emotivo e soggettivo delle persone e vogliamo rompere il silenzio come cornice che produce l’isolamento dei più piccoli e dei più deboli: il silenzio come imbroglio, come vergogna, come omertà, come segretezza che consente alla violenza di perpetuarsi e alla sofferenza dei singoli di aggravarsi nella solitudine e nello sconforto; il silenzio dell’indifferenza e dell’opportunismo, il silenzio di chi si volta dall’altra parte di fronte all’impotenza e alla richiesta di aiuto dei bambini, il silenzio di chi preferisce sacrificare sull’altare della propria autotutela emotiva e professionale la tutela delle vittime.

In questa prospettiva abbiamo costituito l’associazione ROMPERE IL SILENZIO. LA VOCE DEI BAMBINI. L’associazione vuole diventare un punto di riferimento e di organizzazione per tutti gli esperti, gli operatori e le persone che lavorano in maniera spesso isolata contro gli atteggiamenti mentali / culturali e i comportamenti istituzionali che negano ai bambini vittime di violenze il diritto alla riparazione psicologica e giudiziaria, contro  l’adultocentrismo, il negazionismo e la cultura patriarcale, che rappresentano gli inquinanti più nocivi circolanti nella comunità adulta: inquinanti che si contrappongono all’ascolto,  alla protezione e alla cura dei bambini.   ROMPERE IL SILENZIO. LA VOCE DEI BAMBINI  vuole fra l’altro sollecitare in maniera particolare l’aggregazione e l’espressione degli adulti che sono stati vittima di violenze nell’infanzia e nell’adolescenza e che non hanno avuto risposte di riparazione sociale o giudiziaria ed inoltre l’aggregazione e l’espressione delle madri e dei familiari che hanno tentato di difendere i loro bambini e che si sono trovati di fronte a reazioni di grave incomprensione e stigmatizzazione.

ROMPERE IL SILENZIO. LA VOCE DEI BAMBINI mira a coinvolgere operatori, professionisti, genitori, persone di buona volontà in un progetto per proteggere le persone in età minore dalle esperienze sfavorevoli e traumatiche. Vogliamo favorire un impegno a sviluppare l’intelligenza delle emozioni, la capacità di ascolto in famiglia e nelle istituzioni, il rispetto e la comprensione della sofferenza dei bambini e degli adulti, la cultura della riparazione psicologica, sociale, giudiziaria nei confronti dei soggetti traumatizzati.

Si tratta di ROMPERE IL SILENZIO attorno al conflitto radicale tra i bisogni del mondo dei bambini e i bisogni del mondo adulto, quando quest’ultimo si pone come adultocentrico. L’adultocentrismo è una posizione sociale, culturale, istituzionale  ed emotiva  che tende a privilegiare i bisogni, gli interessi e l’ottica degli adulti a scapito dei bisogni, degli interessi e dell’ottica del bambino.

L’adultocentrismo è lo sguardo, di un adulto incompiuto, che un tempo è stato un bambino incompiuto e che successivamente s’è dimenticato di essere stato bambino ed ha in qualche modo troncato le radici vitali radicate nelle esperienze piacevoli e spiacevoli della propria infanzia.   L’adultocentrismo è il movimento di un occhio che ha perso elasticità, che guarda alla realtà soltanto più dal punto di vista dell’adulto, perché ha dimenticato la capacità – attraverso l’immedesimazione – d’inquadrare il mondo anche dal punto di vista dell’infanzia.

Si tratta dunque di ROMPERE IL SILENZIO attorno ai bisogni e agli interessi – individuali e collettivi – dell’infanzia, bisogni e interessi che spesso risultano calpestati, rimossi, occultati, fraintesi, non trovando adeguata comprensione ed identificazione nella comunità adulta.

 

 

 

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

Claudio Foti

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

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