PER RAPPORTARSI AI  BAMBINI FIDARSI DELLE EMOZIONI

Di Cleopatra D’Ambrosio


Ci può essere grave inadeguatezza genitoriale anche se non si arriva alle “botte di santa ragione”, alle sgridate che sviliscono e umiliano, alle minacce che spaventano e fanno sentire colpevoli, all’indifferenza, all’esclusione. Infatti tutte le volte che il bambino (e l’adulto) non è rispettato nella sua integrità psicofisica subisce un mal-trattamento.

Spesso i genitori non sanno cosa fare davanti a scoppi di pianto, grida, paure dei figli ed allora possono cercare di bloccare o mettere a tacere lo scoppio-manifestazione emotiva.

Ovvero, siccome loro hanno paura di quella emozione la reprimono.

Ciò è sempre dannoso perché obbligano a sviluppare meccanismi difensivi che spesso possono manifestarsi anche con sintomi fisici.

Ciò che ci impedisce d’essere felici è il ricordo delle sofferenze provate da bambini e le paure che ci portiamo dietro dalla nostra infanzia: paura d’essere giudicati, umiliati, rifiutati o ignorati…

Partendo dal presupposto che sono la paura, la sofferenza e la collera repressa (non è quindi costituzionale) ad impedire ad una persona di stabilire un giusto rapporto con gli altri, possiamo aiutare i nostri figli evitando innanzitutto di ferirli e insegnando loro ad aver fiducia in se stessi.

I bambini, come gli adulti non molto compromessi, sanno cosa li fa sentire bene. Fidatevi delle emozioni! Quando l’emozione viene ascoltata, rispettata, sentiamo d’essere presi in considerazione e la nostra sicurezza interiore aumenta (siamo più centrati).

Permettiamo dunque ai bambini e ai ragazzi di esprimere le loro emozioni. Stiamo loro vicini  ed ascoltiamoli. Un bambino che si sente prezioso si mostra attento verso gli altri e verso le conseguenze dei suoi atti, agisce con rispetto per i sentimenti altrui e in modo responsabile.

Per potersi fidare veramente dei loro genitori, i bambini devono essere certi della loro potenza personale, cioè della loro sicurezza interiore e della loro capacità di vivere le emozioni. Quando i genitori mostrano una forza apparente e nascondono ai figli le emozioni, i timori o le loro sofferenze, non li rassicurano, ma fanno credere loro che nella vita bisogna comportarsi così. Essere forti, potenti, autorevoli  non significa mostrarsi duri ed insensibili, bensì segnalare ai bambini che non si ha paura delle proprie emozioni.

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