CRESCERE COME PERSONE E COME PROFESSIONISTI. L’ESPERIENZA DEL MASTER SULL’INTELLIGENZA EMOTIVA

Si sono svolti negli scorsi anni a Torino, Reggio Emilia, a Cagliari,  Napoli/Salerno, alcuni master centrati sull’intelligenza emotiva, promossi dal Centro Studi Hansel e Gretel e dalla Facoltà Pontificia Auxilium di Scienze dell’educazione di Roma.

Pubblichiamo una serie di interventi di allievi di questi master (in particolare dei master su “Gestione e sviluppo delle risorse emotive”), interventi che possono dare un’idea dell’originalità dell’esperienza formativa compiuta.   L’esperienza verrà riproposta ad ottobre del 2018 a Roma e a partire dal 2019 a Torino e a Reggio Emilia.  Iniziamo con un contributo di Paola Crosetto. E’ previsto inoltre nel 2019 a Reggio Emilia un corso di Alta Formazione su “Sofferenza traumatica e intelligenza emotiva. Strumenti clinici e psicologico-forensi di ascolto e di cura”. 

 

Di Paola Crosetto


Sono una docente di scuola superiore e, grazie ad una mia collega, ho avuto la possibilità di conoscere il Centro Studi “Hansel e Gretel” di Moncalieri, di frequentare il Master “Gestione e sviluppo delle risorse emotive” a Torino nel 2014/2015, e il Corso di Alta Formazione nel 2017/2018.

In entrambi i casi, si è trattato di un’esperienza altamente significativa, la quale mi ha consentito di maturare la convinzione che l’intelligenza emotiva non sia soltanto un mondo nuovo, perlopiù ignorato e trascurato nella quotidianità, ma che sia anche uno strumento formidabile che ha letteralmente rivoluzionato la mia vita. Grazie alle modalità esperienziali ed attive che vengono impiegate nel Master, prima di tutto ho potuto acquisire maggiore consapevolezza del mio mondo interno: ho imparato a prestare più attenzione e ad attribuire valore ai miei vissuti, a legittimarli, a dare loro un nome, a riservare loro l’ascolto che meritano, dopo una dolorosa storia personale nella quale ho impattato con esperienze di svalutazione e di non ascolto delle mie emozioni. Inoltre, ho sperimentato il sapore dolce della condivisione con gli altri membri del gruppo: ho avuto l’opportunità di scoprire che le emozioni, soprattutto quelle più dolorose, se da un lato differenziano i percorsi esistenziali, d’altra parte, se comunicate e condivise con rispetto,  possono avvicinare le persone nel profondo e creano un senso di comunanza unico ed inusuale.

Inoltre, nel corso del Master, ho conosciuto alcune tecniche il cui impiego si è rivelato molto utile e produttivo in ambito professionale, come l’autobiografia, lo psicodramma, la mindfulness. Ho imparato a condurre gruppi adottando la metodologia, fondata sui principi dell’intelligenza, che il Centro Studi ha elaborato ormai da 30 anni. Il bagaglio di modalità relazionali, di tecniche e di approcci che ho acquisito mi consente oggi di “fare scuola” in modo più consapevole, più “attrezzato” emotivamente e, quindi, in modo più efficace e sereno. Infine, il percorso del Master e del Corso di Alta Formazione ha rappresentato non solo un’esperienza formativa straordinaria ed unica in ambito professionale, ma anche, e soprattutto, a livello personale e familiare.

Con il percorso avviato con questi master ho iniziato ad occuparmi di un tema che mi sta a cuore: il rapporto tra handicap ed intelligenza emotiva (vedi l’articolo sul tema “Handicap, ascolto e intelligenza emotiva” che ho pubblicato su questo sito il   mettere data)

Gli stimoli che ho incontrato mi hanno portato a sviluppare il mio cammino di crescita e di conoscenza. Ho imparato ad occuparmi di me stessa in un modo più attento e ho iniziato a prendermi cura, in modo profondo, delle relazioni più importanti della mia vita, quelle familiari.   Credo di aver maturato una maggiore autoconsapevolezza e capacità di ascolto empatico.

 

 

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