QUANTO SONO INTERESSANTI LE BABY SQUILLO!

“Aveva 15 anni, la sera rincasava sempre più tardi. Tutto sopra le righe, il trucco, gli abiti. Si prostituiva ai Parioli. Il giro si allargò a un’altra minorenne. Era il 2013. Dieci arresti, cinquanta indagati. Processi, condanne, patteggiamenti. Le Baby squillo dei Parioli diventa una serie tv in onda a novembre su Netflix, uno degli appuntamenti più attesi e controversi” del nuovo palinsesto … Le vite nascoste, gli amori proibiti, i segreti condivisi fra teen-ager, l’innocenza perduta nello squallore di un seminterrato nel quartiere simbolo della borghesia romana.” Così inizia una pagina sul Corriere della sera dal titolo avvincente: “Baby squillo dei Parioli diventano un caso televisivo” .

Gli autori hanno fatto un lungo lavoro di ricerca, acquisiti gli atti giudiziari, ascoltate le intercettazioni. «Non è la cronaca di quello che è successo, a cui ci siamo liberamente ispirati, dov’è prevalsa una realtà nichilista e una prospettiva giustizialista e gossippara. Raccontiamo le vite segrete degli adolescenti, il loro mondo, le loro frustrazioni, quell’età di passaggio, l‘incapacità a avvicinarsi a sentimenti autentici e sinceri, la fuga perenne; avvertono un’oppressione dall’autorità, sia scolastica che familiare, e se ne vogliono liberare. E’ un modo più largo di vedere la trasgressione, un romanzo di formazione corale, romantico e dark, attorno a un ambiente apparentemente perfetto come i Parioli, che nasconde ipocrisie e vuoto».

Interessante! Ma cosa sarà questa prospettiva giustizialista e gossippara che la serie televisiva vuole superare’

Ce lo chiarisce il giovane regista, Andrea De Sica, 37 anni, nipote del grande Vittorio De Sica, che ci illumina con una messa a fuoco originale della vicenda: «Le ragazze non saranno vittime ma agiscono per libera scelta».

La logica lucida ed anticonformista del regista  si esprime con chiarezza:«Non ci sono vittime, non facciamo moralismo e non giudichiamo, nemmeno i clienti», annuncia il regista.   Si tratta oltretutto di padri di famiglia, stimati professionisti. Ci vuole cautela.  «Li ritrarrò – continua Andrea De Sica – non come esseri abietti ma come persone normali che approfittano della loro posizione, vorrei che ci fosse empatia con loro. E le ragazze non sono sottomesse agli adulti, fanno una libera scelta, scoprono attraverso il loro corpo acerbo il potere esercitato sul prossimo».

Meraviglioso. Attendiamo con impazienza!

Per fortuna i clienti di queste ragazze non saranno giudicati con moralismo.  Come tutti avevano bisogno di relazioni sessuali, non ci scaglieremo contro di loro, perché è noto che poi ad un certo punto il matrimonio si raffredda… Cercheremo di essere empatici e di non stare ad irrigidirci sull’idea che l’acquisto del corpo di una minorenne potrebbe configurare un comportamento dagli effetti distruttivi sullo sviluppo psichico di queste ragazze. Non faremo del moralismo. Del resto se non ci fossero stati questi adulti a pagarle, sicuramente le ragazze avrebbero trovato altri clienti, perché il mercato tira…

Non ci saranno giudizi pesanti a disturbare l’identificazione con questi personaggi, né a contrastare la partecipazione per interposta persona all’agito sessuale di queste persone. Soprattutto non ci sarà nulla che potrà interferire negli spettatori maschi con le fantasie sessuali d’identificazione che la vicenda televisiva potrà suscitare. Non ci sarà nulla che potrebbe danneggiare – magari con riflessioni autocritiche proposte agli spettatori – il consumo mediatico di questa vicenda, così eccitante.  Il genere delle baby squillo può risultare attraente per i fruitori di prodotti televisivi.

Del resto deve essere chiaro – e il regista l’ha ampiamente sottolineato – che non c’è stata nessuna forzatura nelle ragazze. Nessuna, nessunissima  responsabilità della famiglia della scuola, della società nella loro libera scelta.

E’ noto che a quell’età si scelga quale gruppo musicale piaccia di più, quale compagnia di amici sia più attraente,  quale orientamento sessuale si ritrovi nel proprio corpo e giustamente … a 15 anni ci si interroga anche sul fatto se vale la pena prostituirsi o meno.  E alcune ragazze compiono la libera scelta di vendersi …   E alcuni adulti compiono la libera scelta di acquistare la merce…

Che problema c’è?!? Solo una prospettiva gossippara e giustizialista può vedere le cose in un modo diverso.

 

… Non vediamo l’ora di visionare quest’opera d’arte in corso di produzione!

 

 

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

Claudio Foti

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

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