LE FAMIGLIE A FUNZIONAMENTO PERVERSO

Di Martina Davanzo E Claudio Foti


Rabbia e disprezzo sono emozioni diffuse verso coloro che agiscono attività sessuali con i bambini. Ma se l’abuso è agito da un genitore la  rabbia diventa incontenibile e, al disprezzo, si può affiancare anche un senso di vergogna per l’inaudita atrocità di cui l’essere umano si può mostrare capace anche nel ruolo di padre e madre.

Leggo di un recente caso di cronaca su Today.it.  “Abusi sessuali sui figli piccoli, arrestata una coppia: inaudita e sistematica violenza!“. Gli abusi, secondo gli inquirenti, avvenivano con il “consenso morale della moglie”.

Dalle indagini emerge come le piccole vittime si trovassero immerse in “un contesto familiare degradato, connotato da una moglie depressa e psicologicamente mancante”, per cui il padre “ha potuto abusare indisturbatamente dei suoi figli, che si trovavano in condizioni di inferiorità fisica e psichica, rendendoli così veri e propri strumenti di piacere nelle sue mani, piegandoli alle proprie squallide smanie sessuali non senza approfittare del ruolo genitoriale, esercitato attraverso la più turpe delle modalità: imposizioni lascive, penetrative e intrusive sicuramente traumatizzanti per la sfera sessuale dei bambini e per il loro successivo sviluppo psicofisico, oltretutto ostinatamente ripetute per un apprezzabile periodo”.

Le due bambine si sono così trovate, sin dalla nascita, in un ambiente non protettivo e altamente maltrattante, dove le stimolazioni sollecitanti provenivano prevalentemente dall’attività sessuale perversa e incestuosa dei genitori. Costoro spingevano i figli ad un precoce e quotidiano contatto con la sessualità in un mondo familiare che si è rivelato per le bambine altamente strumentale, confusivo e traumatizzante.

Le bambine venivano obbligate a guardare filmati pornografici insieme ai genitori, per essere poi costrette ad avere rapporti sessuali con il loro padre, reiterati e violenti.

Questa vicenda suscita diversi interrogativi: come si può agire oppure assistere impotenti a un continuo comportamento abusante nei confronti dei propri figli? E in secondo luogo com’è possibile che tali atrocità vengano messe in atto proprio dai genitori stessi, cioè da coloro che dovrebbero avere il primario compito di cura e protezione dei propri figli?

Com’è possibile?  Innanzitutto prendiamo atto che è possibile, tant’è vero che succede! E’ possibile perché ci sono famiglie (non ce ne sono tantissime, ma ci sono!) che funzionano della condivisione dei sentimenti e sul sostegno reciproco.  Ci sono famiglie (molte!)  che funzionano sulla base del principale movente del lavoro e della prestazione che da senso e prospettiva all’intera vita familiare. Ci sono famiglie (anche queste molte!) che funzionano ponendo alla base dello stare insieme il denaro, piuttosto che il successo, piuttosto che l’immagine.   Ci sono famiglie (non poche) che invece funzionano attivando la sessualità di tutti i suoi membri, indipendentemente dall’età, dal ruolo familiare, dal genere.   Queste famiglie a funzionamento perverso  affrontano i problemi piccoli e grandi dell’esistenza con un costante ricorso alla sessualizzazione delle relazioni e delle azioni quotidiane.

 Ci troviamo spesso a preoccuparci per i nostri bambini, a cercare di tenerli al riparo da chiunque possa fare loro del male senza renderci conto di quanta responsabilità abbiamo come genitori e come educatori. Siamo impegnati nella loro tutela non solo fisica, ma anche morale ed emozionale. Iniziamo sin da quando sono piccoli a metterli in guardia dal pericoli del mondo esterno. I bambini vanno ascoltati, educati e compresi: non maltrattati o trattati come se fossero oggetti in balia del piacere e del potere degli adulti.

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