CONTRO GLI ABUSI ISTITUZIONALI: FORMAZIONE E INFORMAZIONE

Gli abusi sessuali istituzionali stanno diventando un fenomeno sempre più dilagante o comunque sempre più riconosciuto e preoccupante. Secondo recenti ricerche 1 ragazza su 3 e 2 ragazzi su 5 sono state vittime di abusi sessuali prima di aver compiuto la maggiore età e nel 90% dei casi l’autore di tale reato è un familiare o una persona conosciuta. Statistiche e casi di cronaca rivelano che tra di loro rientrano anche operatori che lavorano in strutture di accoglienza o servizi per minori, persone che dovrebbero essere promotrici della tutela dell’infanzia e che, invece, diventano veri e propri carnefici. Attorno al fenomeno il silenzio che finora ha tutelato i perpetratori si sta rompendo e, soprattutto all’interno delle istituzioni scolastiche, l’attenzione al fenomeno sta aumentando.

La consapevolezza della gravità che questi abusi possono avere ha spinto diverse realtà ad attivarsi in merito adottando diverse soluzioni: un esempio di questo è la mozione che il gruppo de “i Verdi” ha mosso al comune di Locarno, per stimolare la riflessione su queste tematiche e avviare iniziative finalizzate a combattere il fenomeno.

Carte etiche e regolamenti per il personale sul rispetto del bambino, percorsi di formazione e corsi specifici per operatori, campagne informative e di sensibilizzazione: il tutto in un’ottica preventiva che mira anche all’instaurarsi di legami sani e consapevoli tra minori e le figure che se ne prendono cura.   All’interno di un’istituzione educativa possono costruirsi relazioni asimmetriche di controllo e di potere che possono rappresentare una sorta di piano inclinato che può favorire atteggiamenti non rispettosi verso i più piccoli e addirittura comportamenti strumentali e perversi, tanto più se in questa istituzione e nella famiglia è assente la capacità di ascolto dei bambini, è carente l’attenzione alle forme espressive del malessere e manca la possibilità per i bambini di comunicare disagi e di segnalare proteste. Formare operatori competenti ed efficaci significa aiutarli a sviluppare le loro capacità empatiche e l’ascolto di sé e dell’altro, in modo da realizzare una tutela dell’infanzia concreta, continuativa  e coerente, una prospettiva che tutti i servizi scolastici, educativi e  sanitari dovrebbero favorire.

 

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

Martina Davanzo

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

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