BELLE E BRUTTE NOTIZIE

E’ una bella notizia!  I due carabinieri accusati di aver violentato due studentesse americane la notte tra il 5 e il 6 settembre dello scorso anno a Firenze sono stati destituiti dall’Arma al termine dell’indagine disciplinare che era stata avviata subito dopo la denuncia presentata dalle ragazze. Immediata era scattata la sospensione dal servizio. E adesso, in attesa del rinvio a giudizio e dunque del processo sollecitato dai pubblici ministeri, è stata inflitta la sanzione più grave. Benissimo! Le istituzioni devono prendere posizione nettamente e rapidamente contro qualsiasi atteggiamento di molestia o anche solo di ambiguità seduttiva da parte di chiunque possa approfittare del ruolo di potere per un’azione abusante o sessualmente irriguardosa, di chiunque possa approfittare della divisa o dell’abito talare…

E’ una bella notizia quella dei colloqui che Papa Francesco avrà, la prossima settimana, con i vescovi del Cile, nei quali chiederà loro fra l’altro di chiarire alcune vicende di abusi coperti dalla Chiesa Cilena. “È fondamentale – sottolinea la Sala Stampa riportando il pensiero del Papa – ristabilire la fiducia nella Chiesa attraverso dei buoni pastori che testimonino con la loro vita di aver conosciuto la voce del Buon Pastore e che sappiano accompagnare la sofferenza delle vittime e lavorare in modo determinato e instancabile nella prevenzione degli abusi”. Nei giorni scorsi Francesco ha ricevuto a Santa Marta le vittime di un religioso, che avrebbe goduto della protezione del vescovo di Osorno monsignor Carlos Barros, all’epoca dei fatti ordinario militare. Nel corso del suo viaggio in Cile il Papa non aveva voluto ricevere le stesse vittime perché i vertici della Chiesa cilena gli avevano assicurato l’innocenza di monsignor Barros.  Recentemente il papa ha invece voluto ricevere ed ospitare per quasi una settimana tre vittime cilene non credute e non tutelate da Barros.  “Il Papa ci ha chiesto formalmente perdono a nome suo e della Chiesa universale” hanno affermato le tre vittime.  “Riconosciamo e apprezziamo questo gesto e l’enorme ospitalità e generosità di questi giorni. Per circa 10 anni  siamo stati trattati come nemici perché abbiamo combattuto contro l’abuso sessuale e l’occultamento nella Chiesa. In questi giorni abbiamo conosciuto un volto amichevole della Chiesa, totalmente diverso da quello che abbiamo incontrato in passato”.

Una brutta notizia pervenuta riguarda invece l’ennesimo episodio di maltrattamento intrascolastico.   Le denunce dei genitori di una scuola per l’infanzia in località Santa Caterina a Giffoni (Salerno) sono state riscontrate dalle intercettazioni audio e video che hanno documentato i maltrattamenti subiti dai bimbi all’interno dell’aula scolastica. La donna si rivolgeva ai piccoli – di età tra i quattro e i cinque anni – apostrofandoli con vari epiteti, tra i quali “zozzosi, asini, scemi, cretini, cafoni”, schiaffeggiandoli, tirando i capelli e le orecchie, strattonandoli e trascinandoli con forza. L’insegnante è stata sospesa – informa l’ANSA – per un anno con l’accusa di maltrattamenti.  Non sappiamo se sia del tutto una bella notizia che sia stata sospesa per un solo anno.

Dal 14 maggio si apre la settimana di mobilitazione, promossa da Save the children contro le condizioni di povertà in cui vivono milioni di bambini italiani.  La campagna è una bella notizia che ci ricorda tuttavia una tristissima e dimenticata “notizia”. Viviamo in un Paese vietato ai minori, dove quasi 1 milione e trecentomila bambini e ragazzi[1] – il 12,5% del totale, più di 1 su 10 – vivono in povertà assoluta, oltre la metà non legge un libro, quasi 1 su 3 non usa internet e più del 40% non fa sport. Ma, soprattutto, un Paese dove i minori non riescono a emanciparsi dalle condizioni di disagio delle loro famiglie e non hanno opportunità educative e spazi per svolgere attività sportive, artistiche e culturali, sebbene siano moltissimi i luoghi abbandonati e inutilizzati che potrebbero invece essere restituiti ai bambini per favorire processi di cambiamento, di contrasto alla povertà e di crescita educativa.   Save the children segnala  i 10 luoghi simbolici vietati ai minori in Italia: da un’ex scuola elementare nella periferia di Milano a un teatro abbandonato a Torino, dai parchi in condizioni di degrado nelle periferie di Roma e Napoli, sino a L’Aquila – città simbolo vietata ai bambini, ma anche agli adulti – e al Parlamento, il luogo per eccellenza dove troppo spesso la voce dei minori è inascoltata

 

 

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

Claudio Foti

Psicologo, psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi Hansel & Gretel

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