I BAMBINI ABUSATI DIFFICILMENTE VENGONO CREDUTI. NESSUNA PIETA’ PER LORO!

Di Maria Rosa Dominici


Vorrei che molti leggessero questi due comunicati,  cosi significativi, pieni di sofferenza e verità.

Vi è nel nostro Paese l’insana tendenza a distruggere o rinvangare in modo sadico storie di sofferenze, storie di vittime infanti, storie di chi non potendosi difendere in base all’età minorile ha trovato nell’istituzione una adeguata difesa e ricerca della verità.

I bambini abusati difficilmente vengono creduti, spesso portano incisa nella memoria corporea una ferita che continuerà a sanguinare…nessuna pietà per loro, il diritto di cronaca spesso distorto e perverso, pensa al profitto che ne può trarre…e la vittima viene ulteriormente vittimizzata.

Ricordo quei fatti, ho letto quegli atti, ero Giudice Onorario al T.M.

DOLORE, FATICA, RISPETTO, PROFESSIONALITA’ USATA CON SCIENZA E COSCIENZA.

Leggete le parole di chi c’era,  di chi ha subito, e di chi con fatica cerca di tutelare la dignità di un corpo ferito, violato, da chi avrebbe dovuto proteggere,  amare, rispettare.

Anm sull’inchiesta Veleno: «Ci furono reati sessuali»

L’associazione magistrati: «Condanne definitive». Musti: «Inopportuno rimestare vicende dolorose». “È il caso di evidenziare come il nostro lavoro sia difficile e a volte poco comprensibile dagli utenti come si presume anche dal ritorno alle cronache di questi fatti passati e vecchi. Il giudicato va rispettato da tutti, qualunque sia il contenuto. Chi vi ha lavorato non deve subire episodi di pubblicazione e anche rielaborazione che possono essere anche molto pesanti da sopportare”…

 

Caso pedofili della Bassa. Quattro vittime: «Noi tutelati dalle istituzioni»

La lettera: «Sui media e nei pubblici dibattiti, si dà spazio a persone che hanno scontato pesanti condanne per aver abusato dei propri figli»

«Non ci siamo mai sentiti ‘rapiti’ dalle istituzioni, ma, al contrario, da queste tutelati e protetti. Non abbiamo mai chiesto in questi anni di rivedere i nostri parenti naturali, non abbiamo pianto quando abbiamo saputo che qualcuno di loro non c’era più»

 

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