“I BAMBINI POSSONO ASPETTARE”: LE LEGGI CHE IL PARLAMENTO HA LASCIATO IN SOSPESO

Innumerevoli leggi sono state scritte negli anni a tutela dei bambini e la maggior parte sono rimaste sospese e dimenticate in attesa di essere approvate. Negli ultimi anni importanti iniziative legislative sono rimaste a fare polvere nelle camere del Senato, iniziative utilizzate in qualche misura dai politici per farsi propaganda e poi dimenticate sul tavolo: questo perché i bambini possono aspettare, in fin dei conti non possono votare.

Tra queste leggi meritano di essere citate innanzitutto quella sullo ius soli, per cui il momento giusto sembra non arrivare mai. Discussa per la prima volta nel 2015 e ripresa più volte nel corso degli anni è stata ora messa in fondo alla lista dei lavori previsti a Palazzo Madama. E così la protagonista della “stagione dei diritti”, così nominata da Renzi, rischia ora di cadere nel dimenticatoio.

Anche il mondo delle adozioni sembra essere lasciato in standby mentre il terzo Rapporto supplementare sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia del gruppo Crc  sottolinea numerose difficoltà dell’intervento in questo settore: il ritardo delle segnalazioni dei bambini in stato di adozione, la lunghezza e la difficoltà degli iter burocratici necessari per le adozioni, la mancanza di sostegno post-adozione per i neo genitori e per i bambini stessi, nonché i ritardi con cui arrivano i rimborsi spese per coloro che i figli sono riusciti ad adottarli (sono ancora attesi i rimborsi del 2012!).

Anche 400 mila figli di partorienti anonime, in seguito adottati, restano in attesa di una legge che consenta loro di ottenere informazioni sulla loro madre biologica dal Tribunale per i minorenni: legge approvata nel 2015 e da allora ferma alla commissione Giustizia del Senato in attesa che venga discussa.

Non va meglio ai 1.600 ragazzi rimasti orfani a causa del femminicidio, che in Italia conta circa 150 casi all’anno. In primavera è stata approvata dalla Camera dei deputati una legge per la tutela dei figli delle vittime, ma da allora più nulla s’è mosso nell’iter legoslativo:  questa, probabilmente, diventerà l’ennesima legge lasciata a metà dal nostro Parlamento.

Infine anche gli asili nido restano colpiti dal trend delle leggi sospese: la promessa di Renzi di aprire “mille nidi in mille giorni” è stata abbandonata a metà e i 3 miliardi di investimenti promessi si sono ultraridotti diventando una cifra assai più diversa: 209 milioni di euro. Nessun passo in avanti, quindi, oltre le leggi sulla “Buona scuola”, sulla quale non entriamo nel merito  in questa sede, se non rilevando che comunque è andata incontro ad alcune contestazioni e proteste.

La situazione legislativa sui diritti dell’infanzia resta quindi sospesa in un limbo in cui il tempo sembra non scorrere mai e in cui la fretta non è certo una prerogativa dei parlamentari e delle segreterie di partito.

Non parliamo poi delle centinaia di miglia di bambini che vivono sotto la soglia di povertà, le cui esigenze richiederebbero un’ampia riflessione ed una forte iniziativa legislativa. Evidentemente agli occhi di chi gestisce il potere i 2 milioni e 297 mila bambini poveri non hanno nessuna fretta di crescere, di far valere i loro diritti e di diventare adulti.

In conclusione,  secondo il mondo della politica, i nostri bambini possono aspettare!

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

Martina Davanzo

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

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