I BAMBINI OGGI: INNOCENZA E CONTAMINAZIONE

Ho visto, al parco, dei bambini che giocavano a pallone e ad ogni azione si fermavano per litigare su un mancato rigore o una mancata punizione: questo era il loro gioco, la palla non la guardavano neppure.

Ho visto, al parco, bambini che venivano costretti dai genitori a fare pipì nell’erba, davanti agli occhi indiscreti di tutti e senza nemmeno aiutarli a raggiungere l’obiettivo senza bagnarsi i pantaloni.

Ho visto, al parco, bambini che lanciavano i palloni addosso alle persone sedute sulle panchine, sotto gli occhi dei genitori che ridevano divertiti.

Ho visto, al parco, bambini inseguire i cani con dei bastoni “perché loro si divertivano”, sotto gli occhi non curanti dei genitori.

Ho visto, al parco, bambini rubare i giocattoli ad altri bambini, con i genitori dietro pronti a giustificarli anziché rendere il giocattolo al legittimo proprietario.

Ho visto, al parco, bambini insultare i propri genitori, i propri nonni e prenderli a parolacce solo perché divertiva gli amichetti.

Ma ho anche visto, al parco, dei bambini che raccoglievano fiori per gli adulti e li donavano con affetto.

Ho visto bambini di 12-13 anni che giocavano a pallone con quelli di 5-6, senza distinzioni di età o di provenienza… e ridevano tutti insieme.

Ho visto bambini con espressioni di disgusto e rammarico di fronte a loro coetanei che maltrattavano i genitori ed i nonni solo per divertimento.

Ho visto bambini disposti a tornare a casa perché dovevano fare i loro bisogni e “non si fanno al parco, il parco è di tutti”.

Ho visto bambini giocare insieme unendo i loro giochi, perché “averne di più è più bello e non mi importa se non so nemmeno il tuo nome”.

I bambini sono il risultato di ciò che riusciamo a trasmettergli. Nel corso dei primi anni di vita loro imparano soprattutto per imitazione: guardano i loro adulti di riferimento e mettono in atto gli stessi atteggiamenti e gli stessi comportamenti a cui assistono. È guardando i genitori che urlano e insultano l’arbitro durante tutta la partita che imparano ad aggredire i compagni durante il gioco. È vedendo il disprezzo negli occhi dei genitori che i bambini lo apprendono e lo esprimono con le altre persone. È percependo la noncuranza nei confronti degli altri o della proprietà altrui che  la interiorizzano, imparando ad ignorare ciò che li circonda e a trascurare le regole sociali. Ma è anche guardando la gentilezza che impareranno a metterla in pratica, è percependo la bontà che la acquisiranno ed è vedendo l’accettazione che giocheranno con tutti senza distinzioni.

I bambini apprendono e talvolta amplificano i comportamenti degli adulti, li fanno loro e li tengono con sé per gli anni a venire: e questo vale sia in positivo che in negativo.

I bambini hanno il compito di imparare e noi adulti quello di insegnare loro e mostrargli come ci si comporta: eppure, molto spesso, sono loro che ci insegnano la bontà, la gentilezza, l’inclusione, l’amore incondizionato e tutto ciò che, crescendo, ci siamo dimenticati.

Succede quando i bambini non sono stati ancora contaminati dai condizionamenti degli adulti , quando sono riusciti a conservare l’innocenza di cui parla Alice Miller.

Dunque consideriamo ed accudiamo i bambini come meritano, dedichiamo loro del tempo, ascoltiamoli… perché la personalità e l’evoluzione dei bambini sarà il riflesso non solo delle potenzialità positive della mente umana, ma anche di ciò che noi e tutti coloro che li circondano gli comunicheremo: non perdiamo la nostra occasione di trasmettere ciò che di buono ci è stato donato.

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

Martina Davanzo

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

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