COS’È L’ADULTOCENTRISMO E COME CONTRASTARLO?

Un bambino entra in un tribunale per un’audizione protetta nella quale dovrà testimoniare sulla violenza sessuale subita dal padre. Ma il padre con i suoi avvocati e con i suoi familiari ha fatto di tutto nei giorni precedenti per avvicinare e condizionare il figlio ed anche nel mattino dell’audizione riesce a farsi vedere dal bambino, che è protetto dalla madre ma non dalla polizia giudiziaria.  Il bambino attenderà due ore spaventato prima di rendere testimonianza.  Avvocati dell’imputati, giudici,  polizia giudiziaria: ciascuno ha le sue preoccupazioni, ma nessuno assume il punto di vista del bambino.

Nell’ospedale pediatrico è stata introdotta una norma per cui i genitori possono essere presenti nella camera del bambino solo in certi orari, tranne in casi di estrema gravità. La norma risponde a criteri di efficienza delle visite, delle pulizie,  ma non tiene conto dei bisogni affettivi e relazionali dei bambini malati.

Nel quartiere tutto l’assetto urbanistico ed edilizio non tiene conto degli interessi collettivi dei bambini: mancano aree verdi, spazi di gioco… le mamme con le loro carrozzine per fare una passeggiata passano su una stradale dove corrono le macchine. I bambini possono respirare a pieni polmoni a poca distanza  dai tubi di scappamento. 

Da mesi i bambini della scuola materna tornavano a casa, lamentando conati di vomito, nausea, vari malessere fisici, perdita dell’appetito e disturbi del sanno, forme di enuresi  dopo aver regolarizzato da tempo le funzioni intestinali.  Da mesi i genitori non hanno ascoltato i segnali di malessere dei loro figli che . Il rifiuto dei piccoli,  ricorrente al mattino, a tornare a scuola, un rifiuto  dei accompagnato dall’acuirsi di alcuni sintomi e da varie rimostranze.  Da mesi i genitori non prendono in considerazione che i bambini possano aver ragione a lamentarsi della maestra. La suora non può essere cattiva. L’autorità scolastica non può che essere al di sopra di ogni sospetto.

Tutti questi episodi hanno una caratteristica comune: dimostrano la tendenza adultocentrica delle istituzioni adulte a dimenticarsi dei bisogni e dei diritti dei bambini 

Il concetto di adultocentrismo è stato proposto nel 1997 da Claudio FOTI in un saggio “Per una critica dell’adultocentrismo” (che si ritrova nella sezione STORIA DI ROMPERE IL SILENZIO di questo sito) 

Per Foti l’adultocentrismo è un modo di guardare al mondo a partire dagli schemi mentali e dal punto di vista dell’adulto:  “Oltre ad essere un’“ideologia” deformante, l’adultocentrismo è un  modo  di  operare,  una  direzione   di comportamento  rigida  ed  unilaterale  che tende a favorire i bisogni e gli interessi della generazione adulta a scapito di quelli della generazione emergente.”

La comunità sociale nei fatti è impostata e governate dalle leggi dei grandi, un rigido insieme di regole e schemi mentali che non tiene conto dei bambini, della loro soggettività, delle loro emozioni, fino a giungere alla negazione dei loro bisogni.
“L’adultocentrismo è l’atteggiamento ideologico ed emotivo che garantisce e perpetua il mondo come dominato dagli adulti e da una rigida logica adulta” (C. Foti).

La critica dell’adultocentrismo è stata ripresa dal programma di Rompere il silenzio del 1998:   “L’adultocentrismo è la posizione di un adulto incompiuto, che un tempo è stato un bambino incompiuto e che successivamente ha in qualche modo troncato le radici vitali radicate nelle esperienze piacevoli e spiacevoli della propria infanzia” (dalProgramma di Rompere il Silenzio” che compare nella sezione storia di Rompere il silenzio ). 

L’adultocentrismo, afferma il programma di Rompere il Silenzio, rappresenta “un modo di vedere e di operare che esprime un fallimento nella crescita di un soggetto adulto, in quanto rivela un’operazione di scissione e rimozione rispetto alla propria infanzia, un’incapacità di dialogare con il proprio passato, di rispettarlo e di integrarlo nella dimensione del presente”.

Per quale motivo la società d’oggi rimane  adultocentrica nonostante i crescenti riferimenti ai principi della difesa dell’infanzia?

Una società adulta insicura, incapace di tollerare la frustrazione e di accettare il continuo scambio generazionale scandito dal ciclo biologico dell’essere umano, cercherà di difendere il potere conquistato sottraendo spazio e potenzialità alla generazione in crescita. Tanto più l’adulto si sentirà minacciato tanto più cercherà di affermare i propri diritti e i propri bisogni a scapito dei soggetti più giovani, condizionandone desideri e aspirazioni finendo per far diventare le nuove generazioni lo specchio di quella attuale.

Per contrastare questa tendenza radicata adultocentrica, è necessario lo sviluppo delle capacità empatiche proprie dell’uomo. Ascoltare i bisogni dei bambini e difendere i loro diritti equivale a diminuire gli abusi e le violenze nei loro confronti.   Ascoltare le istanze di crescita dei bambini significa non dimenticare la capacità di guardare il mondo con gli occhi dei bambini, sapendo mettersi in discussione e sapendo rinunciare al un potere di controllo la realtà dei bisogni dei bambini in evoluzione.

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

Martina Davanzo

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

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